Bokeh

Molto spesso si legge questa parola sui forum di fotografia, e per una volta non si tratta di un inglesismo ma di una parola di origine giapponese. Il suo ingresso nel gergo fotografico è avvenuto alla fine degli anni Novanta come traslitterazione in lingua inglese della parola giapponese 暈け o ボケche significa “sfocatura”. Bokeh quindi, in gergo fotografico sarebbe semplicemente l’equivalente di “sfocatura”, ma in realtà, avendo assunto una  maggior profondità di significato, vuole definire il contributo che le parti fuori fuoco danno all’estetica dell’immagine.

In definitiva quindi, quando si parla di bokeh, si discute della qualità estetica dello sfocato (“il bokeh di questo obiettivo non mi convince”, “che bel bokeh c’è in questa foto”).

Alla piacevolezza del bokeh contribuiscono molti fattori che possono però riassumersi in due gruppi principali:

1. la progettazione dell’obiettivo;

2. l’abilità del fotografo.

 

La progettazione dell’obiettivo

Gli obiettivi possono essere progettati per restituire uno sfocato piacevole. Non tutti gli obiettivi, infatti, hanno la stessa resa delle aree fuori fuoco. In generale gli obiettivi che vengono meglio ottimizzati dai produttori per restituire un bel bokeh sono i medio tele da ritratto e i supertele. Proprio nei generi fotografici del ritratto, della fotografia di moda e di cerimonia, nonché nella fotografia di animali selvatici, infatti, la resa dello sfocato riveste una particolare importanza. Anche nella fotografia macro è molto importante la resa dello sfocato.

I fattori che entrano in gioco in fase di progettazione di un obiettivo che hanno ricaduta sulla resa dello sfocato sono molteplici, ma c’è un aspetto che riveste una notevole importanza. Si tratta della forma del foro del diaframma. In generale, anche se dipende dal gusto personale, viene considerato tipico del bel bokeh rendere sfocati e diffusi i punti di luce fuori fuoco. Inoltre, caratteristica del buon bokeh è la sfumatura morbida e graduale dai piani nitidi a quelli fuori fuoco. Ebbene, per ottenere queste caratteristiche è necessario che il foro del diaframma sia quanto più circolare possibile. Per questo motivo gli obiettivi da ritratto più raffinati sono contraddistinti da un diaframma con un alto numero di lamelle in quanto più alto è il numero di lamelle, più la forma del foro si avvicina a quella di un cerchio perfetto. Un diaframma a cinque lamelle, infatti, restituirà un foro a forma di pentagono, uno a otto lamelle, lo restituirà a forma di ottagono e così via, avvicinandosi sempre più alla forma perfetta del cerchio. Alcuni produttori arrivano a proporre lamelle di diaframma opportunamente sagomate per realizzare la forma circolare del foro.

bokeh e foro del diaframma

Diaframmi di forma differente influiscono sul bokeh.

Nelle fotografie in alto vediamo il confronto tra un diaframma a sei lamelle, che restituisce un foro a forma esagonale, un diaframma a otto lamelle, che restituisce un foro ottagonale, e un diaframma ad otto lamelle opportunamente sagomate per restituire un foro circolare. Il bokeh migliore dovremmo ottenerlo, ovviamente, con quest’ultimo obiettivo.

 Tuttavia i fattori progettuali che intervengono nella resa dello sfocato di un obiettivo sono tanti e non è detto che un obiettivo con diaframma a molte lamelle abbia poi un bokeh straordinario. Chi scrive ha diversi obiettivi a otto lamelle che hanno una resa dello sfocato molto deludente. Ovviamente, una parte importante è giocata anche dal gusto del fotografo, quindi sebbene ci siano obiettivi che vengono considerati dagli esperti il non plus ultra quanto a bokeh, spesso non vi è altra soluzione che provare un dato obiettivo che ci interessa e vedere come si comporta.

L’abilità del fotografo

Nella resa dello sfocato un ruolo molto superiore a quello dell’obiettivo lo gioca il fotografo.

Ad esempio, abbiamo parlato della importanza del diaframma circolare ma il fotografo esperto sa che, a tutta apertura, tutti i diaframmi sono perfettamente circolari. Quindi in alcuni casi si può decidere, per avere un bello sfocato, di scattare a tutta apertura, ponendosi alla distanza esatta dal soggetto, e ponendo quest’ultimo alla distanza giusta dallo sfondo, in modo da avere la profondità di campo desiderata non operando sul diaframma come comunemente si fa, ma sulle distanze fotocamera-soggetto-sfondo (si veda il tutorial La profondità di campo).

Il fotografo – controllando il diaframma, la focale scelta, utilizzando un particolare obiettivo, decidendo quale sfondo utilizzare e a quale distanza, includendo nell’inquadratura punti luminosi o meno, e in mille altri modi – influenza in maniera determinante la resa dello sfocato. In effetti, una volta apprese le basi della fotografia ed ottenuti i primi risultati incoraggianti, bisognerebbe cominciare a lavorare proprio sulla resa delle parti fuori fuoco, perché il bokeh riveste una grande importanza nell’estetica della fotografia.

Bokeh nella fotografia di ritratto

Bokeh e ritratto.

Come evidenziato dalla foto in alto le aree fuori fuoco contribuiscono in maniera determinante all’estetica della fotografia. Specialmente in alcuni generi specifici, come il ritratto.

Nella foto del bambino qui in alto il passaggio dalle zone a fuoco a quelle fuori fuoco è sfumato ma, anche a causa della sovraesposizione dello sfondo, si crea una “doppia linea” intorno alla guancia sfocata non propriamente piacevole.

bokeh wildlife fotografia

 La foto dello stambecco qui sopra presenta un bokeh non troppo bello. Le aree fuori fuoco sono molto “dure” mentre avrebbero dovuto essere più morbide e sfumate. Se la resa dell’obiettivo è questa, meglio che lo sfondo sia più distante dal soggetto, o il soggetto più vicino alla fotocamera, per ottenere una maggiore sfocatura.

bokeh e fotografia di animali

Nella fotografia del gruccione qui in alto si può notare che quando il soggetto è sufficientemente vicino, la focale utilizzata sufficientemente tele (in questo caso l’obiettivo è un 400mm), il diaframma sufficientemente aperto, e lo sfondo sufficientemente distante, si riesce ad ottenere uno sfondo perfettamente sfocato che dà risalto al soggetto.

bokeh e macrofotografia

Bokeh e macrofotografia.

Anche nella macrofotografia il bokeh è importante. Il passaggio dalle zone a fuoco a quelle sfocate deve essere graduale e sfumato.

 

Bokeh nella fotografia di still life

La stessa cosa si può dire per lo still life, dove il passaggio dalle zone nitide a quelle sfocate deve essere sfumato e gradevole, come un questo caso.

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