Le fotocamere reflex e mirrorless in genere consentono di impostare tempi di otturazione che vanno da 1/8000 di secondo a 30 secondi. Questi tempi di esposizione permettono di ottenere la corretta esposizione in tutte le normali condizioni di luce che si possono incontrare dall’aurora al crepuscolo. Esistono però delle situazioni fotografiche particolari nelle quali possiamo aver bisogno di tempi di esposizione più lunghi di trenta secondi. In questi casi ci viene in aiuto la posa B. In questo tutorial del nostro corso di fotografia spiegheremo come e quando si utilizza questa funzione.

posa B, bulb, fotografia

La posa B (bulb).

 

Come funziona

La posa B consente di mantenere aperto l’otturatore della fotocamera per tutto il tempo stabilito dal fotografo, quindi anche per tempi superiori ai 30 secondi normalmente selezionabili con la fotocamera. Quando si imposta la posa B l’otturatore rimane aperto dal momento in cui si preme il pulsante di scatto al momento in cui lo si rilascia.

Come attivarla

L’opzione per la posa B si trova sulla ghiera dei modi delle fotocamere reflex. In alcuni modelli entry-level e in alcune mirrorless e bridge la posa B potrebbe essere selezionabile solo da menu. La maggior parte delle fotocamere compatte non consente di impostare la posa B.

A cosa serve

La posa B serve essenzialmente a scattare con tempi di esposizione più lunghi di 30 secondi. Di solito quindi tale opzione si usa di notte, quando occorrono pose di diversi minuti per riprendere una scena.

posa b, panorama notturno

Un panorama notturno ripreso con la posa B. Il tempo di otturazione usato è stato di 79,5 secondi.

 

A volte la posa B può essere usata per rendere il senso del movimento del nostro soggetto, specialmente in contrapposizione ad elementi statici presenti nel fotogramma. Un caso tipico è quello delle scie prodotte dalle automobili di notte:

Posa B, fotografare scie automobili di notte

La posa B è stata utilizzata per scattare questa foto. Le strisce luminose sono dovute al passaggio delle automobili. Tempo di scatto di 47,1 secondi.

 

Alcuni usano la posa B anche di giorno, per fini creativi. Ovviamente per riuscire ad impostare tempi più lunghi di trenta secondi utilizzano dei filtri ND (si veda il tutorial Il filtro ND).

Le applicazioni che si possono fare della posa B sono notevoli e sono limitate solo dalla nostra fantasia.

Ad esempio, si può creare una natura morta e, in una stanza completamente oscurata, si può illuminarla con una torcia elettrica. Si tratta della tecnica del light painting (vedi il tutorial Come fotografare… con il light painting).

Quello che segue è un esempio di fotografia ottenuta con il metodo del light painting. In un ambiente completamente buio è stata impostata la posa B sulla fotocamera e poi, con l’otturatore aperto, le rose sono state illuminate con una piccola torcia.

posa b, light painting

 

Cosa occorre

Per utilizzare la posa B sono necessari due accessori. Il primo è un buon treppiede, indispensabile per mantenere la fotocamera ferma mentre si utilizzano pose lunghe (si veda il tutorial Il miglior amico del fotografo: il treppiede). Il secondo è un telecomando (o un filocomando) per lo scatto. Quest’ultimo è necessario per non ingenerare delle vibrazioni che potrebbero causare il micromosso. Se tenessimo premuto il pulsante di scatto con il dito, infatti, il micromosso sarebbe assicurato (si veda il tutorial Evitiamo il micromosso).

Il Dark frame

Quando si usa la posa B il sensore, a causa della lunga esposizione, si riscalda, e ciò provoca l’aumento di rumore digitale (la comparsa di tanti puntini rossi, blu e verdi) anche se stiamo usando basse sensibilità. Per ovviare a questo problema le fotocamere digitali hanno una funzione di riduzione rumore con le pose lunghe. Se scattate una fotografia della durata di molti secondi o minuti, non appena termina l’esposizione la fotocamera scatta un altro fotogramma, ad otturatore chiuso, utilizzando il medesimo tempo di esposizione che avete usato per la foto: il cosiddetto dark frame, che contiene quindi solo il rumore.

Il dark frame ottenuto ad otturatore chiuso nelle medesime condizioni di temperatura esterna, conterrà pressappoco lo stesso rumore digitale della fotografia appena scattata. Il software della fotocamera andrà poi a sottrarre il rumore dalla vostra fotografia utilizzando il dark frame per individuare e correggere i puntini spuri.

Per questo motivo, se tale funzione è attivata (e in genere lo è di default), quando scattate una foto con tempi lunghi, vi ritrovate con la fotocamera inutilizzabile per un tempo esattamente identico a quello dell’esposizione della vostra foto. La fotocamera sta impressionando il dark frame, che poi utilizzerà per pulire la vostra foto dal rumore. E’ importante conoscere questo aspetto perché i forum di fotografia sono letteralmente invasi da persone preoccupate perché pensano che lo loro fotocamera sia guasta a causa di questo che è invece un procedimento normale.

Nella maggior parte delle fotocamere questa opzione si può togliere (basta leggere il libretto di istruzioni per capire come). Togliere la riduzione del rumore automatico può essere molto utile perché, quando scattate fotografie con tempi di esposizione molto lunghi, prima di scattare la successiva vi toccherà, come detto, aspettare un tempo pari a quello del precedente tempo di esposizione. Se siete in giro per una sessione di fotografie notturne questa attesa può essere piuttosto noiosa ed impedirvi di cogliere altre occasioni fotografiche. Potete quindi decidere di togliere la riduzione automatica del rumore, ricordando però che in un secondo tempo vi converrà fare un dark frame con il tappo montato sull’obiettivo, scattando una fotografia nera con lo stesso tempo di esposizione della fotografia che volete ripulire dal rumore, e poi utilizzare un software di fotoritocco professionale per sottrarre il rumore alla vostra immagine utilizzando il dark frame.

 

Tutorial collegati:

La modalità manuale

L’esposizione automatica: modi AUTO e PROGRAM

L’esposizione automatica: l’uso dei modi “SCENE”

Come fotografare… il movimento dell’acqua

 

impara a fotografare in 10 lezioni