Se avete una reflex o una mirrorless (ma anche molte bridge e compatte di classe lo consentono), potete decidere quale modalità di messa a fuoco utilizzare. Le tre modalità di messa a fuoco “standard”, in genere presenti su tutte le macchine fotografiche, sono:

  • messa a fuoco manuale (MF)
  • autofocus in modalità singolo (AF.s)
  • autofocus in modalità continuo (Af.c)

 

E’ importante capire il funzionamento di queste modalità per sapere come e quando utilizzarle.

Come si selezionano le modalità di funzionamento dell’Af? Alcune fotocamere hanno un selettore come quello mostrato in figura, appartenete alla Pentax K7. Basta spostare la piccola levetta per selezionare il tipo di autofocus desiderato. Altre fotocamere invece permettono di accedere a questa opzione da un’apposita voce del menu.

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Molte reflex sono dotate di un selettore per la scelta della modalità di autofocus. Potete notare la presenza delle opzioni AF.S, AF.c, MF. Altre fotocamere permettono di effettuare questa scelta attraverso il menu.

 

La messa a fuoco manuale (MF)

Per mettere a fuoco manualmente non dobbiamo far altro che impostare la fotocamera su MF, e poi ruotare l’apposita ghiera di cui sono dotati gli obiettivi, visualizzando l’immagine nel mirino finché essa non appare nitida sul vetro smerigliato.

La ghiera per la messa a fuoco manuale

La ghiera per la messa a fuoco manuale

 

Sulle attuali reflex, specie su quelle entry-level, non è semplicissimo effettuare questa operazione con la dovuta precisione. I mirini sono di piccole dimensioni e poco luminosi. Inoltre sulle reflex a pellicola di una volta (già di per sé dotate di mirini più grandi e luminosi), oltre al vetro smerigliato erano presenti anche lo stigmometro e un cerchio di microprismi che aiutavano nell’operazione di messa a fuoco.

stigmometro e microprismi

Le reflex di una volta erano dotate di mirini con stigmometro e corona di microprismi per facilitare la messa a fuoco manuale. Oggi vetrini simili sono disponibili come optional solo per reflex di alta fascia.

 

Oggi molti modelli di reflex facilitano la messa a fuoco manuale in quanto i loro sensori Af restano attivi anche in modalità manual focus e quindi quando il soggetto è a fuoco si accende comunque, nel mirino, il “pallino” di avvenuta messa a fuoco.

Ad ogni modo, oggi giorno ha sempre meno senso mettere a fuoco manualmente. E’ un’operazione che oramai viene effettuata solo se si usano vecchi obiettivi manuali con i quali non funziona l’Af della fotocamera (alcune marche di fotocamere, come Pentax e Nikon, consentono di utilizzare obiettivi molto vecchi, privi di autofocus, con i quali perciò si dovrà procedere alla messa a fuoco manuale), oppure nel caso l’autofocus non riesca a funzionare correttamente, magari per una luce ambiente troppo tenue.

 

Usare l’autofocus

Il pulsante di scatto delle macchine fotografiche è sempre a due posizioni. Premendo il pulsante nella posizione intermedia (indicata con Posizione 1 nella figura che segue) si attiva l’autofocus, cioè il sistema di messa a fuoco automatico della fotocamera.

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Il pulsante di scatto ha due posizioni. Premendolo a metà si raggiunge la posizione 1 e la fotocamera inizia l’operazione di messa a fuoco. Una volta effettuata la corretta messa a fuoco (segnalata dalla fotocamera tramite un indicatore nel mirino e – se impostato – un segnale acustico) si può scattare la foto premendo il pulsante, senza rilasciarlo, fino alla posizione 2.

 

Il sensore del mirino cerca di mettere correttamente a fuoco ciò che è inquadrato. Il sistema funziona con una logica diversa a seconda se abbiamo selezionato AF.s o AF.c.

