Un altro parametro fondamentale nella realizzazione dell’immagine è il “tempo di esposizione”.

Ovviamente il tempo di esposizione è strettamente legato all’apertura del diaframma.


Si ricordi l’esempio del rubinetto riportato nel tutorial La coppia tempo/diaframma: introduzione:

A parità di luce, ad una apertura del diaframma maggiore, corrisponderà un tempo di esposizione più breve

 

A cosa serve, però, scegliere un tempo di esposizione più lungo o più breve?

Ebbene, variando il tempo di esposizione, si possono ottenere immagini molto diverse.

Un primo parametro da valutare attentamente è il pericolo di ottenere una foto mossa.

La foto può risultare mossa se, tenendo la fotocamera a mano libera, scattiamo con un tempo troppo lungo. Come già spiegato nel tutorial La coppia tempo/diaframma: il tempo di esposizione, le vibrazioni della nostra mano possono far uscire la foto “mossa” come nell’esempio sottostante:

Tempo di scatto troppo lungo, la foto non è ferma

Scattata a mano libera con un obiettivo di lunghezza focale 200mm su APS-c 1,5x (eq. 300mm), tempo di esposizione 1/15 sec. La foto risulta mossa

 

Per evitare questo effetto bisogna impostare un tempo abbastanza veloce da compensare l’inevitabile tremolio della mano. Di notevole aiuto può essere il meccanismo di stabilizzazione posto sugli obiettivi o sui sensori delle fotocamere digitali moderne. Con l’aiuto dello stabilizzatore si possono realizzare buoni scatti a mano libera anche con tempi piuttosto lenti.

L’efficacia degli stabilizzatori però è piuttosto variabile, e dipende dalla bontà del meccanismo della fotocamera, da come si impugna la stessa, dalla fermezza della mano, dalla focale utilizzata, nonché dalla fortuna. Non è difficile comunque ottenere foto perfettamente ferme anche con tempi da 2 a 4 stop più lenti di quanto consentito normalmente da un’attrezzatura non stabilizzata. Per esempio, se con un 400mm su formato 24x36mm (detto anche Full Frame), in genere per ottenere una foto ferma si deve scattare con un tempo di almeno 1/400 di secondo, con un meccanismo di stabilizzazione  si potranno facilmente ottenere foto nitide con tempi di 1/100 e anche di 1/50 di secondo, magari con un bel po’ di fortuna si potrà arrivare ad 1/25 di sec. Con tempi più lunghi però la foto risulterà quasi sicuramente mossa.

Bisogna tener conto che oltre al tremolio della mano, un altro parametro che rischia di far venire la foto mossa è il movimento del soggetto. Tale movimento, purtroppo, non può essere compensato da alcun meccanismo. Quindi se desideriamo avere un soggetto in movimento che risulti bello fermo e nitido nella nostra foto, dobbiamo necessariamente utilizzare un tempo sufficiente a bloccarne il movimento.

Si osservino i seguenti esempi che si basano su un soggetto sempre piuttosto difficile, gli uccelli in volo.

Per bloccare il movimento di un uccello di solito è necessario un tempo piuttosto breve:

Fotografia e tempo di scatto

Un tempo di 1/400 di secondo è bastato in questo caso per bloccare il movimento di questo gruccione in volo

 

Ma forse, anche per trasmettere il senso del movimento, il fotografo potrebbe non desiderare di fermare totalmente il movimento. Potrebbe cercare di trasmettere dinamicità alla sua fotografia bloccandolo solo parzialmente:

Tempo di scatto rapido

Un tempo di 1/160 di secondo non blocca completamente il movimento degli uccelli. Si può osservare che le anatre in volo appaiono ben ferme, ma la punta delle loro ali appare mossa. Il fotografo ha ottenuto questa foto con la tecnica del panning, che consiste nel continuare a seguire il soggetto durante la fase di scatto. In tal modo il movimento orizzontale degli uccelli appare bloccato, mentre le ali, che si muovono dall’alto in basso, quindi in direzione diversa rispetto alla traiettoria seguita dagli uccelli e dalla fotocamera, appaiono mosse.

 

Oppure il fotografo potrebbe cercare di sfruttare il movimento per ottenere volutamente un’immagine mossa per motivi creativi, per esempio per rendere la sua fotografia più onirica o pittorica:

Con un tempo di 1/80 di secondo si ottiene un’immagine mossa. Si può tentare di utilizzare un tempo lungo a fini creativi, per ottenere un’immagine non convenzionale.

 

I tempi lunghi sono molto usati per trasmettere il senso del movimento dell’acqua, come nella foto seguente:

Fotografia acqua effetto seta

Il tempo di 1/3 di secondo permette di rendere l’effetto del movimento dell’acqua

 

Naturalmente per ottenere effetti simili è necessario garantire la stabilità della fotocamera. Diventa pertanto necessario usare un treppiede.

Tempo di scatto di 4 secondi. L’acqua del ruscello assume un gradevole effetto satinato. La fotocamera naturalmente era posta su un robusto treppiede.

 

Per esercitarsi:

– Se possedete una fotocamera che permette di impostare il programma a priorità dei tempi (di solito contrassegnato con

[Tv]), impostatelo e poi variate i tempi con l’apposita ghiera. Osservate come la fotocamera varia i diaframmi di conseguenza.

– Con una focale medio tele, intorno agli 80mm equivalenti, scegliete un soggetto perfettamente immobile e fotografatelo a mano libera con tempi diversi, che vanno da 1/500 di secondo a 4 secondi. Osservate attentamente le fotografie ottenute.

– Se avete un treppiede, montateci su la fotocamera e fotografate un ruscello o una fontana con tempi variabili tra 1/2000 e 30 secondi. Utilizzate un telecomando, uno scatto flessibile o il ritardo di scatto di due secondi per minimizzare il pericolo di vibrazioni. Osservate attentamente le fotografie ottenute.

– La scelta del tempo di esposizione e i suoi effetti sulla fotografia possono essere provati anche utilizzando questo utile programmino on line: CameraSim (vedi il tutorial Un simpatico simulatore di fotocamera on line: CameraSim).

 

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