Come fotografare le stelle: sviluppo ed elaborazione dei RAW

Eccoci al terzo “episodio” che ci vede rientrare a casa, poggiare le chiavi, sistemarci comodi e visionare i nostri RAW scattati durante la (o le) sessioni fotografiche in cui abbiamo cercato di mettere in pratica le nozioni degli articoli:

Come fotografare… le stelle

Come fotografare… lo star trail.

 

Adesso è giunto il momento di capire meglio quello che abbiamo creato e come cercar di “tirare fuori” un’ immagine pressoché buona con i mezzi a disposizione.

Questo sarà un primo articolo che tratterà alcune premesse fondamentali pre “sviluppo” del file RAW e si evolverà poi, in successivi articoli, con alcuni consigli riguardo la post produzione di base particolarmente necessaria per questa tipologia di scatti.

Vorrei iniziare subito chiarendo un principio molto molto importante riguardo gli scatti notturni: l’interpretazione influirà tantissimo su questi tipi di scatti poiché essi subiscono, per forza di cose, una manipolazione tale che è inevitabile che il risultato vari molto da persona a persona, per un semplice fattore:  quale? la mancanza di luce ovviamente!

Se di giorno, la luce ci permette di creare delle belle (o talvolta splendide) fotografie senza, probabilmente, bisogno di particolari ritocchi (o aggiustamenti), la notte diventa tutto più difficile poiché il nostro occhio si trova al buio (o quasi…) perciò la prima cosa di cui ci accorgiamo al pc è che i colori “non quadrano” perchè noi stessi senza luce soffriamo la mancanza della percezione del colore. Il nostro modo di “sviluppare” una fotografia notturna spesso si basa sul “ricordo” (o fantasia) del colore. Fateci caso, immaginiamo una prateria:

  • in una bella giornata di sole sarà verde vivo;
  • in una giornata cupa sarà di un verde intenso ma spento;
  • sotto la luce lunare sarà di un verde spento, slavato, grigiastro;
  • sotto la luce artificiale LED sarà di un verde quasi cianotico, molto freddo;

ora prova ad immaginare l’erba quasi al buio. Sei sicuro di distinguerne il colore o forse è un ricordo di come dovrebbe essere?

Quindi non dobbiamo meravigliarci nell’osservare fotografie notturne molto colorate, semplicemente è bene sapere che è abbastanza difficile ottenere dei colori la notte, ancor di più i colori vivi/veri ed è quindi lecito parlare di manipolazione/viraggio poiché sostanzialmente la notte si ha una situazione quasi da bianco e nero.

Difatti come esperimento si potrebbe anche lavorare un RAW in bianco e nero ed aggiungerci noi, in seguito, del colore. Sarebbe sia interessante sia sorprendente il risultato che può venirne fuori.

Ma allora come può la reflex catturare del colore in modo corretto in una fotografia notturna?

Come riesce a definire i colori? Ebbene, come scritto nel primo articolo, la nostra reflex ci vede benissimo e le basta un quantitativo di luce infinitesimamente piccolo rispetto al nostro occhio, per riuscire a catturare delle immagini notturne, specialmente se stiamo considerando delle reflex di ultima generazione. Inoltre, ricordi il bilanciamento del bianco? Ebbene è determinante in questi casi poiché è uno strumento che compensa e regola la temperatura colore in base a un tipo di luce che l’occhio fa fatica (o non riesce) a distinguere.

Quando andremo, perciò, ad aprire il nostro file RAW noteremo che è a colori ma molto più povero di quanto già non lo sia riguardo uno scatto eseguito con un minimo di luce. Proprio per questo le prime cose che riusciremo a distinguere sono:

  • le stelle, la luna, la via lattea;
  • l’inquinamento luminoso (ed ecco il perché bisogna evitarlo come la peste!);
  • eventuali forme, sagome su cui rimbalza la fievole luce presente (residua e/o proveniente da chissà quale paese lontano o perfino dalle stelle stesse, riflessa dall’umido o semplicemente illuminando la zona d’interesse con una torcia fin dove possibile);

spesso ci affanniamo a confrontare e interessarci ai dati di scatto o alla reflex con cui è stato eseguito e la maggioranza delle volte sbagliamo, poiché, se abbiamo fatto tutto correttamente, siamo riusciti ad ottenere uno scatto buono con attrezzatura base.

Specificato questo, esamino un mio file RAW, ti faccio vedere quali operazioni di base attuo e t’invito a seguirmi passo passo con un tuo file. Io uso, come programma di sviluppo del RAW, Camera RAW, perché offre dei vantaggi di cui ti parlerò strada facendo. Se però hai altri software cerca di seguire il tutorial trovando i comandi simili di cui comunque il tuo programma dispone.

Dunque, ecco il file di partenza aperto con Camera RAW.

Foto stelle elaborazione raw 1

 

Ecco cosa c’interessa:

  • prendere in esame il fotogramma per individuarne i fondamentali;
  • cercare di correggere/bilanciare il tutto per un miglior risultato.

Per ora, tutto è inalterato: come ti scrivevo, le uniche parti colorate sono quelle in cui la luce è presente ma scopriremo che in realtà è un po’ ovunque. Possiamo comunque renderci conto che questo RAW già evidenzia quello che l’occhio, dal vivo, a malapena percepisce.

Ricordando che, su “Come fotografare… le stelle” ti suggerii di usare un valore ISO più basso rispetto a quello che consigliano di solito gli esperti, ora ti andrò a spiegare il perché:

se osservi questo (o il tuo) RAW noti che è più scuro di quello, magari, dell’amico che ti consiglia ISO più alti. È normale, non fa una piega. Fa sicuramente più scena quello dell’amico che ha scattato usando ISO alti, se li osserviamo nello schermetto della reflex, tuttavia non alzare gli ISO in maniera spropositata ha sempre e comunque il suo piccolo grande vantaggio: quale?

