Diciamocelo chiaramente: i lunghi teleobiettivi sono il vero sogno proibito di quasi tutti i fotografi. Purtroppo sono spesso al di fuori della nostra portata dal punto di vista economico, ma questo è un altro discorso… Tuttavia nella categoria denominata “teleobiettivi” rientrano un gran varietà di lenti molto diverse tra di loro per caratteristiche costruttive, campo di utilizzo e prezzo.

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I lunghi teleobiettivi, adatti per la fotografia di animali in natura, o per gli eventi sportivi, sono il sogno proibito di molti fotografi. Qui il Pentax 560mm f/5,6.

 

Con questo tutorial del nostro corso di fotografia, quindi, proviamo a fare chiarezza sui teleobiettivi e sui loro usi. Come abbiamo visto nell’articolo Gli obiettivi: dal grandangolo al tele si definiscono teleobiettivi tutti gli obiettivi che inquadrano un angolo di campo inferiore ai 45°, e che perciò offrono una visione più “ravvicinata” rispetto alla normale visione umana. Detto questo, però, si individuano almeno tre tipologie di teleobiettivi, che andiamo ad analizzare, vedendo anche quali sono i loro specifici campi di utilizzo. In genere si distingue tra medio-tele, teleobiettivi propriamente detti e supertele, e si tratta di una distinzione basata essenzialmente sulla lunghezza focale. Non chiedetemi perché è invalsa questa denominazione invece di una più razionale “piccolo tele”, “medio tele” e “super tele”, perché non lo so.

I medio-tele

Vengono definiti medio tele gli obiettivi che hanno una focale compresa approssimativamente tra i 45 e gli 105mm per il formato Aps-c e approssimativamente tra i 60mm e i 135mm per il formato Full Frame 24×36 (per le differenze tra i formati dei sensori vedi il tutorial Quale macchina fotografica? La reflex: i diversi sensori). Si tratta di obiettivi con un limitato “rapporto di ingrandimento”, i quali in genere, grazie alla costruzione ottica e alla distanza di lavoro, consentono la quasi completa eliminazione delle distorsioni ottiche, e che  restituiscono una resa dei piani prospettici molto naturale. I medio-tele sono gli obiettivi più adatti per il ritratto. Se avete un classico “zoom di completamento” 50-200mm o 50-300mm queste focali sono inglobate nel vostro obiettivo. Ma se desiderate una migliore qualità ottica e la possibilità di controllare quasi chirurgicamente la profondità di campo, grazie alle grandi aperture di diaframma, sappiate che in questa fascia di focali ci sono molti obiettivi di classe proposti a prezzi più che ragionevoli.

Per esempio, se avete una fotocamera con il sensore Aps-c, i 50mm con apertura f/1,4 o f/1,8 – acquistabili a prezzi che vanno dai 100 ai 300 euro – costituiscono già un medio tele, in quanto presentano una “focale equivalente” di circa 75mm. Potrebbero perciò rivelarsi ottimi obiettivi da ritratto (vedi il tutorial: Il 50mm come obiettivo da ritratto), ma sono utili per tante altre applicazioni. Nikon, Canon, Pentax, Sony, ma anche produttori universali come Sigma hanno in catalogo 50mm a prezzi accessibili.

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Il Canon EF 50mm f/1,8 II montato su una fotocamera APS-c è già un piccolo medio-tele utile per il ritratto e per molte altre applicazioni fotografiche.

 

Se volete spingervi oltre (e sarebbe consigliabile per i ritratti stretti al solo viso) sono disponibili medio-tele da ritratto con focali che vanno dai 70mm ai 105mm. In molti casi i prezzi sono ancora accessibili, e avrete tra le mani un vero obiettivo da ritratto, le cui caratteristiche principali sono la maneggevolezza e la grande apertura di diaframma, in grado di regalarvi sfocati da urlo.

 

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L’85mm è l’obiettivo principe del ritratto, specie su formato Full Frame, ma per chi ama stare a maggior distanza dal soggetto, anche su APS-c. In questa immagine il Nikkor 85mm f/1,8 G.

 

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Un ritratto scattato con un 100mm… Gli obiettivi con focale compresa tra i 50mm e i 100mm su Aps-c, e tra gli 80mm e i 135mm su Full frame, sono l’ideale per il ritratto.

