Gli obiettivi macro

Un ramo della ripresa fotografica che risulta sicuramente molto affascinante, sia per chi lo pratica che per gli osservatori delle foto, è quello che consiste nello spostare il punto di vista su un microcosmo che ci circonda e del quale noi siamo spesso inconsapevoli invasori ma quasi mai attenti spettatori: quello degli insetti, dei fiori, delle gocce di rugiada e di miliardi di altri soggetti troppo piccoli per essere apprezzati compiutamente nella loro – a volte stupefacente – bellezza ad occhio nudo.

obiettivo macro

Un bel fiore. Rapporto di riproduzione circa 1:1.

Stiamo ovviamente parlando della fotografia macro o macrofotografia, cioè della ripresa a distanza ravvicinata che permette di cogliere l’universo alieno che si trova all’interno del mondo al quale siamo abituati.

Molti sono gli strumenti e gli accessori che permettono alla nostra fotocamera divenire idonea per la ripresa macro. In questo tutorial ci soffermeremo sulla soluzione principe, quella senza compromessi, ma anche più costosa: gli obiettivi macro.

In un prossimo tutorial ci soffermeremo invece su accessori che permettono di avvicinarsi alla fotografia macro spendendo poco e ottenendo risultati molto soddisfacenti, in alcuni casi addirittura superiori a quelli ottenibili con un obiettivo appositamente progettato per la ripresa a distanza ravvicinata. Anzi, alcuni di questi accessori sono indispensabili se si vuole praticare una macro “spinta”, con rapporto di riproduzione che superi l’1:1.

obiettivo macro su tubi di prolunga

Una mosca. In questa foto siamo ben oltre il rapporto di ingrandimento 1:1. La foto è stata scattata con un 100mm macro montato su tubi di prolunga. In un prossimo tutorial saranno trattati questi e altri accessori per praticare la macro spinta.

In seguito nell’ambito del nostro corso di fotografia ci soffermeremo su come utilizzare al meglio l’attrezzatura  e operare per ottenere belle fotografie macro. Rimanete in contatto quindi. Ma adesso soffermiamoci sugli obiettivi.

Gli obiettivi macro

Bisogna fare molta attenzione: la scritta macro appare al giorno d’oggi su molti obiettivi che non lo sono affatto. I fabbricanti di ottiche, infatti, tendono a largheggiare piuttosto disinvoltamente, e ad attribuire la qualifica di macro anche ad obiettivi che permettono, sì e no, un rapporto di ingrandimento di 1:6, 1:5, 1:4. Un noto zoom 70-300 che viene definito “macro”, per esempio, permette un rapporto di ingrandimento massimo di 1:4 senza l’utilizzo di ulteriori accessori. Questo rapporto significa che, per esempio, un soggetto di 4 mm di lunghezza, verrà riprodotto con la lunghezza effettiva di 1mm sul sensore. Davvero ben poca cosa.

Gli obiettivi macro propriamente detti, invece, sono quelli che consentono un rapporto di riproduzione 1:1. Cioè ogni particolare del soggetto verrà riprodotto esattamente con le stesse dimensioni sul sensore. Alcuni obiettivi macro si fermano in realtà ad un rapporto 1:2, ma raggiungono il fatidico 1:1 con una lente close-up o un tubo di prolunga accessorio appositamente studiato dal produttore, l’utilizzo dei quali non ne pregiudica significativamente la qualità.

 

obiettivi macro rapporto di riproduzione 1:1

Sull’obiettivo macro viene riportato il rapporto di riproduzione al quale si sta lavorando. In questo caso 1:1.

Se studiamo i cataloghi dei vari produttori di obiettivi scopriamo che gli obiettivi macro sono nella quasi totalità dei casi obiettivi a focale fissa, con apertura di diaframma sicuramente buona, ma non eccezionale (si ferma a f/2,8 o a f/3,5), con una lente frontale che fuoriesce molto dal barilotto quando si trova alla minima distanza di messa a fuoco.

 

100mm macro rapporto di riproduzione 1:1

Al massimo rapporto di riproduzione, come si vede dalla fotografia, la lente frontale di un obiettivo macro fuoriesce tantissimo dal barilotto.

La caratteristica fondamentale di un obiettivo macro è quella di riuscire a mettere a fuoco su una distanza molto più breve rispetto a quella di un obiettivo normale. Se un 50mm normale di solito mette a fuoco ad una distanza minima di circa 45 cm di distanza, un 50mm macro riuscirà a mettere a fuoco ad una distanza minima di circa 19,5 cm.

