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Venezia.

 

Introduzione

Questo tutorial è dedicato a tutti gli appassionati di fotografia che amano viaggiare e visitare posti nuovi portando con sé la propria macchina fotografica.

Come capita a tutti, vi è sicuramente successo di rimanere un po’ delusi dalle foto scattate durante un viaggio, per vari motivi come: la luce non era ottimale, la scena della vostra vita vi si è presentata davanti e non eravate pronti, vostro marito (valgono anche mogli, fidanzate e fidanzati) aveva fretta di rientrare in albergo, ecc…

In queste righe cercherò di darvi alcuni suggerimenti utili, sperimentati sulla mia pelle, per viaggiare in tranquillità e portare a casa fotografie emozionanti.

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A volte la fortuna aiuta! Questa immagine mi si è costruita davanti per caso, la farfalla rossa sulla destra richiamava il colore e la trama del vestito della bambina che fingeva di telefonare e la scelta di un diaframma aperto (2,8 su focale 50) ha permesso di staccare il soggetto dallo sfondo lasciandolo però leggibile. [Canon eos 5d con Canon 50 1,4].

 

Viaggiare informati

Prima cosa: se volete partire per un luogo sconosciuto è buona cosa leggere e documentarsi su ciò che troverete una volta arrivati, quali sono le attrazioni principali e quali sono gli usi e costumi delle persone del luogo. Questo vi darà un’idea su cosa cercare o cosa aspettarvi di trovare (non vi rovinerà di certo l’emozione del viaggio, tranquilli) e quindi vi permetterà di essere pronti di fronte alle varie situazioni che incontrerete.

 

 

Consigli utili in generale

 

Per portare a casa immagini di qualità una semplice regola è farne poche, ma fatte bene.

Fotografando paesaggi o architetture, particolare attenzione va data alla posizione del sole nelle varie ore del giorno, se arrivate in un luogo che vi affascina, ma nell’ora sbagliata, cercate di valutare quale sarebbe il momento migliore e organizzatevi per tornarci. Le vostre foto ne trarranno beneficio.

Come capire qual è il momento giusto? Qui la geografia può aiutare!!

Ben sappiamo che il sole in tutto il mondo sorge a est e tramonta a ovest, cambia la direzione che assume durante il giorno (nell’emisfero boreale compie una rotazione verso sud, all’equatore praticamente è perpendicolare e nell’emisfero australe gira verso nord). Detto ciò è bene affrontare un paesaggio o un’architettura in modo che il sole illumini la scena senza essere dentro l’inquadratura (a meno di non voler scattare un controluce, attenzione che nel paesaggio non sempre, salvo composizioni particolari). Le ore più emozionanti per colore e luce sono le ore d’oro (poco dopo l’alba e appena prima del tramonto) che in un paesaggio danno colore e una carica particolare.

 

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Controluce durante l’ora d’oro.

 

 

Fotografando architetture una situazione piacevole e d’effetto è quando il sole illumina lateralmente il soggetto, questo permette di dare profondità e dettaglio alla scena. Evitate la luce frontale che rende le architetture piatte, poco dinamiche e veramente poco espressive.

Se state fotografando di sera, studiate bene la disposizione dell’illuminazione, in una lunga esposizione anche le fonti di luce saranno visibili e come tutti gli elementi vanno inserite al posto giusto. Attenzione al flare, anche se è buio tenete montato il paraluce!

In qualsiasi caso cercate sempre di capire qual è o quali sono i soggetti della vostra foto e concentratevi su di loro. Includete meno elementi di disturbo possibile.

Se visitate luoghi turisticamente popolati sarà difficile trovare la scena libera da persone… Come si fa? Includetele nella scena in maniera intelligente!

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Il sole in posizione laterale rispetto all’inquadratura rende la scena più profonda e dinamica. Una composizione adeguata viene enfatizzata dalla giusta luce. Se avessimo avuto il sole alle spalle l’effetto del fiume che corre all’interno della foto sarebbe stato molto limitato. [Canon eos 5d con Canon 16-35L].

 

 

Volendo fotografare le persone è bene seguire qualche accorgimento in più.

Partiamo da un presupposto: a nessuno piace che uno sconosciuto gli pianti una macchina fotografica davanti e lo immortali in un immagine. Soprattutto perché siete turisti (nel 95% dei casi si vede da lontano) e magari questa persona ha la giornata storta. Quindi non va fatto? No, anzi. Però non cercate di mimetizzarvi con colonne, piante e panchine perché fareste peggio, stampatevi invece un bel sorriso sincero sul volto e se vi fermano chiedendo di cancellare la foto, fatelo. Troverete soggetti più accondiscendenti e interessanti proseguendo, invece che restare li a discutere.

