La diffrazione è fenomeno fisico del quale i fotografi devono tener conto perché influenza negativamente la risoluzione dell’immagine quando si chiude troppo il diaframma.

In questo articolo del nostro corso di fotografia non scenderemo in dettagli troppo tecnici nell’affrontare la questione, preferendo soffermarci sugli aspetti pratici.

Innanzitutto cos’è la diffrazione? In pratica è una deviazione della traiettoria di propagazione delle onde quando esse incontrano un ostacolo. Questo fenomeno fisico riguarda tutte le onde e, per quel che ci riguarda, anche la luce, che è un’onda elettromagnetica. Cosa accade? Lo schema che segue può aiutarci a capirlo.

Diffrazione schema

LA DIFFRAZIONE – Le onde luminose quando passano attraverso un foro (il diaframma) vengono deviate e creano interferenza con le altre onde. Più è piccolo il foro rispendo alla lunghezza d’onda, maggiore sarà la “confusione” creata.

 

Le onde che attraversano un foro, quando impattano contro il bordo dello stesso, devono necessariamente modificare la loro traiettoria, e questo le porterà a influenzare la traiettoria delle onde vicine, creando una sorta di “confusione” che è tanto maggiore quanto più è stretto il foro attraverso il quale le onde devono passare.

Il foro dal quale passano le onde luminose quando scattiamo una fotografia, ovviamente è il diaframma. Quanto più è chiuso il diaframma, tanto più le onde luminose saranno deviate e interferiranno tra di loro. Il risultato è una sensibile decadenza della nitidezza man mano che chiudiamo il diaframma.

Ad ogni stop di chiusura si dimezza la quantità di luce che raggiunge il sensore.

Man mano che chiudiamo il diaframma diminuisce il diametro del foro attraverso il quale passa la luce.

 

Le immagini che seguono, crop al 100% di una foto di una cravatta, vi permettono di capire come la chiusura del diaframma oltre certi limiti produce una caduta generale della nitidezza.

Diffrazione f/5,6

Crop diaframma f/5,6

 

Diffrazione diaframma f/11

Crop diaframma f/11

 

Diffrazione diaframma f/32

Crop a f/32: il crollo della nitidezza causato dalla diffrazione, rispetto ai diaframmi più aperti, è evidente.

 

Bene, una volta capito il fenomeno, veniamo a come questo dovrebbe influenzare il nostro modo di fotografare. Innanzitutto teniamo presente che qualsiasi obiettivo darà il meglio di sé ad aperture intermedie. Per esempio un obiettivo con apertura massima f/2,8 avrà quasi sicuramente il picco di nitidezza tra f/4 ed f/8. A diaframmi più chiusi la nitidezza calerà inesorabilmente.

Se vogliamo la massima nitidezza quindi chiudiamo di uno stop il nostro obiettivo, ma non andiamo oltre f/8 o f/11.

Significa questo che dovremmo sempre evitare di scattare con diaframmi più chiusi? Noi di Phototutorial pensiamo di no. Se avete bisogno di una profondità di campo più estesa, garantitavi solo dal diaframma più chiuso, non preoccupatevi eccessivamente e chiudete il diaframma: la nitidezza sicuramente non sarà al top, ma questo sulla fotografia finale, che sia una stampa 30×45 cm o un’immagine con lato maggiore di 2048 pixel postata su Internet, sarà quasi impercettibile. Non dimenticate infatti che le immagini di esempio che vi abbiamo riportato sopra sono crop al 100%. Se guardate la fotografia nella sua interezza la differenza non è così eclatante.

Se vogliamo allungare i tempi di scatto conviene chiudere il diaframma o usare un filtro ND? La risposta non è semplice: chiudere il diaframma oltre certi valori influenza negativamente la nitidezza, ma anche un filtro davanti all’obiettivo lo fa, quindi in genere il risultato è equivalente.

Visto che comunque interviene la diffrazione a limitare la nitidezza di un obiettivo, conviene acquistare fotocamere ad alta densità di pixel come le APS-c attuali che arrivano a 36mp? La risposta è sì: specie se usiamo obiettivi luminosi. Ad aperture di f/2,8, di f/4, di f/5,6, le fotocamere continueranno a darvi un vantaggio di risoluzione, mentre man mano che si chiude il diaframma, all’incirca da f/8 in poi, questo vantaggio rispetto ad una fotocamera con meno megapixel andrà diminuendo sensibilmente. In altre parole se volete il massimo dalle vostre reflex di ultima generazione dotate di tantissimi megapixel dovete pensare all’acquisto di obiettivi luminosi e di qualità.

C’è modo di intervenire sulla diffrazione per diminuirne l’impatto sulle nostre fotografie? Allo stato attuale no. E’ un fenomeno fisico con il quale dobbiamo per forza fare i conti. Però basta evitare di farsi troppi problemi e chiudere il diaframma a valori minimi solo quando è necessario.
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