Una fotocamera si dice tropicalizzata se nella sua progettazione sono stati presi degli accorgimenti volti a renderla resistente nei confronti di situazioni climatiche difficili, quelle appunto che si potrebbero incontrare nei climi tropicali, come per esempio altissimo tasso di umidità, alte temperature, piogge torrenziali, ecc…

La tropicalizzazione di una macchina fotografica consiste essenzialmente nell’inserire al suo interno, nei punti più esposti (lungo le fessure di accoppiamento, al di sotto di pulsanti e ghiere) delle guarnizioni in gomma o in neoprene, che impediscono all’acqua, alla sabbia e ad altri elementi esterni di penetrare all’interno della fotocamera. Inoltre le fotocamere tropicalizzate hanno il corpo in magnesio o in lega di magnesio e alluminio, perché sono materiali più stabili, meno soggetti a deformazioni al variare della temperatura, e quindi in grado di garantire la tenuta delle guarnizioni nel tempo.

Fotocamera tropicalizzata Nikon

L’immagine mostra le guarnizioni inserite all’interno di una Nikon D3x che rendono questa reflex tropicalizzata.

 

Se si prevede di utilizzare la fotocamera in ambienti e situazioni difficili, come quelle che incontrano i fotografi di natura o di viaggio, ma anche semplicemente sotto la pioggia o su una spiaggia, a parere di chi scrive si dovrebbe seriamente pensare di acquistare un modello tropicalizzato.

Purtroppo ci sono due fattori di cui tenere conto. Uno è che in genere sono tropicalizzati solo i modelli di reflex più professionali e costosi. L’altro è che nessun costruttore che dichiara la sua fotocamera tropicalizzata fa riferimento alla normativa internazionale, né agli standard di tropicalizzazione degli industriali giapponesi, e nemmeno specifica che tipo di uso è consentito e cosa invece è da evitare. Questo in soldoni significa che se la fotocamera subisse dei danni causati dall’esposizione intensa all’umidità, molto probabilmente tali danni non verranno riconosciuti come riparabili in garanzia.

 

Detto questo però non c’è alcun dubbio che una fotocamera tropicalizzata garantisca una maggior tranquillità quando si fotografa sotto pioggia, neve, in riva al mare (si pensi a quanto è deleterio il sale per le apparecchiature elettroniche) e in tante altre circostanze.

Su youtube si trovano dei video davvero interessanti sulle capacità di resistenza delle fotocamere tropicalizzate. Ve ne postiamo un esempio, anche se vi sconsigliamo di imitarli.

 

Ricordiamo che per garantire una reale protezione la reflex tropicalizzata deve essere corredata anche di obiettivo tropicalizzato. Particolarmente importante è l’o-ring sulla baionetta di innesto, che consente la protezione nel punto più delicato, quello di accoppiamento tra fotocamera e obiettivo.

 

tropicalizzazione reflex e obiettivo

L’o-ring (rosso) sulla baionetta di un obiettivo tropicalizzato.

 

L’esigenza di avere fotocamere tropicalizzata aumenta man mano che sempre più persone abbinano la fotografia a sport ed hobby che si praticano a contatto con la natura, dalle escursioni in montagna ai viaggi in luoghi esotici. Le case produttrici di fotocamere sembrano andare incontro a tale richiesta del mercato abbassando la fascia di prezzo nella quale viene offerta questa utile caratteristica.

La Pentax, per esempio, ha appena presentato una fotocamera, la K30, che, a fronte di un prezzo da entry level, è tropicalizzata, resistente quindi a polvere e umidità.

 

Tropicalizzazione, Pentax K30

La Pentax K30, reflex entry level tropicalizzata come si vede nella foto seguente.

Pentax K30 tropicalizzazione

Le guarnizioni della Pentax K30.

 

Un’ultima avvertenza: tropicalizzazione non significa impermeabilizzazione. La fotocamera tropicalizzata non è subacquea. Non provate quindi ad immergerla nell’acqua perché le guarnizioni non reggeranno e la fotocamera si danneggerà irrimediabilmente.

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