In questo post non troverai la soluzione per diventare ricco velocemente lavorando poco e quando ne hai voglia. Anzi, il lavoro da fare nella fotografia microstock è molto. Però troverai alcune strategie che ti potranno essere utili per migliorare i tuoi rendimenti (= vendite e guadagni) del tuo portfolio fotografico destinato alle agenzie microstock. In sintesi: cercheremo di rendere più agevole la tua strada di fotografo microstock, magari sgombrandola ora da qualche ostacolo che potresti incontrare domani.

Se ti sei perso il precedente articolo o sei interessato a capire meglio cosa sia la fotografia microstock puoi trovare ulteriori informazioni qui: Guadagnare con le tue fotografie: si può?

Partiamo con il giusto equipaggiamento

Non è necessario avere macchine fotografiche particolarmente performanti per vendere immagini presso le agenzie microstock, ma una qualità tecnica di base è comunque richiesta. Una macchina fotografica reflex entry level, anche con obiettivo di serie, costa poche centinaia di euro. Fidati: può bastare e parlo per esperienza diretta. Diverse mie immagini bestseller sono state scattate con una Canon 450 e obiettivo 18-55 mm standard (il cosiddetto “plasticotto”): si tratta una macchina che puoi trovare usata su eBay a poco più di cento euro.

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Una reflex entry level.

Se da un lato non è richiesta una macchina fotografica full frame di ultima generazione, è però anche vero che al di sotto di un livello base di qualità non si può scendere. Le macchine fotografiche compatte (ce ne sono ancora?) normalmente non rispondono a questi livelli qualitativi minimi, mentre diverse macchine mirrorless che si stanno proponendo sul mercato a prezzi interessanti consentono di raggiungere standard di immagini.

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Una fotocamera mirrorless.

 

Si può fotografare con il proprio smartphone e proporsi alle agenzie microstock? Sì, si può fare. Ma sulla base dei feedback che arrivano da chi ci ha provato l’esperienza non è stata entusiasmante (molte immagini scartate dagli ispettori delle agenzie, poche vendite…). Forse il mercato delle fotografie scattate con telefonino deve ancora maturare. Insomma: in attesa che il mercato delle immagini scattate con smartphone raggiunga la sua maturità, la scelta di una macchina reflex rimane ancora la più sicura.

In quale formato scattare per il microstock

RAW, RAW e poi RAW (vedi il tutorial Quale formato: RAW o Jpeg?). Sebbene tutte le agenzie accettino immagini in formato JPG, la tecnica migliore rimane scattare un’immagine in formato RAW, elaborarla e solo come ultima attività esportarla come immagine JPG. Dobbiamo renderci conto che scattare per piacere personale e scattare per vendere sono due filosofie molto diverse. Con il crescere del numero di fotografi che si dedicano al microstock è cresciuta anche la qualità media delle immagini proposte e questa nuova situazione non concede scorciatoie: si scatta in RAW, si fa la postproduzione e solo al termine si esporta in JPG.

La fotocamera segnala il formato scelto sul display

Scattate in formato RAW per ottenere la massima qualità.

La composizione nel microstock

Sulla composizione nel microstock si potrebbe scrivere un libro, e se vuoi approfondire il tema ti segnalo il blog www.fotoguadagnare.com dove si chiacchiera approfonditamente di microstock. Il consiglio generale è quello di spremere tutto il possibile da un singolo soggetto da un punto di vista compositivo.

Prendiamo l’esempio di una fotografia still life, dove fotografiamo un oggetto su un set fotografico e apparentemente le possibilità compositive sembrano limitate. Potremmo scattare un paio di immagini a taglio orizzontale, un paio a taglio verticale, un paio ritagliando in postproduzione l’immagine con lo strumento taglierina (Crop, per chi utilizza Photoshop e Lightroom) a formato quadrato o panoramico. Magari qualche immagine inserendo l’oggetto a destra e lasciando libero lo spazio nella parte sinistra dell’immagine in modo che il grafico che la acquisterà e utilizzerà potrà inserire del testo (il copyspace, area dell’immagine lasciata liberamente vuota per motivi editoriali). Poi possiamo avvicinarci con una lente macro, oppure allontanarci contestualizzando il soggetto nel suo ambiente.

Da un singolo soggetto, anche il più banale, si possono ottenere decine di interpretazioni diverse grazie alla composizione. Spremiamo appieno la nostra opportunità fotografica!

I colori che funzionano

Il mercato microstock è spesso un mercato destinato a pubblicizzare prodotti. Come ti sarai accorto dalle pubblicità televisiva e su stampa, il tipo di immagini richieste presenta spesso colori molto saturi. Questo impatta direttamente sulla capacità di vendita di una tua fotografia in un’agenzia microstock. I colori pastello e le tinte tenui tendono a vendere poco. Ti sarà necessario saturare i colori in postproduzione per metterti in sintonia con il mercato, naturalmente rimanendo all’interno del limite del buonsenso (a nessuno piacciono i colori psichedelici sempre e comunque).

In generale, colori saturi come blu, verde e giallo aiutano a vendere. Ma se vuoi farti notare tra le migliaia si altre immagini, il rosso è il colore che attrae più velocemente l’attenzione del possibile acquirente (vedi il tutorial: Come fotografare… elementi di teoria dei colori).

 

Conclusioni: il segreto più importante

Quelli che leggi sopra sono alcuni accorgimenti tecnici che ti aiuteranno a vendere nel mondo della fotografia microstock, ma il suggerimento più importante è questo:

Risolvi un problema al tuo cliente

Le tue immagini troveranno un mercato solo se saprai risolvere un problema. Magari il tuo possibile cliente sta cercando un’immagine per un sito internet, per un progetto editoriale, oppure per una brochure di viaggi… Nel microstock per avere successo bisogna partire dalle necessità del cliente e solo dopo scattare.

Come fare ad individuarle? Iniziando a guardare con occhi diversi, analizzando le immagini utilizzate nelle pubblicità, cercando il tipo di immagini utilizzate sui siti internet di viaggi, leggendo le riviste che si trovano in omaggio sugli aerei (ottima fonte di ispirazione per immagini microstock!), osservando i cartelloni pubblicitari, leggendo il quotidiano omaggio che ti viene lasciato in metropolitana alla mattina… sono tutti contenitori di immagini che hanno venduto.

Il tuo cliente acquista la tua immagine se quell’immagine gli toglie le castagne dal fuoco e se di fotografie simili non ce ne sono in giro. E’ per questo che le immagini di monumenti famosi non vendono quasi nulla (troppa offerta), mentre fotografie molto semplici ma pensate vendono tantissimo. Ti faccio un esempio pratico: la fotografia che vedi qui sotto è semplice da realizzare, non richiede grande attrezzatura e in dieci minuti tra allestimento del set fotografico, scatto e postproduzione l’immagine è finita.

Technology evolution

Questa fotografia ha avuto un grande successo di vendita nel microstock.

 

Si tratta di una fotografia che ha venduto molto per un semplice motivo: risolve il problema al cliente. E’ utile sia al cliente che ha la necessità di illustrare il concetto di tempo, sia a quello che ha bisogno di trattare il tema dell’evoluzione tecnologica: insomma, è flessibile e facile da utilizzare.

Se sei interessato ad approfondire cosa vende (e perché vende) nel mondo della fotografia microstock, ti segnalo l’eBook gratuito Vendere Foto Online, dove troverai 10 esempi di fotografie che hanno venduto per anni analizzate nel dettaglio.

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Vendere foto on line. E book gratuito.

 

In bocca al lupo e Buona Luce!

Paolo