Poi le altre regole sono semplici e valide ovunque, in Italia come all’estero: imparate a dire grazie e buongiorno nella lingua locale, evitate forze di polizia e militari come soggetti (soprattutto nei paesi mediorientali sono molto severi a proposito), se le persone si mettono in posa fate vedere loro la foto scattata e parlateci assieme, anzi approfittatene per cercare informazioni su luoghi, avvenimenti e usanze, tutto può esservi utile per un viaggio migliore e per foto originali.

 

Cortesia e rispetto sono mezzi potenti per avvicinare gli sconosciuti  (qualche altro suggerimento utile lo trovate qui: Come fotografare… la street photography (avvicinare le persone)).

 

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A volte la funzione live view delle nostre reflex può tornare comoda. Il poliziotto ha smesso di fissarmi per tornare nella sua posa (evidentemente annoiata) solo quando mi ha visto abbassare la macchina fotografica. In realtà con la macchina a livello cintura sono riuscito ad avere la mia foto con l’espressione che cercavo. [Canon eos 5d mark 2 con Canon 16-35L].

 

 

Tema

Un’ottima idea è quella di inventarsi un tema sul quale scattare le vostre foto e per il quale cercare le vostre scene. Rende il viaggio più interessante e interattivo con il luogo che state visitando e vi permette di scorgere lati nascosti al semplice turista. Per farvi un esempio io sono stato in Giappone alcuni mesi fa, era la mia prima volta e immaginavo che avrei trovato stimoli e spunti in ogni angolo avessi guardato. E così effettivamente è stato… Prima di partire però mi sono prefissato un tema: avrei scattato cercando di mostrarne i contrasti tra spiritualità e modernità. Non ho seguito solo questo tema, ma il fatto di averlo in mente mi ha permesso di cercare le foto in maniera diversa. E mi sono divertito un sacco.

Non serve pensare a temi assurdi, siate semplici e chiari. La differenza si noterà subito!

 

 

Attrezzatura

Come in amore, anche nella fotografia di viaggio vince sempre il detto “less is better” (traducibile in “poco è meglio”). Quindi attrezzature minime, zaini leggeri e fotografi felici.

 

Ora, sinceramente, non esiste “il giusto obiettivo per la fotografia di viaggio”, ma cercherò di darvi una base perché troviate da voi la scelta che più vi aggrada.

 

Dicevo prima “less is better” principalmente per due motivi pratici: il primo è che portarsi in giro chili di attrezzatura e zaini ingombranti è sicuramente scomodo e faticoso, da non sottovalutare quando si è in giro tutto il giorno a piedi o con mezzi pubblici (potreste arrivare ad odiare la vostra reflex); il secondo è che non bisogna trascurare il pericolo di furti o smarrimenti.

 

I motivi sono anche fotografici oltre che pratici. Mettiamo il caso: “Peccato, passeggiavo con il grandangolo montato, ma se avessi avuto il tele questa foto sarebbe venuta meglio”. Bene, succede spesso, a tutti.

 

Come si risolve il problema? Portando tutti i nostri obiettivi sempre con noi? Ricordate che se l’obiettivo è nello zaino al momento sbagliato, è come non averlo.

Portando al collo due corpi macchina pronti a tutto? Beh potrebbe essere una soluzione, ma concorderete con me che è sicuramente scomoda.

 

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Osaka, lo spettacolo di luci del centro è impessionante. A 16mm l’effetto è ancora più evidente.
[Canon eos 5d con Canon 16-35L].

 

 

Quindi che si fa?

Si fa in maniera più semplice.

 

La soluzione che ho trovato io è questa: oggi ho voglia di stare largo? Bene! Monto il grandangolo (o uno zoom standard) e faccio paesaggi, architetture, in generale foto “larghe”. Se mi capita l’occasione di un ritratto tanto meglio, la scatto con il grandangolo. Nei libri scrivono che non è l’obiettivo “corretto”? Amen, tanto la foto la scatto per me e chissà, magari viene qualcosa di curioso…

Se succede qualcosa troppo lontano, pace, succederà qualcos’altro alla mia portata. Se poi sono in una situazione che predilige l’uso di focali più lunghe monto un fisso tipo 85 o 100, e mi concentro sulle persone. Se mi capita una zona che vorrei scattare con il 24 scelgo se tornarci in un altro momento o fermarmi e cambiare lente, tanto i paesaggi mica scappano nel tempo di un minuto.

