Un buon modo per iniziare a cimentarsi con la macrofotografia senza spendere molti soldi è quello di acquistare dei tubi di prolunga. Cosa sono, e a cosa servono? I tubi di prolunga sono dei semplici tubi di metallo, a perfetta tenuta di luce, da inserire tra il corpo macchina e l’obiettivo. Essi sfruttano le leggi dell’ottica, secondo le quali, aumentando la distanza dell’obiettivo dal piano focale, si aumenta il rapporto d’ingrandimento, diminuendo nel contempo la distanza minima di messa a fuoco. La distanza tra obiettivo e piano focale viene chiamata tiraggio. Un set di tubi di prolunga può costare dai 70 ai 140 euro circa.

 

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Un set di tubi di prolunga per macrofotografia.

 

In effetti gli obiettivi macro non fanno altro che aumentare la distanza tra centro ottico dell’obiettivo e piano focale alle minime focali di messa a fuoco (notate quanto fuoriescono dal barilotto alla focale minima).

Per aumentare il tiraggio di obiettivi non progettati specificamente per la macro ci sono due accessori: il soffietto di estensione, che consente un allungamento progressivo e continuo, e i tubi di prolunga, che consentono solo ingrandimenti fissi e predeterminati, ma che sono più leggeri e facili da usare a mano libera.

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Un soffietto macro montato su una reflex Sony.

 

Il rapporto di riproduzione

I tubi di prolunga vengono di solito venduti in set da tre pezzi di diversa lunghezza: 12mm, 20mm e 36mm. Si possono usare combinati insieme, e quindi si può raggiungere un tiraggio massimo di 68mm. Il rapporto di ingrandimento massimo ottenibile dipende dalla focale dell’obiettivo utilizzato. Sul web si trovano delle formule per calcolare questo rapporto di ingrandimento, ma esse sono poco attendibili perché ogni obiettivo ha una distanza di messa a fuoco minima diversa. In linea generale si può dire che con un obiettivo da 50mm, se si utilizzano tutti e tre i tubi insieme (lunghezza totale 68mm) si supera agevolmente il rapporto di ingrandimento di 1:1 (si può arrivare anche a 1,3:1). Con una focale da 135mm si può ottenere un rapporto di ingrandimento di 0,5:1.

Foto ottenuta con un 135mm montato su tubi di prolunga.

Foto ottenuta con un 135mm montato su tubi di prolunga.

Con obiettivi grandangolari si possono raggiungere rapporti di ingrandimento piuttosto elevati. Ad esempio con un 35mm, montato su tubi per una lunghezza complessiva di 48mm, è possibile avvicinarsi molto al rapporto 2:1. Con una lunghezza totale di 68mm si supererebbe il rapporto di riproduzione di 3:1, purtroppo però la distanza di messa a fuoco diventa così breve che essa cade all’interno dell’obiettivo, cioè al di qua della lente frontale. In altre parole, con obiettivi grandangolari, non ci si può comunque spingere oltre determinati ingrandimenti…

 

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Foto scattata con un 50mm montato su tubi di prolunga.

 

Ricapitolando, anche utilizzando i tubi di prolunga, vale quanto detto per gli obiettivi macro. Per i soggetti vivi, che potrebbero essere infastiditi dall’obiettivo, converrà scegliere focali più lunghe, che ci consentiranno di rimanere a distanza di sicurezza dal soggetto. Per soggetti statici, invece, potrà andar bene anche un obiettivo “normale”, un 50mm, mentre obiettivi moderatamente grandangolari permetteranno ottenere elevati rapporti di riproduzione, ma renderanno molto difficile lavorare a causa della vicinanza della lente frontale al soggetto ripreso.

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Un obiettivo da 50mm montato su un set completo di tubi di prolunga. Questa configurazione permette di superare il rapporto di ingrandimento di 1:1.

 

Alcuni suggerimenti

Vi diamo adesso alcune dritte che approfondiremo nei prossimi tutorial dedicati alla macrofotografia.

1) Usate focali fisse invece che zoom

I migliori risultati, con i tubi di prolunga, li si ottiene con ottiche fisse. Per ottenere una buona qualità d’immagine è meglio evitare gli zoom. C’è anche un altro motivo. I tubi di prolunga assorbono molta luce. Se con un’ottica fissa luminosa (ad esempio un 50mm f/1,7 o un 135mm f/2,8) una volta montati i tubi riuscirete ancora a vedere qualcosa nel mirino, che comunque si oscurerà, con uno zoom di apertura f/5,6 probabilmente non riuscirete a vedere abbastanza bene da mettere a fuoco il soggetto.

2) Chiudete il diaframma

Chiudete il diaframma almeno fino ad f/11. Questo vi permetterà di avere una sufficiente profondità di campo e anche una qualità d’immagine migliore rispetto ai diaframmi più aperti.

3) Provate ad usare un anello di inversione

Gli anelli di inversione consentono di montare l’obiettivo al contrario. Questo vi permetterà di ottenere rapporti di ingrandimento incredibili. Anche di 3:1 o 4:1, mantenendo nel contempo una distanza di messa a fuoco sufficiente per lavorare con tranquillità. Purtroppo però perderete ogni automatismo di diaframma. In pratica si possono usare invertiti solo obiettivi vecchi, dotati di ghiera dei diaframmi. Ne riparleremo.

4) Montate un moltiplicatore di focale dietro i tubi di prolunga

Se avete un moltiplicatore di focale provate a montarlo tra la fotocamera e i tubi di prolunga. Certo assorbirà ancora più luce, e anche la qualità dell’immagine dovrebbe soffrirne, ma non si sa mai. Alcuni, chiudendo il diaframma, riescono ad ottenere ottimi risultati. Il vantaggio è che oraggiungerete rapporti di riproduzione più alti senza modificare la distanza di messa a fuoco.

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Foto ottenuta con un 50mm montato su tibi di prolunga per un totale di 68mm. Tra la fotocamera e i tubi si è inserito inoltre un moltiplicatore 1,4x. Si è raggiunto un rapporto di riproduzione di 2:1 circa.

 

Ma quali tubi di prolunga scegliere, e come utilizzarli al meglio?

Ne parliamo dettagliatamente nel tutorial Macrofotografia – Scegliere i tubi di prolunga.

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