Come fotografare… lo Star Trail

La fotografia di star trail: eccoci dunque. Nel primo articolo di questa serie abbiamo visto come fotografare gli astri nel cielo abbinati al paesaggio (Come fotografare… le stelle), abbiamo visto e provato come sia possibile realizzare foto di questo tipo anche con ottiche kit di base.

Abbiamo provato, sperimentato e capito quali sono più o meno i valori adatti per riuscire ad avere il miglior risultato con l’ attrezzatura in nostro possesso.

Così, dopo aver preso mano con la procedura di base per le stelle ferme, ci accorgiamo che il tutto risulta essere piuttosto breve e quindi, perché no? Potremmo pure pensare di affrontare il secondo passo che tratta delle famose “scie di stelle” o più conosciute come Star Trail.

startrail,star trail

Uno startrail ottenuto con un tempo di scatto di circa un’ora.

 

Anzitutto è bene sapere che, prima del digitale, lo startrail era probabilmente il tipo di “astroscatto” più in voga e “di moda”, proprio per la sua semplicità e richiesta di nessun tipo di attrezzatura aggiuntiva, se non il pulsante di scatto remoto (ai tempi la “siringa”).

Ma come si fotograferanno questi cerchi nel cielo? Perché a volte sono cerchi e altre sono linee oblique?
Che ci crediate o meno, potrebbe essere ancora più facile rispetto al fotografare le stelle ferme.
Badate bene però che questo “livello di difficoltà” dipende dal “modus operandi”: esistono infatti due modi di realizzare lo startrail: uno molto molto semplice (scatto unico) e un altro un pochino più difficile e sicuramente molto più macchinoso (scatto composito).

Anzitutto è bene sapere che, prima del digitale, lo startrail era probabilmente il tipo di “astroscatto” più in voga e “di moda”, proprio per la sua semplicità e richiesta di nessun tipo di attrezzatura aggiuntiva, se non il pulsante di scatto remoto (ai tempi la “siringa”).

Ma entriamo nei dettagli ed esaminiamo bene cosa ci serve, innanzitutto, per realizzare uno scatto di startrail:

  • reflex (non importa quale né il suo costo e/o le sue qualità, ma è preferibile che abbia la funzione BUL-B);
  • obiettivo (in realtà non importa molto anche in questo caso quale e/o le sue qualità);
  • treppiede (molto importante invece che sia stabile e prestante);
  • pulsante di scatto remoto (facoltativo, dipende dal modus – scatto unico o scatto composto – e dalla reflex);
  • battery grip (facoltativo, dipende dal modus e dalla durata dello startrail);
  • paraluce, coprioculare (fondamentale averli per entrambi i modus);
  • copertura antipioggia, ventilatore portatile, fascia termica (facoltativi, vedremo poi);
  • qualsiasi cosa possa servire a farvi passare il tempo (solo modus scatto unico).

 

startrail2

 

Come vedete, non è necessario avere chissà quale tipo di attrezzatura fotografica. Sottolineo ancora l’ importanza del cavalletto, invece: la macchina deve stare FERMA per tutto il tempo dello startrail, qualsiasi modus decidiamo di usare… perciò portatevi il treppiede più stabile, pesante e prestante che avete, che abbia una testa che regga perfettamente il peso della vostra reflex + obiettivo e che sia “piombabile”: i Manfrotto per esempio hanno una plastica removibile alla base del tubo centrale, sul quale è possibile appendere qualcosa di pesante. Altri hanno un gancio ma trovo che la soluzione dei Manfrotto sia la migliore, poiché si vincola direttamente il tubo: vi consiglio dei sacchetti con della sabbia o del riso, legati al tubo centrale per mezzo di una corda o molto semplicemente con dei lacci per scarpe.

Vediamo invece a cosa servono gli altri accessori di cui abbiamo parlato.

  • Il pulsante di scatto remoto (o telecomando) è meglio averlo poiché così sarete certamente sicuri di non interferire in nessun modo nel risultato del vostro scatto, qualsiasi modus decidiamo di scegliere. È preferibile avere un telecomando con controllo di scatto remoto “intervallometro” nel caso sceglieremo il modus “composito” che analizzeremo dopo. Tuttavia, se la vostra reflex lo permette, potete comunque “arrangiarvi” utilizzando l’intervallometro presente fra le opzioni menu allo stesso modo di quello remoto, in alcuni casi anche già sovrapponendo gli scatti e componendo l’ immagine.
  • Il battery grip: risulta essere necessario se decideremo di realizzare uno startrail composito di svariate ore e quindi andremo continuamente ad interagire con la macchina, risulta comunque una sicurezza in più in entrambe i casi.
  • Paraluce e coprioculare: sono fondamentali per lo stesso motivo per cui li abbiamo utilizzati per gli altri scatti notturni e cioè limitano le infiltrazioni da fonti di luce limitrofe e in questo caso, se scegliamo il modus “scatto unico” è vivamente consigliato l’ utilizzo. Inoltre il paraluce è sempre una garanzia in più contro cadute notturne accidentali…
  • Copertura antipioggia, ventilatore portatile, fascia termica: ebbene, sempre dopo esserci accertati delle condizioni meteo, potremmo decidere di portarci dietro uno o due di questi accessori… la copertura antipioggia può servirci specialmente per startrail a scatto singolo, se decidiamo di “abbandonare la macchina” e rifugiarci in tenda o fare altro; il ventilatore portatile possiamo posizionarlo a tagliare l’aria nei pressi dell’obiettivo, onde evitare l’addensarsi di umidità specie se siamo in nottate di piena foschia e non si muove una foglia; la fascia termica è un must se si scatta in zone montuose con neve o comunque molto fredde e la si applica attorno all’obiettivo (vi sono quelle in vendita con una resistenza interna che scalda la fascia oppure possiamo adottare una rimedio “rustico” tagliando un calzettone o una manica di maglione in lana e vestire il nostro obiettivo).

