Se si desidera migliorare il proprio modo di fotografare bisogna far propri alcuni elementi di composizione fotografica.

Comporre vuol dire disporre gli elementi della foto in modo da valorizzare sia i suddetti elementi, sia la foto.

Supponiamo che il soggetto della fotografia sia una persona. Di solito la tendenza generale è quella di mettere la persona al centro della foto. Ebbene, raramente questa è la soluzione migliore.

Cercherò di fornire alcuni elementi di base sulla composizione in fotografia limitando al massimo le spiegazioni tecniche, facendo piuttosto parlare le immagini.

Una cosa fondamentale da imparare è che nell’area della fotografia ci sono delle zone che il nostro cervello considera più importanti di altri. Nel gergo fotografico vengono chiamati “punti forti“. L’occhio dell’osservatore tende automaticamente a iniziare la “lettura” della fotografia partendo da questi punti forti.  Noi fotografi, pertanto, dobbiamo fare in modo che l’osservatore trovi proprio lì qualcosa di interessante.

Ma come facciamo ad individuare questi punti forti?

Un modo empirico molto semplice è quello di applicare la cosiddetta “regola dei terzi“. La regola dei terzi – che è una semplificazione del cosiddetto rapporto aureo basato sulla successione di Fibonacci, di cui si parla nel tutorial La sezione aurea e la fotografia – consiste nel suddividere l’area del fotogramma utilizzando delle linee che dividono i lati del rettangolo in tre segmenti uguali. I punti forti si trovano nel punto di intersezione delle linee.

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La regola dei terzi consiste nel suddividere il fotogramma utilizzando delle linee che dividono esattamente in tre parti uguali i lati del rettangolo. I punti forti si trovano alle intersezioni delle linee.

 

In particolare, per noi occidentali che siamo abituati a leggere da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso, il punto forte più importante è quello in alto a sinistra, seguito da quello in alto a destra, quello in basso a sinistra, quello in basso a destra. Cosa succede? Che l’occhio e il cervello inconsciamente si posano su questi punti forti alla ricerca di informazioni importanti che permettano di decifrare l’immagine. Il fotografo abile quindi disporrà in quei punti le informazioni di base, cioè gli elementi dell’immagine che vuole valorizzare.

Attraverso quei punti passano anche le diagonali del fotogramma. Anche le diagonali sono elementi fondamentali per la composizione.

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Nel disporre gli elementi della fotografia si deve tener conto anche delle diagonali.

 

Proviamo a capire cosa significa tutto quanto abbiamo esposto sopra con degli esempi pratici.

Si prenda ad esempio la seguente foto:

Gli elementi fondamentali di questa fotografia sono disposti in modo tutt’altro che casuale.

 

Se si osserva con attenzione l’immagine ci si rende conto che gli elementi fondamentali della fotografia sono stati disposti in modo tutt’altro che casuale.

Per rendersene conto basta osservare l’immagine con la griglia sovrapposta.

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L’immagine con la griglia dei punti forti sovrapposta.

 

Quali sono i punti forti dell’immagine e dove cadono?

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I punti forti, dal punto di vista compositivo, della fotografia.

 

Ecco i punti che possiamo evidenziare. Si osservi con attenzione il punto del fotogramma in cui cadono:

1) Il muso dell’orso in primo piano, quello perfettamente a fuoco, cade quasi perfettamente su punto forte posizionato in alto a destra;

2) Sul punto forte in alto a sinistra cade il centro dell’orso che sta andando via;

3) I piedi dell’orso in primo piano poggiano sulla linea che divide il fotogramma in terzi;

4) La zampa posteriore dell’orso che va via è al centro del fotogramma;

5) Il muso dell’orso che va via è al centro del rettangolo piccolo che si trova  in alto a sinistra.

Quelli individuati sono tutti particolari importanti della scena, che si trovano in punti chiave del fotogramma, proprio lì dove il cervello dell’osservatore chiede che ci sia qualcosa di rilevante.

Per leggere dal punto di vista compositivo questa fotografia possiamo però fare ancora altre considerazioni.

Si osservi, ad esempio, come la posizione dei due orsi sia in rapporto con le diagonali.

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La posizione dei soggetti in rapporto con le diagonali.

 

1) Il muso dell’orso punta verso l’angolo in basso a sinistra;

2) La forma triangolare dell’orso e la direzione del suo movimento puntano verso l’angolo in alto a sinistra.