L’autofocus in modalità singolo (AF.s)

Usando questa modalità, appena avremo premuto il pulsante di scatto sulla posizione 1 (figura sopra) l’autofocus cercherà di mettere a fuoco il soggetto. Mentre avviene l’operazione una parte dell’obiettivo ruoterà per spostare un gruppo di lenti alla ricerca della messa a fuoco perfetta. Appena la fotocamera riterrà di aver messo correttamente a fuoco nel vostro mirino si illuminerà un pallino, segnalando che la messa a fuoco è avvenuta. A questo punto, finché il pulsante di scatto verrà mantenuto sulla posizione 1, il punto di messa a fuoco non cambierà più. Possiamo decidere di scattare la fotografia, premendo il pulsante nella posizione 2, oppure rilasciare  e poi premere nuovamente il pulsante fino alla posizione 1 per cambiare la messa a fuoco.

Usando l’autofocus in modalità singolo, una volta che la fotocamera ha trovato il punto di messa a fuoco, lo conserverà finché il pulsante di scatto si troverà sulla posizione 1.

Se stata scattando in sequenza (modalità di scatto a raffica), durante la sequenza il punto di messa a fuoco resterà lo stesso.

Per quali situazioni è adatto questo tipo di messa a fuoco? Possiamo dire per la stragrande maggioranza. L’AF.s, infatti, consente di mettere a fuoco con grande precisione sul punto scelto da noi. Quindi ogni qual volta dobbiamo fotografare qualcosa che non si muove velocemente (ritratti, paesaggi, architettura, reportage, fotografia di animali non in movimento), sicuramente la modalità di messa a fuoco preferibile è quella in modalità singolo (AF.s).

Vedi anche il tutorial Mettere a fuoco e “decentrare”.

Af singolo

In questa occasione l’airone era fermo, o comunque si muoveva lentamente. Si è operato in modalità autofocus singolo (Af.s), mettendo a fuoco con precisione sull’occhio del soggetto, reinquadrando (continuando a tenere il pulsante di scatto premuto sulla posizione 1) e scattando al fotografia.

 

L’autofocus in modalità continuo (AF.c)

L’autofocus in modalità continuo è studiato per mantenere il soggetto a fuoco anche se quest’ultimo si muove, grazie ad una regolazione continua basata su un costante rilevamento della posizione del soggetto mediante i sensori presenti nella fotocamera. In pratica, premendo il pulsante nella posizione 1, la fotocamera cerca il soggetto, lo mette a fuoco, e poi si sforza di seguirlo finché non scattate la foto oppure non rilasciate il pulsante. L’efficacia del sistema di messa a fuoco dipende ovviamente dalla qualità del sistema autofocus della fotocamera, e varia quindi a seconda del modello. Naturalmente sono le fotocamere più costose quelle che hanno sistemi autofocus più avanzati e performanti.

Se state scattando utilizzando la raffica la fotocamera cercherà di seguire il soggetto in modo che sia sempre a fuoco durante la sequenza.

Quando si usa l’AF.c? Quando dobbiamo fotografare soggetti in movimento, quindi nella fotografia di sport, bambini o animali che corrono o che volano… le occasioni sono tante.

autofocus continuo

Per fotografare questa cicogna in volo è stato usato l’autofocus in modalità continuo abbinato alla selezione automatica del punto di messa a fuoco.

 

Quando decidiamo di usare l’autofocus in modalità continua è conveniente abbinarlo alla selezione automatica del punto di messa a fuoco, cioè a quella funzione che abilita la fotocamera ad utilizzare tutti i punti di messa a fuoco presenti nel mirino per individuare e seguire il soggetto (vedi il tutorial Mettere a fuoco e “decentrare”). In tal modo sarà più facile per l’automatismo seguire il soggetto.

scelta putni di messa a fuoco.

Il selettore per la selezione dei punti autofocus (per molte reflex esiste un’apposita voce di menu). Se usiamo l’autofocus continuo conviene abbinarlo alla modalità automatica di scelta dei punti di messa a fuoco, come nella foto.

 

Se non avete dimestichezza con l’autofocus della vostra fotocamera vi suggerisco di esercitarvi a provare entrambe le funzioni, sia la AF.s che la AF.c per sapere bene cosa aspettarvi quando vi troverete ad usarle “sul campo”. L’operazione di messa a fuoco è tra le più delicate e le più importanti per la riuscita di una fotografia. Conoscere il funzionamento della prorpia fotocamera è quindi essenziale. Quindi esercitatevi il più possibile.

 

Vedi anche l’articolo:

I punti di messa a fuoco

 

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