Come scegliere il flash

Prima o poi arriva per ogni fotografo il momento di scegliere il flash esterno. Quello piccolino in dotazione alla propria reflex, infatti, manifesta ben presto i suoi limiti. Quali sono questi limiti? Il primo è la scarsa potenza. Ci si accorge che non si riesce ad illuminare la scena a più di qualche metro di distanza. Il secondo, che forse è anche più grave, è il fatto che il lampo del flash integrato non può essere orientato: deve per forza essere sparato in direzione del soggetto. Purtroppo però la luce diretta, frontale, è molto brutta e innaturale: l’immagine appare piatta, in quanto la luce frontale non dà rilievo ai contorni. Inoltre si creano forti ombre antiestetiche dietro il soggetto, e, se si tratta di una persona o di un animale, può facilmente insorgere il problema degli “occhi rossi”.

Per ovviare a tutti questi problemi si deve ricorrere al flash esterno. E’ necessario però prestare attenzione ad alcuni aspetti per acquistare il flash giusto, quello adatto alle nostre necessità.

Ecco un elenco delle caratteristiche da considerare:

Compatibilità con la propria fotocamera

Al giorno d’oggi l’uso del flash è diventato molto semplice, almeno per un utilizzo amatoriale. Mentre un tempo per usare il flash bisognava conoscere ed applicare alcune formule, oggi tutte le fotocamere riescono a gestire automaticamente la luce del lampo. Con i moderni sistemi TTL (Through the lens – Attraverso l’obiettivo), infatti, la fotocamera interrompe automaticamente il lampo nel momento in cui giudica che la luce che ha raggiunto il soggetto è sufficiente per la corretta esposizione. La lettura avviene, come dice l’acronimo, attraverso l’obiettivo: la fotocamera legge la luce riflessa dal soggetto attraverso un apposito sensore. Per funzionare in tale maniera, però, è necessario che l’elettronica della fotocamera e quella del flash dialoghino. In altre parole il flash deve essere “dedicato” a quella fotocamera, deve essere progettato per lavorare con essa.

Un buon flash, che si può definire professionale, della Metz: il 58 AF-2. Metz è un produttore universale. Attenzione quindi a prendere il flash nella versione dedicata alla vostra fotocamera.

Come si fa a sapere se il flash è compatibile con la propria fotocamera? In genere, salvo rarissime eccezioni, tutti i flash di un determinato produttore sono perfettamente compatibili con le fotocamere dello stesso produttore. Quindi tutti i flash Nikon saranno compatibili con le fotocamere Nikon, tutti i flash Sony saranno compatibili con le fotocamere Sony e così via…

I produttori infatti in genere utilizzano lo stesso protocollo per tutte le fotocamere della casa, anche se di tanto in tanto vengono introdotti novità e miglioramenti. Si deve quindi solo prestare attenzione a che non si tratti di un modello di flash troppo datato rispetto alla reflex, perché magari nel frattempo sono state introdotte così tante innovazioni da rendere incompatibile, in parte o totalmente, un modello troppo vecchio. Ad ogni modo prima di acquistare il flash si dovrebbe sempre visitare il sito web del produttore per verificarne la compatibilità totale con la fotocamera sulla quale andrà montato.

Ci sono anche produttori “universali” di flash. Tali aziende (ad esempio Sigma o Metz) producono flash compatibili con le fotocamere di qualsiasi marchio. Bisogna però prestare attenzione ad acquistare la versione di un dato flash dedicata alla propria fotocamera . Tale indicazione è chiaramente riportata sulla scatola contenente il prodotto (in genere c’è scritto “per Canon” o “per Pentax”, ecc…), e dovrebbe esserlo anche, chiaramente visibile, sul sito Internet di un venditore online. Anche in questo caso vale il consiglio di verificare attentamente, sul sito Internet del produttore, la compatibilità totale con la nostra fotocamera.

La potenza e il Numero Guida

Un altro parametro da considerare nell’acquisto di un flash è la potenza. Un flash più potente permetterà di illuminare una scena più distante. La potenza dei flash è espressa attraverso il Numero Guida (NG). Il numero guida è dichiarato dal costruttore del flash per una determinata sensibilità (in Europa si usa dichiarare il NG alla sensibilità di 100 ISO). Più è elevato il Numero Guida, più il flash è potente.

