Capire la profondità di campo

Per chi si avvicina alla fotografia è necessario innanzitutto imparare a padroneggiare perfettamente la profondità di campo attraverso l’uso del diaframma. In questo breve tutorial del nostro corso vogliamo spiegarvi come potete, se siete agli inizi, esercitarvi con calma finché non padroneggerete completamente la relazione che c’è tra diaframma e profondità di campo.

Innanzitutto vi consigliamo di leggere questi tre articoli, per cercare di afferrare, in linea teorica, il concetto di uso del diaframma e di profondità di campo:

La coppia tempo/diaframma: il diaframma

L’uso del diaframma e il controllo della profondità di campo

La profondità di campo

 

Bene, adesso è arrivato il momento di esercitarvi. Seguite passo passo i seguenti passaggi.

– Vi occorrerà un tavolo abbastanza lungo su cui poggiare la vostra macchina fotografica e un po’ di oggetti. Noi abbiamo utilizzato dei frutti. Dovete tener conto della distanza di messa a fuoco minima del vostro obiettivo.

diaframma,profondità di campo

Il tavolo di lavoro per il vostro esercizio sull’uso del diaframma per controllare la profondità di campo.

 

– Disponete questi oggetti a distanze diverse dal vostro obiettivo, ma in modo che possano rientrare tutti nell’inquadratura, come si vede nella foto sopra.

– Noi abbiamo utilizzato un obiettivo 50mm f/1,7, per mostrarvi come è ridotta la profondità di campo con un obiettivo così luminoso. Se non disponete di un 50mm utilizzate lo zoom di base, il 18-55, impostando la focale di 50mm (con le focali più lunghe la viariazione della profondità di campo si nota di più).

– Adesso impostate la fotocamera sulla modalità Priorità ai diaframmi (Av o A, a seconda della fotocamera che possedete). Se non sapete di cosa stiamo parlando leggete questo tutorial: Usare la modalità “Priorità ai diaframmi (Av)”.

priorità ai diaframmi,modalità Av

Utilizzate la modalità Priorità ai diaframmi (Av o A).

 

Impostate la sensibilità ad un valore intermedio (400 ISO dovrebbe andare bene). Se i tempi di scatto dovessero diventare troppo lunghi non preoccupatevi. Per questo vi abbiamo suggerito di usare un tavolo sul quale appoggiare la fotocamera e gli oggetti: oltre a garantire la ripresa “in asse”, vi permetterà di mantenere la fotocamera stabile anche se non avete ancora il treppiede (non avete ancora il treppiede? … e magari state pensando di comprare un altro obiettivo… no cari amici, la prima cosa da comprare è il treppiede!).

Mettete a fuoco su uno dei vostri soggetti, preferibilmente il secondo (nel nostro caso, la melagrana), e  passate alla modalità “fuoco manuale”, in modo che il punto di messa a fuoco non cambi più: è importante che in tutti gli scatti il  punto di messa a fuoco sia il medesimo.

Impostate il diaframma più aperto che avete a disposizione. Probabilmente, se avete uno zoom kit, il diaframma pià aperto è f/4,5. Impostate quello.

– Fate il primo scatto.

– Stando attenti a non spostare la fotocamera, ruotando quindi con delicatezza la ghiera di regolazione, impostate il diaframma a f/5,6.

– Fate il secondo scatto.

– Impostate il diaframma a f/8, scattate, poi a f/11, scattate, f/16, scattate, f/22, scattate.

In questo modo avete effettuato uno scatto per ogni diaframma della scala dei diaframmi. Ora controllate le foto. Vedete come è cambiata l’estensione della zona nitida man mano che avete usato il diaframma più chiuso? Il risultato dovrebbe essere simile a quello che potete visualizzare nella sequenza qui sotto.

profondità di campo,diaframma

Variazione della profondità di campo al variare della chiusura del diaframma (fai click per avviare).

 

Bene, continuate a fare esercizi simili finché non avete la sensazione di padroneggiare il legame esistente tra la chiusura del diaframma e l’estensione della profondità di campo. Infatti, solo quando avrete compreso alla perfezione il concetto di profondità di campo, potrete iniziare a fotografare davvero con consapevolezza e creatività.

 

impara a fotografare in 10 lezioni

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