 

Perché scegliere un medio tele a focale fissa? Ebbene, un 70-200mm f/2,8 (o un 50-150mm f/2,8 studiato per le fotocamere Aps-c) contiene al suo interno le focali medio tele, e ha anche una apertura di diaframma idonea a controllare la profondità di campo, ma è molto più pesante di un 85mm, e nell’uso prolungato, quindi, più stancante. La possibilità di avere a disposizione tutto un ventaglio di focali, tipica degli zoom, è sicuramente un grosso vantaggio, ma anche le dimensioni contenute di un obiettivo fisso lo sono: quindi sta al fotografo decidere cosa acquistare, in base alle sue necessità.

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Un Pentax DA 70mm f/2,4 “pancake”: le dimensioni di questo obiettivo studiato per il ritratto sono davvero contenute: un vantaggio non da poco nelle prolungate sessioni fotografiche.

 

L’alternativa economica a questi obiettivi è costituita, come accennato, dai diffusissimi zoom compatti 50-200mm o 50-300mm con aperture di diaframma f/4-5,6: si tratta di soluzioni che oltre a quello del prezzo d’acquisto, presentano il vantaggio della compattezza. Lo svantaggio è che questi obiettivi hanno diaframmi piuttosto chiusi (in genere l’apertura massima è f/4) – e per di più variabili lungo la loro escursione focale – e quindi in molte situazioni non permettono di sfocare lo sfondo nella misura desiderata. Si tratta quindi di zoom ottimi per iniziare, ma ai quali, se aumenta la propria passione e il proprio impegno nella fotografia, si può prendere in considerazione di affiancare una bella ottica fissa di quelle menzionate (vedi il tutorial Come fotografare… il ritratto (consigli da 1 a 6)).

 

I teleobiettivi

I teleobiettivi propriamente detti sono tradizionalmente quelli con focali che vanno dai 135mm ai 300mm (indicativamente da 105mm a 200mm per le focali Aps-c). Sono obiettivi dai molteplici usi, che vanno dal paesaggio al ritratto alla fotografia sportiva, passando per la fotografia naturalistica, se i soggetti non sono troppo diffidenti. In questa categoria troviamo sia obiettivi a focale fissa (ad esempio il 200mm f/2,8; il 300mm f/4; il 300mm f/2,8)  sia obiettivi zoom come il 50-200mm o il 55-300mm f/4-5,6.

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Il Sony 55-300 f/4,5-5,6: un teleobiettivo zoom che copre tutte le focali tele più comuni.

 

Tuttavia l’obiettivo principe di questa categoria è il 70-200mm f/2,8, che, grazie all’apertura massima ampia e costante consente di affrontare una molteplicità di situazioni fotografiche. Essendo probabilmente l’obiettivo più richiesto e utilizzato dai professionisti, le case costruttrici da anni riversano nello zoom 70-200 f/2,8 il meglio della loro tecnologia: questo fa sì che questi obiettivi siano il top anche dal punto di vista della qualità ottica. Gli unici aspetti negativi sono costituiti dal peso e ahimè, dal prezzo di queste ottiche. Per questo motivo alcuni produttori hanno in catalogo dei 70-200mm f/4 (l’apertura è costante lungo tutta l’escursione focale). Potrebbe trattarsi di un’ottima soluzione  per risparmiare senza rinunciare alla qualità ottica degli zoom più blasonati, considerando il fatto che oramai le reflex consentono di usare sensibilità ISO davvero molto elevate, e che quindi disporre di uno stop di apertura diaframma in più spesso non fa la differenza. Questo è ancora più vero nel caso di obiettivi stabilizzati, o di fotocamere dotate di sensore stabilizzato, dato che la stabilizzazione consente di fotografare a mano libera con tempi di scatto più lunghi (vedi il tutorial: Lo stabilizzatore)

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Il Canon 70-200mm f/2,8: in questo genere di obiettivi le case costruttrici riversano il meglio della loro tecnologia. Sono obiettivi versatili, utilizzabili per vari generi che vanno dal ritratto al paesaggio e che garantiscono il top delle prestazioni ottiche.