Per esempio, il piccolo flash integrato della reflex di solito ha NG compresi tra 11 e 13 ad una sensibilità di 100 ISO. Un flash di buona potenza, semiprofessionale o professionale, invece avrà un NG compreso tra i 45 e i 60.

Un tempo, quando non esisteva la lettura TTL e il flash “sparava” sempre il suo lampo alla massima potenza e durata, l’unico parametro sul quale si poteva intervenire per ottenere la giusta esposizione era il diaframma. Per determinare quale diaframma utilizzare, era fondamentale conoscere il NG del flash per una determinata sensibilità, perché il diaframma è legato al Numero Guida secondo la seguente formula:

diaframma = Numero guida diviso Distanza

Ad esempio, utilizzando un flash con NG 40 a 100 ISO, con il soggetto ad una distanza di 5 metri, il diaframma da impostare sulla fotocamera è 40/5 = 8, cioè f/8.

Bisogna prestare attenzione al fatto che se raddoppiamo la sensibilità non raddoppia il Numero Guida perché l’intensità della luce varia in funzione del quadrato della distanza. Pertanto se vogliamo calcolare il NG ad una sensibilità diversa dobbiamo usare la seguente formula:

In pratica, se torniamo all’esempio precedente, e passiamo ad una sensibilità di 200 ISO, il nuovo NG sarà 40 x [radice quadrata di 200 (nuova sensibilità) / 100 (sensibilità data)], quindi 40 x radice quadrata di 2, cioè 40 x 1,4142 = 56. Un flash con numero guida 40 a 100 ISO avrà un numero guida 56 a 200 ISO.

Poiché alcuni produttori fanno i furbetti e dichiarano il NG a 200 ISO anziché a 100 ISO, teniamo debitamente conto di questa formuletta.

Possibilità di orientare la parabola

Siccome, come abbiamo già detto, la luce diretta è molto brutta ed è la causa di problematiche quali l’effetto “occhi rossi”, è fondamentale, nella scelta del flash, accertarsi che la sua parabola sia orientabile in tutte le direzioni. In tal modo sarà possibile illuminare il soggetto non con la luce diretta, ma con la luce riflessa dalle pareti o da un pannello riflettente.

la parabola orientabile di un flash

Per visualizzare come cambia l’effetto della luce del flash in base alla direzione dalla quale proviene si osservino gli esempi sotto riportati:

Luce diretta

la luce diretta del flash

flash utilizzato in luce diretta

 

La luce diretta del flash appiattisce l’immagine,  i rilievi che formano il viso della bambolina non sono percepibili, la foto potrebbe essere tranquillamente quella di una maschera piatta. Se al posto della bambolina ci fosse stata una persona probabilmente avremmo avuto gli occhi rossi.

Luce laterale

Nella fotografia riportata sopra la parabola del flash è stata orientata in modo che la luce rimbalzasse sulla parete laterale prima di raggiungere il soggetto. I risultati sono evidenti: l’illuminazione appare molto più morbida, la luce laterale evidenzia i contorni del viso favorendo l’impressione di tridimensionalità, insomma l’effetto è molto più naturale. In questo caso, siccome la parete era colorata di una leggera tonalità salmone, la luce di rimbalzo a acquisito anche una tonalità più calda.

Parabola orientata verso una parete alle spalle del fotografo

Se desideriamo illuminare il soggetto con una luce diretta, ma più morbida possiamo ruotare la parabola del flash di 180°, cioè puntarla alle spalle del fotografo, indirizzandola leggermente verso l’alto, come mostrato nelle due immagini seguenti.

flash puntato verso la parete alle spalle

Anche in questo caso il risultato sarà un’illuminazione più morbida e piacevole ed eviteremo, nel caso di persone ed animali, il fastidioso effetto “occhi rossi”.