 

Abbiamo tutto pronto? Bene. Come sempre mi raccomando: batterie cariche, scheda SD inserita, torcia al seguito e attrezzatura. Per eseguire i due modus di startrail (ma creare scie circolari o diagonali) dobbiamo conoscere un attimo il cielo la notte: dobbiamo sapere dov’è la stella polare Nord (questo vale per noi Europei) Perché? Perché essa è il nostro punto di riferimento fotografico, ancor prima dello scenario o del soggetto che vogliamo includere nella nostra foto. Dobbiamo infatti letteralmente:

  • puntare una stella polare: questo per ottenere uno startrail circolare poiché fotograficamente parlando essa si trova in “prossimità” (passatemelo) del Nord Celeste ossia il centro rotatorio delle stelle;
  • identificare una stella polare e ruotare di 90° a destra o sinistra: questo per ottenere uno startrail in stile “pioggia” con delle linee oblique. In questo modo avremo in foto gli estremi dei due moti stellari che si congiungono in un unico disegno di linee oblique!
star trail

Per avere uno star trail “circolare” dobbiamo puntare l’obiettivo verso la stella polare.

 

È fondamentale quindi saper identificare la stella polare, nel nostro caso, Nord, come fare? Nell’immagine sottostante mi sono divertito a fotografare le costellazioni più importanti proprio per questo motivo. È, infatti, grazie all’ Orsa Maggiore, Orsa Minore e Cassiopea che potremo facilmente trovare la stella polare Nord (indicata in rosso).

Per lo star trail circolare è fondamentale saper individuare la Stella Polare.

Per lo star trail circolare è fondamentale saper individuare la Stella Polare.

 

Prendiamo, comunque, come esempio sempre l’ obiettivo kit standard.
A questo punto scegliamo: scatto singolo oppure scatto composito?

Scatto Singolo: una volta messa a fuoco la stella, consiste semplicemente nel premere il pulsante di scatto e lasciare lo specchio sollevato finché volete (o finché la vostra reflex lo permette: molte reflex “staccano automaticamente” e concludono lo scatto per prevenire surriscaldamenti, altre consentono di scattare finché la batteria lo permette). Attenzione: lo scatto singolo è il più facile ma anche il più pericoloso. Eseguire una lunga esposizione può portare a seri malfunzionamenti della vostra reflex e riduce la vita del vostro sensore. Tuttavia lo startrail risulta essere perfetto, senza nessuna interruzione della continuità della scia, proprio perché lo scatto non è mai stato interrotto.

IMPOSTAZIONI: a 18mm, per uno scatto panoramico, stelle a fuoco.

Tempi indicativi e impostazioni approssimative per un cielo terso:
15min – ƒ/4 – iso 200

30min – ƒ/4 – iso 100

1 h – ƒ/5.6 – iso 100

2 h – ƒ/8 – iso 100

4 h – ƒ/11 – iso 100
Si posiziona la ghiera dei programmi della vostra reflex su B (BulB) e si scatta (o da corpo impostando, se possibile, la macchina di modo che si possa disabilitare la sessione ripremendo il pulsante di scatto; oppure da controllo remoto). Facile vero? A questo punto non resta che attendere.

Come avrete notato: più aumenta il tempo d’ esposizione, più il diaframma si dovrà chiudere (giustamente). Comunque per ottenere una buona qualità dell’immagine conviene usare sensibilità ISO basse.