 

Per chi desidera avvicinarsi alla fotografia di animali in natura con un’ottica di classe, ma rimanendo ancora entro livelli di prezzo accessibili a molti, un 300mm f/4 può essere una soluzione. Si tratta di teleobiettivi dalle dimensioni ancora contenute, quindi utilizzabili anche a mano libera, e facilmente trasportabili in zaino nelle escursioni. Specie se montati su reflex con sensore di formato Aps-c, per sfruttare il fattore di crop che li rende equivalenti ad un 450mm, permettono in molti casi (se i soggetti sono confidenti, oppure se si adopera un capanno fotografico) di avvicinare gli animali a sufficienza per ottenere buone fotografie. Da non dimenticare la possibilità di montare un moltiplicatore di focale, magari un 1,5x, che consente di ottenere la focale effettiva di 450mm, con un diaframma f/5,6: se il tutto è montato su una reflex Aps-c il fattore di avvicinamento diventa davvero di tutto rispetto (sui moltiplicatori vedi l’articolo Il moltiplicatore di focale).

Pentax 300mm f/4

Il Pentax DA 300mm f/4. I 300mm f/4 spesso costituiscono il primo passo verso la fotografia di animali in natura.

 

Un discorso diverso va fatto per il 300mm f/2,8. La grande luminosità di questi obiettivi consente di moltiplicarli senza difficoltà in caso di bisogno, sia con un 1,4x, sia con un 2x, ottenendo ancora aperture di diaframma equivalenti gestibili (un 300mm f/2,8 con un moltiplicatore 2x diventa un 600mm f/5,6) e conservando l’autofocus (i sensori AF tendono a non funzioanre più o cumunque ad essere molto meno efficienti con aperture inferiori a f/5,6). I 300mm f/2,8 sono obiettivi piuttosto pesanti che in genere vengono utilizzati, come i supertele, su treppiedi dotati di teste speciali come la gimbal (vedi il tutorial Teste per treppiedi per usi specifici). Anche il costo di questi obiettivi non è propriamente “popolare”.

Teleobiettivi 300mm

Il Sony G 300mm f/2,8. Il 300mm f/2,8 è insuperabile in condizioni di scarsa luminosità per via della sua grande apertura di diaframma. Inoltre può facilmente essere moltiplicato.

 

I supertele

I supertele sono obiettivi con lunghezza focale da 400mm in su. Si tratta di ottiche utilizzate soprattutto nella fotografia sportiva, nella fotografia di animali in natura e dai “paparazzi”. In questa categoria gli obiettivi più gestibili come dimensioni e prezzo di acquisto sono i 400mm f/5,6 oppure gli zoom lunghi come il Sigma 150-500 f/5-6,3  o il recentissimo Tamron 150-600mm f/5-6,3. Obiettivi come questi sono utilizzabili a mano libera, in quanto poco pesanti e ingombranti e quindi anche facilmente trasportabili. Naturalmente il principale punto a sfavore di questi obiettivi è costituito dal diaframma piuttosto chiuso.

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Fotografia scattata con un 400mm f/5,6. Fotografando animali in natura non si è mai troppo vicini: è il regno dei supertele.

 

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Il recentissimo Tamron 150-600mm f/5-6,3. Uno zoom di questo genere vi permette di passare dalle focali tele a quelle supertele senza soluzione di continuità. Inoltre si tratta di obiettivi dalle dimensioni ancora contenute e gestibili.

 

Ma nel campo dei supertele i veri mostri sacri sono il 500mm, il 600mm f/4 e l’800mm f/5,6. Si tratta di obiettivi dalla straordinaria qualità ottica, in quanto finiscono nelle mani solo di professionisti e di fotoamatori evoluti che non accettano compromessi, e sono il fiore all’occhiello di ogni produttore di ottiche fotografiche. La nota dolente è costituita dal prezzo, che in genere supera, anche abbondantemente, i 6-7000 euro.

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Il Nikon 600mm f/4.

 

A motivo del peso e dell’ingombro, per utilizzare questi teleobiettivi occorrono un treppiede robusto e una testa gimbal. Tuttavia se praticate con passione la fotografia naturalistica da capanno, alla fine comincerete davvero a fare più di un pensierino ad un obiettivo del genere (vedi il tutorial Come fotografare… gli animali in natura (consigli da 6 a 10), consiglio 7).