Parabola orientata verso l’alto

Un’altra opzione consiste nell’indirizzare la parabola verso l’alto, verso il soffitto, come mostrato nell’immagine seguente. Si tratta ancora una volta di un efficace modo per diffondere la luce, ma con un’illuminazione come questa, siccome la parte bassa del fotogramma tende ad essere visibilmente più scura, conviene che il viso stesso del soggetto sia rivolto, leggermente, verso l’alto.

parabola indirizzata verso il soffitto.

puntare il flash in alto, verso il soffitto

 

La possibilità di orientare la parabola su entrambi gli assi è, a parere di chi scrive, la caratteristica più importante del flash, più importate della stessa potenza, dato che con le fotocamere attuali si possono impostare sensibilità piuttosto alte, e compensare in qualche maniera la scarsa potenza del flash.

Facciamo un altro esempio di come il flash indiretto possa migliorare una fotografia.

Nell’immagine qui sotto il flash diretto ha causato l’effetto “occhi rossi” (in questo caso sono “occhi gialli”, ma ci siamo capiti…) sul gatto.

Foto ripresa con il flash in luce diretta.

Con la luce del flash indirizzata contro la parete, oltre ad ottenere un’illuminazione più diffusa, abbiamo evitato l’effetto “occhi rossi”.

Foto ripresa con la luce del flash indirizzata verso la parete.

 

Altre caratteristiche da considerare

Nella scelta del flash si deve tener conto anche di altre caratteristiche. Ne indichiamo alcune, in ordine sparso.

La parabola zoom motorizzata: il flash, attraverso la fotocamera, “legge” la focale dell’obiettivo montato e si predispone per coprire con il suo fascio luminoso l’angolo di campo corrispondente. E’ una funzione molto utile in quanto, con obiettivi tele, permette di fatto di aumentare la potenza del flash. Per inciso va aggiunto che alcuni produttori dichiarano il Numero Guida non per l’angolo di campo di un 50mm (su 24 x 36mm), ma per il valore di zoommata massima permesso dal flash (in tal modo il NG diventa apparentemente più alto).

La copertura grandangolare: molti flash professionali coprono per lo meno l’angolo di campo di un 24mm (su formato 24x36mm) e, se vi è un diffusore integrato (un rettangolino di plastica semitrasparente che si abbassa all’occorrenza sulla sorgente luminosa), arrivano ad un angolo di campo di 18mm (su 24x36mm).

La possibilità di apportare variazioni sulle impostazioni automatiche o di operare completamente in manuale: quasi tutti i flash di un certo livello lo consentono. Alcune regolazioni inoltre (ad esempio aumentare o diminuire il valore dell’esposizione di qualche stop) si possono apportare dalla fotocamera.

La possibilità di operare in wireless: funzione molto comoda, consente di lavorare con il flash, utilizzando tutti gli automatismi, senza che questo sia fisicamente collegato con la fotocamera. La presenza di tale funzione dipende, oltre che dal flash, dalla fotocamera e, talvolta, dall’utilizzo di accessori dedicati. Bisogna consultare il manuale della fotocamera per vedere se tale funzione è attivabile, con quali flash e utilizzando quali accessori. Se siamo orientati ad all’acquisto di un flash di un produttore universale dobbiamo accertarci, consultando i dati tecnici, che tale funzione sia attivabile con la nostra fotocamera.

La possibilità di sincronizzare sui tempi rapidi: il tempo minimo di sincronizzazione della fotocamera con il flash è imposto dall’otturatore. Tale tempo di sincronizzazione è indicato nei dati tecnici della fotocamera. In genere si tratta di un tempo compreso tra 1/100 e 1/250 di secondo. Se impostiamo un tempo più breve (ammesso che la fotocamera ce lo consenta), una fascia del fotogramma risulterà inevitabilmente scura. In alcune condizioni, come ad esempio quando si utilizza il flash solo per schiarire le ombre in pieno giorno, il tempo minimo di sincronizzazione può non essere sufficiente. Tale problema può essere superato con alcuni moderni flash dedicati che consentono una sincronizzazione su tutti i tempi di scatto, sacrificando una quota di potenza. Sul libretto della fotocamera è indicato se è possibile attivare tale funzione e con quali flash. Se siamo orientati ad all’acquisto di un flash di un produttore universale dobbiamo accertarci, consultando i dati tecnici, che tale funzione sia attivabile con la nostra fotocamera.

Tutorial collegati:

Gli accessori più utili per il flash

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