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Scatto composito: una volta messa a fuoco la stella, consiste nell’eseguire delle sessioni fotografiche di pari durata (es: 30″) da riunire successivamente con l’ utilizzo di appositi programmi. L’intervallometro, in questo modus, ci torna utilissimo!
Attenzione: sebbene con questo tipo di scatti affatichiamo molto meno l’ elettronica del sensore, ricordiamoci che potrebbero essere necessari anche 300 o 400 scatti per una sola fotografia e che, quindi, andiamo ad impegnare il lato meccanico della reflex, con conseguente usura (fino al 400% per una singola foto…). Lo startrail comunque risulta molto buono e omogeneo anche se non perfettamente continuo (dipende dalla ricostruzione del vostro software).
IMPOSTAZIONI: a 18mm, per ogni scatto panoramico, stelle a fuoco.
30 secondi – ƒ/3,5 – ISO 1600

2 minuti – ƒ/5,6 – ISO 400

5 minuti – ƒ/8 – ISO 400

Importantissimo: impostare UN UNICO bilanciamento del bianco fisso per tutti gli scatti, mai lasciarlo in Auto, potreste ritrovarvi tonalità diverse fra i fotogrammi che ricomporranno la foto.

 

Altra accortezza. Le reflex attuali impostano di default, quando si usano i tempi lunghi, l’opzione Noise Reduction (NR), chiamate NR low ISO, NR Slow Speed Reduction etc. etc. (verificare nel proprio menù) che ci permettono di contenere il rumore che si crea durante questi tipi di scatti. LA reflex in pratica dopo lo scatto effettivo genera un altro scatto della stessa tempo per sottrarre, tramite software il rumore. Questo significa che se l’opzione NR è attiva, dopo uno scatto, ad esempio di un’ora, la reflex farà uno scatto ulteriore della durata di un’altra ora. Perciò, se questa opzione è attiva sappiate che la reflex non è rotta ma elabora un dark frame post scatto e fa tutto questo in automatico per restituirvi un’ immagine già più pulita… ma sappiate anche che è comunque uno scatto che consuma batteria e la vita del sensore. Se non volete aspettare potete escludere questa funzione e fare alla vecchia maniera ossia come quando la funzione NR non era presente (più o meno fino al 2009 salvo corpi macchina molto costosi).

Infatti, prima di questa opzione, veniva utilizzato il Dark Frame. Cos’è? Ebbene è la stessa identica cosa che la vostra macchina ora fa in automatico. Il Dark Frame consisteva nel fare uno scatto della stessa durata e delle stesse impostazioni utilizzate nello scatto precedente ma completamente buio, ossia con tappo copriobiettivo e tappo coprioculare inseriti. Questo poi veniva sottratto, in post produzione, allo scatto originale per diminuire i vari tipi di rumore: luma, color ma anche l’ amp glow (che vi spiegherò su richiesta).

Torniamo al modus operandi. Come abbiamo capito il modus scatto unico rende facilissime le cose, tuttavia è un rischio e lo consiglierei durante le nottate invernali per via delle temperature decisamente più basse. Il modus a scatto composito invece ci impegna maggiormente… in nostro aiuto può intervenire l’intervallometro (che possiamo trovare su alcune reflex nel menù apposito… o possiamo comprarlo a poche decine di euro, è un remoto beeper evoluto con timer e impostazioni programmabili che ci permette di poterci comunque dedicare ad altro). Se siete comunque abbastanza abili per quanto riguarda Lightroom o Photoshop, potreste comunque fare una lunga esposizione notturna dedicata solamente alla parte del terreno di modo da poter montare il tutto assieme allo scatto composito, come? Vedremo poi nel prossimo articolo!

star trail

Fotografia scattata con un 50mm e un tempo di circa 5 minuti.

Perché vi ho scritto che non è necessario uno specifico obiettivo? Chiarisco subito: meno millimetri avete, più scena inquadrerete. Quindi, se ben ricordate, con la regola del 600 un grandangolo ci avvantaggia poiché ci permette di non notare subito dello startrail, allungando così i tempi di esposizione. In questo caso invece possiamo scegliere senza problemi quale lunghezza focale utilizzare poiché comunque ricerchiamo questo particolare effetto. Possiamo quindi scegliere se: fare un panorama notturno e quindi dedicarci ad un lungo startrail di qualsiasi modus sia oppure identificare un soggetto (es: un albero o una statua) e usare una lunghezza focale più lunga, restringendo così i tempi per uno startrail evidente.

A disposizione per ulteriori chiarimenti nei commenti!

 

L’autore

Mi chiamo Giovanni Corona, classe 1982, faccio della fotografia la mia più viva e ardita passione.
Studiare la reflex, capirne i funzionamenti, sperimentare nuovi approcci, capire la composizione fotografica, seguire le regole e poi infrangerle con consapevolezza: questi sono gli ingredienti per la realizzazione delle mie fotografie, seguite da un pizzico di stile personale.
Sono propenso e quindi maggiormente esperto riguardo la fotografia astroscape e tutte le sottocategorie che compongono il fantastico mondo delle foto eseguite la notte o in condizioni di scarsa luce.
Giovanni Corona
Potrete trovare le mie foto principalmente su:
By | 2017-01-27T18:17:45+00:00 14 gennaio 2016|Come fotografare..., Uncategorized|0 Comments

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