Naturalmente queste considerazioni sono valide per ogni tipo di fotografia.

Ecco ad esempio una foto di paesaggio:

Anche in questo paesaggio possiamo ravvisare l’applicazione di alcune regole di composizione.

 

Sovrapponiamole una griglia:

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Sono qui evidenziati alcuni accorgimenti compositivi attuati dal fotografo.

 

Si osservi come:

1) La linea dell’orizzonte sia disposta nelle immediate vicinanze della linea che definisce il terzo superiore del fotogramma;

2) La linea della montagna sia sulla diagonale del fotogramma;

3) La barca, un elemento importante dell’immagine, sia nelle immediate vicinanze di un punto di interesse.

 

Si osservi anche questo ritratto:

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Anche nel ritratto è fondamentale seguire le regole della composizione.

 

Se sovrapponiamo la griglia ci accorgiamo che il fotografo non ha disposto gli elementi a caso:

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I punti forti dell’immagine.

 

Si noti come l’occhio sinistro della ragazza (gli occhi sono sempre elementi fondamentali nel ritratto) sia esattamente posto su uno dei punti forti. La stessa cosa si può dire della bocca. Si osservi inoltre come i capelli davanti al viso scorrano nella direzione della diagonale, e come sulla linea della diagonale sia disposta anche la spalla destra della modella. Sempre in  direzione della diagonale, verso il basso, punta lo sguardo del soggetto.

Per concludere alcune considerazioni:

Non è necessario che gli elementi portanti dell’immagine cadano esattamente nei punti forti: è sufficiente una ragionevole approssimazione.

Quando spiego regole di composizione come queste illustrandole mediante l’ausilio delle foto, la domanda che mi fanno è: “vuoi dire che mentre scattavi pensavi a tutte queste cose?”. La risposta è no. Adesso quando scatto la mia mente lavora in automatico, applicando le regole della composizione. Non ci devo pensare coscientemente. Assomiglia un po’ a quello che accade quando guidiamo l’automobile: gran parte delle operazioni le svolgiamo in automatico, mentre la mente si concentra solo su ciò che accade sulla strada e sulla direzione da prendere, non stiamo lì a valutare ogni movimento. Per anni però queste considerazioni ho dovuto farle, sia al momento dello scatto, sia a posteriori, osservando le foto, e riflettendo su come avrei potuto farle meglio. E, a dir la verità, spesso capita di rammaricarsi per aver sbagliato dal punto di vista della composizione una foto.

Le regole della composizione, come tutte le regole, possono essere violate. In genere violare le regole porta ad effetti disastrosi, nella fotografia come nella vita, ma altre volte, poche volte, sapendolo fare, violando le regole si ottengono risultati straordinari, nella vita come nella fotografia. Quindi il mio consiglio (per quanto riguarda la fotografia, non certo la vita, che non sono affari miei) è quello di imparare le regole, applicarle finché non se ne acquisiscono gli automatismi, e poi cominciare a cercare strade alternative.

Le fotocamere compatte, e oggi anche molte reflex dotate di live-view permettono di impostare una griglia sul monitor di visione, questa griglia è utilissima per imparare ad applicare le regole della composizione.

La parola d’ordine è “decentrare“. Raramente un soggetto, posto al centro del fotogramma, viene valorizzato. Naturalmente, come già evidenziato, a volte si ottiene un risultato migliore violando una determinata regola.

Nello scattare la fotografia sottostante, per esempio, ho valutato, a ragione o a torto, che posizionare la linea dell’orizzonte al centro, rendesse l’immagine più riposante ed equilibrata, in armonia con la sensazione che in me suscitava la vista di quel tramonto sul mare dai colori tenui.

regola dei terzi

Talvolta la regola dei terzi si può violare: in questa fotografia la linea dell’orizzonte è stata posta al centro del fotogramma.

 

I mirini di molte fotocamere permettono di selezionare una griglia che aiuta il fotografo nella composizione.

regola dei terzi

Il monitor di una fotocamera con la griglia che aiuta il fotografo nella composizione.

Per imparare ad usare efficacemente la regola dei terzi può essere molto utile, specie nella fotografia di paesaggio, il treppiede. Con la fotocamera posizionata sul cavalletto, infatti, si ha la tendenza a ragionare maggiormente sulla foto. Molto utile risulta anche il live-view delle moderne reflex digitali che permettono di impostare una griglia che suddivide il fotogramma in un reticolo di nove rettangoli che seguono la regola dei terzi.

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