Immagina che la luce sia un bicchiere di ottimo vino. Ora immagina la scala ISO come fosse una bottiglia d’acqua di 2 lt. Se noi volessimo, a questo punto, ottenere 2 lt di vino ci basterebbe mischiare l’acqua con il vino ed avremmo una quantità di liquido roseo pari a 2 lt ma sapremmo benissimo che non è la stessa cosa che avere 2 lt di ottimo vino, anzi!

Stessa cosa per quanto riguarda l’aumentare il valore ISO: non significa che il sensore catturerà più luce (non è una pellicola intercambiabile, non si trasforma!!! ) semplicemente misurerà sempre lo stesso TOT di luce e, a seconda del valore ISO impostato, produrrà un impulso elettrico di risposta adeguato che avrà un certo valore. Insomma una sorta di amplificatore (dei quali in effetti è dotato) e, come tutti gli amplificatori, il fattore disturbo (o, in fotografia, RUMORE) va ad inserirsi in quello che è il segnale puro (in fotografia, la luce).

Quindi, ricapitolando, ha senso impostare valori troppo alti di ISO? Se si parla di attrezzatura base è meglio non esagerare appunto. In ogni caso valori troppo bassi non ci permetteranno di avere un file lavorabile, troppo alti non ci permetteranno di avere un file di qualità. Ecco perché ti consigliai un range specifico per fotocamere APS-C di 800 – 1600 ISO e non di più.

Tutto quello che dovremo fare, poi, è ri-alzare del necessario il valore dell’ esposizione da Camera Raw

Foto stelle elaborazione raw 2
Magicamente sono venute fuori tante altre sfumature, la qualità non è eccelsa ma vorrei farvi notare come il cielo sembri quasi esente dal rumore, stesso discorso per le parti ben delineate degli edifici.
Restano due cose importanti da fare:

  • compensare l’inquinamento luminoso;
  • rendere gradevoli le zone in ombra (che in precedenza erano praticamente nere).

Foto stelle elaborazione raw 3

 

In questa terza figura possiamo renderci conto di quanto siano potenti, nella loro semplicità, gli strumenti di regolazione di Camera Raw. Sebbene si tenda sempre a pensare che questo programma è meglio di quest’altro basandoci solo su quello che si vede a campione su Internet o con tutorial molto veloci su youtube riguardo denoiser (riduzione del rumore) e procedure di Photoshop più complesse, in realtà conta moltissimo impostare bene lo scatto ed impostare ancor meglio da Camera Raw. Insomma crearsi la buona base. È bastato “buttar giù” le luci per diminuire drasticamente l’inquinamento luminoso (lasciando comunque un gradevole alone non invasivo) e, attenzione, alzare i neri ed abbassare un po’ le ombre. Così facendo si “ammorbidisce” quella dose di rumore dovuta alla scarsa quantità di luce presente in quella zona di ripresa. Senza nessun denoiser !!!!

Inoltre, seppur la reflex abbia dato un certo tot di bilanciamento del bianco, ti consiglio di provare ad impostare in “auto” anche da Camera Raw, per ripulire ed uniformare il tutto (successivamente, se necessario, potrete virare leggermente a vostro piacimento).

Certo, non è il massimo dello scatto (è uno scatto d’esempio appunto), ma considerando che si tratta di un sensore APS-C da 24mpx direi comunque che il risultato non è male e spero che anche il tuo sia risultato molto simile.

Hai inoltre visto che i colori sono venuti fuori ma un pochino diversi da come ce li ricordiamo no? Per il semplice fatto che sono, appunto, frutto della primaria interpretazione della matrice Bayer della nostra Reflex e che questa è influenzata da un miscuglio di varie fonti luminose molto deboli.

Vedremo, nei prossimi articoli, come ottimizzare il colore, sempre in maniera molto semplice, senza particolari software o chissà quale stratagemma.
Al prossimo articolo dunque e ricorda: per uno scatto di questo tipo non è necessaria chissà quale attrezzatura ne, tantomeno, avere per forza la via lattea in cielo. Insomma: provare provare provare… è la scuola migliore!

 

L’autore

Mi chiamo Giovanni Corona, classe 1982, faccio della fotografia la mia più viva e ardita passione.
Studiare la reflex, capirne i funzionamenti, sperimentare nuovi approcci, capire la composizione fotografica, seguire le regole e poi infrangerle con consapevolezza: questi sono gli ingredienti per la realizzazione delle mie fotografie, seguite da un pizzico di stile personale.
Sono propenso e quindi maggiormente esperto riguardo la fotografia astroscape e tutte le sottocategorie che compongono il fantastico mondo delle foto eseguite la notte o in condizioni di scarsa luce.
Giovanni Corona
Potrete trovare le mie foto principalmente su:

 

By | 2017-01-27T18:13:46+00:00 25 febbraio 2016|Camera chiara, Come fotografare...|2 Comments

2 Comments

  1. Marco febbraio 25, 2016 at 3:27 pm - Reply

    Camera RAW va impostato a 16 bit, nelle schermate vedo Adobe RGB 8 bit!
    Se lasci le impostazioni di default, usi solamente 8 bit dei 14 di un RAW Pentax. Perdi per strada un sacco di informazioni utili alla postproduzione…

    • Giovanni Corona febbraio 26, 2016 at 1:29 pm - Reply

      ciao Marco… come scritto è un esempio (mi sono concentrato su altro)… sei andato a cercare il pelo nell’ uovo. Ma hai fatto bene a ricordarlo, dimenticanza mia. Grazie!

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