Per esemplificare altre differenze costruttive tra un obiettivo macro e uno normale, mettiamo a confronto i dati tecnici di due obiettivi di pari focale, del medesimo produttore:

 

Macro 50mm

Raffronto tra le specifiche tecniche di un obiettivo da 50mm macro e uno normale

 

Le differenze che saltano subito all’occhio sono le seguenti:

 

  • Il 50mm normale è molto più luminoso, f/1,4 contro f/2,8. Questo avviene perché un 50mm normale è progettato per garantire un ottimo controllo dello sfocato e quindi con la possibilità di utilizzare un diaframma molto aperto. Un obiettivo macro invece sarà usato soprattutto ai diaframmi intermedi o più chiusi. Inutile quindi, in sede di progettazione, lavorare su grandi aperture che non sarebbero utilizzate e creerebbero molti problemi ai progettisti per essere gestite.
  • Il 50mm macro ha un diaframma che si chiude di ben tre stop in più: f/45 contro f/16. Anche questo è dovuto ad una precisa scelta progettuale. In macrofotografia infatti la profondità di campo è sempre poca, e un diaframma più chiuso permette di guadagnare qualche millimetro di zona nitida in più. Inutile invece prevedere tali diaframmi su un obiettivo normale, dove non sarebbero quasi mai utilizzati.
  • Altre particolarità: il diaframma del 50mm normale ha nove lamelle, per garantire una forma più circolare del foro di entrata della luce, e quindi uno sfocato più piacevole. Una tale raffinatezza tecnica potrebbe essere sprecata su un 50mm macro, che quindi si ferma a 7 lamelle.
  • Ovviamente il rapporto di riproduzione è molto diverso: 1:1 per l’obiettivo macro, 1:7,4 per l’obiettivo normale.

 

Quale obiettivo macro conviene scegliere?

 

Nikkor 60mm f/2,8 macro

Nikon Micro Nikkor 60mm f/2,8 macro G ED.

Esistono in commercio obiettivi macro delle focali più diverse: si va dai 35mm ai 200mm. Tutti, come già detto, garantiscono un rapporto di riproduzione che è per lo meno di 1:2.

Su quale focale indirizzarsi dipende soprattutto dall’impiego che vogliamo farne.

Bisogna infatti tener conto di un fattore importante: minore è la lunghezza focale dell’obiettivo, minore sarà la distanza tra la lente frontale e il soggetto.

Questo fatto ha due conseguenze importanti:

  1. se il soggetto è vivo (un insetto per esempio), qualora la distanza minima della lente frontale fosse troppo corta, potrebbe spaventarsi e fuggire;
  2. una distanza troppo corta tra la lente frontale e il soggetto può creare problemi con l’utilizzo dell’eventuale illuminazione esterna (flash o lampada).

 

Macrofotografia 100mm macro

Nella foto di questo ragnetto siamo ben oltre il rapporto di riproduzione 1:1. E’ stata ottenuta con un 100mm macro montato su tubi di prolunga ed è stata usata una fonte di illuminazione esterna (il flash, montato sulla fotocamera, con diffusore). La distanza minima di messa a fuoco, grazie all’utilizzo di una focale tele, ha permesso di non spaventare il ragnetto e di avere anche sufficiente spazio per illuminarlo.

 

Per esemplificare il problema portiamo qualche dato: con un 50mm la distanza tra la lente frontale e il soggetto sarà di circa 7 cm; se abbiamo un paraluce montato, a seconda della conformazione di questo, la distanza di lavoro scenderà a circa 4-5 cm. A questo punto è importante precisare che vi è una notevole differenza tra la distanza minima di messa a fuoco, che per un 50mm macro sarà, come detto prima, di circa 19,5 cm, e la distanza del soggetto dalla lente frontale, in quanto in fase di lavoro la lente frontale di un macro fuoriesce moltissimo dal barilotto. Alla minima distanza di messa a fuoco, che corrisponde al massimo fattore di ingrandimento (1:1), la lente frontale di un 50mm macro disterà circa 7 cm dal soggetto.

Con un 100mm invece la distanza di lavoro sale a 14 cm, 12-13 con un paraluce montato. È evidente come la differenza sia notevole: la maggior parte degli insetti non tollererà una distanza di 4-5 cm, ma una di 12-13 sì. Per gli insetti sarebbe comunque meglio utilizzare un 150mm o un 180mm, che permettono di raggiungere il rapporto di riproduzione di 1:1 rispettivamente a 18 cm e 23 cm di distanza dalla lente frontale, abbastanza per garantire anche la nostra sicurezza rispetto a soggetti pericolosi (vespe, calabroni, vipere…).

obiettivo macro

Il Sigma APO MACRO 180mm f/2,8 DG OS HSM: un’ottica straordinaria per la fotografia di insetti in quanto permette di mantenersi a una buona distanza dal soggetto.

Anche l’eventuale utilizzo di fonti di illuminazione esterna risulta parecchio facilitato se possiamo operare ad una distanza maggiore.

In virtù di quanto sopra detto, e anche se ho visto delle foto bellissime fatte con dei macro di focale 35mm, il mio suggerimento è di orientarsi su obiettivi macro di focale compresa tra i 50mm e i 100mm se pensiamo di fotografare fiori e altri soggetti statici, mentre 100mm sono davvero il minimo sindacale per fotografare gli insetti, per i quali le focali ideali sono quelle comprese tra i 150mm e i 200mm.

Obiettivo macro Canon MP E 65mm f/2,8

Un obiettivo molto particolare, studiato da Canon esclusivamente per la macro. Il Canon MP E 65mm f/2,8 permette di raggiungere ingrandimenti fino al 5x con effetti spettacolari.

 

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By | 2017-02-04T10:56:09+00:00 3 aprile 2012|Attrezzatura|0 Comments

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