I filtri ND graduati (graduated neutral density filters) sono filtri grigi digradanti, che si usano per assorbire la luce solo su metà del fotogramma. La differenza rispetto al semplice filtro ND, quindi, è che l’oscuramento riguarda solo metà del fotogramma. Inoltre la zona di passaggio dalla parte perfettamente trasparente a quella grigia, inoltre, è sfumato, in modo da apparire più naturale in fotografia.

Filtro ND graduato Cokin

Un filtro ND graduato del sistema Cokin.

 

Gli ND graduati sono disponibili, come tutti i filtri fotografici, sia nel formato quadrato per il sistema a portafiltri, sia nel classico formato circolare che si avvita sull’obiettivo. Si utilizzano quando c’è una forte differenza di luminosità tra le due metà del fotogramma. Spesso, infatti, se si include nella scena sia il cielo che il terreno, ci si accorge che la differenza di luminosità è tale da superare la latitudine di posa del sensore o della pellicola. In altre parole, in fase di ripresa si deve decidere se esporre per il cielo, sacrificando tutto quello che si trova a livello di terreno, che verrà “annegato” nell’oscurità, oppure esporre per il terreno, sacrificando il cielo che sarà inevitabilmente sovraesposto.

Per comprendere l’utilizzo del filtro ND graduato si osservino le seguenti fotografie:

Senza filtro ND graduato: esposizione per il cielo

Foto esposta per il cielo: tempo di scatto 1/6 di secondo; diaframma f/22. Come si vede il colore del cielo viene riportato correttamente ma gli scogli e il mare in primo piano sono inevitabilmente “affogati” nel nero della sottoesposizione.

 

Nella fotografia riportata sopra il fotografo ha deciso di esporre per il cielo in modo da catturare gli affascinanti colori del tramonto e la bella nuvola in alto. Questo però ha portato ad una sottoesposizione del mare e degli scogli in primo piano, perché la parte alta del fotogramma, contenente il cielo, è molto più luminosa di quella inferiore.

Se si vuole salvare la leggibilità degli scogli, invece, bisogna misurare l’esposizione sui medesimi, ottenendo un risultato come questo:

Senza filtro ND graduato, esposizione per il terreno

La foto esposta per gli scogli in primo piano (quelli in secondo piano appaiono ancora leggermente sottoesposti): tempo di scatto 2,5 secondi, sempre ad f/22. Come si vede i particolari degli scogli sono leggibili, ma il cielo è irrimediabilmente sovraesposto. I bei colori del tramonto sono annegati nel bianco.

 

Il cielo appare sovraesposto e i bei colori del tramonto sono scomparsi, “annegati” irrimediabilmente nel bianco.

Utilizzando un filtro ND graduato invece possiamo ottenere un risultato come questo:

Foto con filtro ND graduato

Utilizzando il filtro ND graduato, con la parte oscurata rivolta verso l’alto, si può ottenere un effetto simile a questo: cielo e scogli correttamente esposti.

 

L’utilizzo di un filtro graduato permette pertanto di “ridurre” o “comprimere” la latitudine di posa della scena, in modo da poter esporre correttamente sia il cielo che il terreno.

Purtroppo però l’utilizzo del filtro ND graduato comporta alcuni compromessi. Il più grave è che costringe ad adottare sempre una “composizione centrale” nella quale cioè la  linea di demarcazione tra cielo e terra si trova al centro del fotogramma. Come sappiamo, invece, molto spesso nel comporre la foto è meglio seguire la regola dei terzi di cui abbiamo parlato nel tutorial sulla composizione fotografica.

Un altro problema da non sottovalutare è che il filtro rende molto meglio se usato dove vi è una linea dell’orizzonte netta di demarcazione tra la parte alta e quella bassa del fotogramma (ad esempio, per l’appunto, il mare), mentre se sono presenti alberi, colline, o un elemento qualsiasi che si estenda nella parte alta del fotogramma, l’effetto apparirà piuttosto innaturale.

Per questi motivi molti fotografi preferiscono simulare l’effetto del filtro ND graduato in digitale. In che modo? Facendo due scatti, su treppiede, e unendoli in seguito con un programma di fotoritocco. In effetti anche le foto esemplificative sopra riportate sono state scattate con il fine di ottenere “l’effetto filtro graduato” a posteriori in post-produzione. Il risultato è, per l’appunto, quello mostrato nella terza foto, per la quale, quindi, non è stato utilizzato davvero il filtro graduato.

In effetti la simulazione dell’effetto del filtro in post-produzione consente un maggior controllo sul risultato finale e di aggirare gli svantaggi connessi all’utilizzo dell’ND graduato. Una foto come quella riportata sotto, ad esempio, non si sarebbe potuta ottenere con l’utilizzo del filtro graduato in ripresa: in primo luogo perché la linea dell’orizzonte rispetta la regola dei terzi, e poi perché gli scogli frastagliati sarebbero apparsi innaturali, per metà correttamente esposti, per metà scuri.

foto filtro ND simulato

Una foto come questa richiede che si simuli l’effetto del filtro graduato in postproduzione.

 

Bisogna però avvertire che alcuni fotografi, mentre accettano l’utilizzo dei filtri in ripresa, ritengono che un processo di post-produzione tanto spinto esuli da quella che si può veramente definire fotografia.

Il modo per simulare l’effetto dei filtri ND digradanti è spiegato in questo tutorial.

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