Se preferite gli zoom, il concetto è lo stesso, anzi vi danno un po’ di versatilità in più. Scegliere zoom di dimensioni compatte aiuta a ridurre l’ingombro e il peso, a scapito della qualità certo, ma ricordate che un’inquadratura vincente va oltre la L sulla lente (per chi non mastica il linguaggio Canon, L indica la serie di obiettivi più costosi e performanti della casa).

Un modo per concludere l’argomento obiettivi potrebbe essere: non importa quello che succede al di là della portata del vostro obiettivo, concentratevi su quello che vedete nella vostra linea di tiro.

 

Altri accessori come flash esterni e cavalletti leggeri e compatti (i supporti stile Gorillapod sono divertentissimi) sono sempre i benvenuti, come una copertura d’emergenza in caso di pioggia (i sacchetti da freezer fanno miracoli). Ricordate schede e batterie di scorta, non averne al momento del bisogno sarebbe un vero peccato!

 

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Veneto, alluvione del novembre 2011.
Ogni situazione atmosferica e climatica può restituire scene appaganti.
[Canon eos 50 con Canon 28 2,8 – pellicola Ilford 400].

 

 

La scelta delle foto

Un passaggio importantissimo che viene spesso tralasciato è la scelta delle foto.

 

Da bravi fotografi di viaggio vi siete comportati come descritto sopra, avete scattato secondo un tema e ora siete pieni di foto da sistemare.

Scegliete uno stile di post-produzione che valga per tutto il lavoro (salvo poche eccezioni, foto b/n e colore non andrebbero accostate nello stesso progetto) e ordinatele in modo che raccontino la storia che siete andati a scattare (il vostro tema è in se la storia).

Spostate l’ordine in modo da avere un filo logico e visivo composto da inizio, svolgimento e fine. Vi accorgerete, con un po’ di pratica, che con 15-20 foto nel giusto ordine sarete in grado di trasportare l’osservatore in viaggio con voi. Cosa che prima, magari con 250 foto ordinate a caso, non succedeva, anzi.

Sinceramente quante volte avete mostrato le vostre foto di viaggio a qualcuno che dopo le prime 40 si era già annoiato da un pezzo??

 

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Questa scena era molto lontana da me quando l’ho notata. Sono partito di corsa, cercando di non attirare troppo l’attenzione e sperando di non cadere in acqua. Fortunatamente le due ragazze si sono scattate più di una foto così sono riuscito ad arrivare in tempo. Dopo pochi secondi da questa foto le fontane sono state spente… Se una scena vi piace scattate subito, potrebbe succedere di tutto da li a poco. [Canon eos 5d mark 2 con Canon 50 1,4].

 

 

Per concludere

Sembrano consigli banali, ma la verità è che la fotografia di viaggio non è un genere delineato in confini precisi. Dovremmo parlare tecnicamente di ritratto, paesaggio, architettura e tutte le regole di composizione che ogni genere ha. Senza considerare la quantità di attrezzatura che questi richiederebbero nello specifico.

Personalmente adoro la fotografia di viaggio perché posso conoscere persone e luoghi nuovi, imparare sempre qualcosa che non sapevo e fotografare senza spaccarmi la testa pensando a noiose questioni tecniche.

 

Guardatevi attorno, siate curiosi, parlate con le persone e soprattutto divertitevi, state pur sempre viaggiando per piacere!!

 

Per il resto buon viaggio!!

 

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Come fotografare… il reportage (parte seconda)

 

 

Luca Rizzi

Sono un fotografo professionista e lavoro nel mondo della pubblicità e del giornalismo. Sono da sempre appassionato di viaggi e natura. I miei fotografi preferiti sono tutti reporter che hanno viaggiato il mondo.

 

Se volete mettere in pratica tutti questi utili consigli partecipate ai miei workshop, veri e propri viaggi fotografici mirati a farvi provare nuove emozioni in fotografia ed organizzati in collaborazione con l’agenzia ‘Emozioni nel Mondo – Il tuo viaggio sei tu’ .

 

Il prossimo evento: Workshop fotografico in Polesine – 21,22,23 marzo 2014

 

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