Come fotografare… lo sport

La fotografia di sport è davvero molto affascinante. Riuscire a cogliere l’attimo nel quale l’atleta esprime tutta la propria forza o la propria grazia, il momento del goal o quello dell’esultanza, la gioia dei tifosi o la delusione per la sconfitta… forse perché lo sport è una metafora della vita, le fotografie ben fatte di eventi sportivi ci toccano, ci commuovono, ci esaltano. Non a caso i grandi poeti e i grandi scrittori, da Leopardi a Saba a Pasolini, hanno mostrato un grande interesse per lo sport e ne hanno tratto spunto ed ispirazione.

Fotografia di Gianni Filonzi.

Mostrare il punto culminante dell’azione, lo sforzo degli atleti, è lo scopo della fotografia di sport (fotografia di Gianni Filonzi).

 

Tuttavia la fotografia sportiva non è certo un genere semplice, soprattutto perché richiede attrezzatura specifica ma, soprattutto, una grande abilità da parte del fotografo, che deve essere in grado, letteralmente, di prevedere cosa accadrà per essere pronto allo scatto.

In questo tutorial del nostro corso di fotografia quindi ci soffermeremo su alcuni aspetti, sia tecnici che “di metodo”, che ci permetteranno di cimentarci con soddisfazione con la fotografia di eventi sportivi.

 

  • Cominciamo dalla cosa più difficile in assoluto: come essere ammessi agli eventi sportivi per fotografarli?

Per alcuni sport è relativamente semplice: basta comprare il biglietto e sedersi al proprio posto per avere una visione dell’evento che ci permette di fare buone foto. Però in genere si tratta di un’eccezione: di rado infatti il miglior punto di vista è quello delle gradinate. In genere per fare dei buoni scatti bisognerebbe stare ai bordi del terreno di gioco, o della pista, e questo è permesso solo ai fotografi professionisti accreditati. Questo però vale sopratutto per gli eventi più importanti: le partite dei campionati professionistici maggiori, le Gare di formula 1 o del Motomondiale, ecc… Essere ammessi ai posti migliori per i fotografi, in questi eventi, è davvero difficile, se non si è fotografi professionisti e non si hanno i necessari accrediti.

Fotografia di Aldo Matrisciano‎.

Talvolta si possono fare buone foto anche dalle gradinate o dai posti riservati ai normali spettatori, come in questo caso (fotografia di Aldo Matrisciano) però sarebbe meglio stare a bordo pista, nelle aree riservate ai fotografi accreditati, per avere una prospettiva migliore, come nella foto che segue… purtroppo però spesso non è semplice ottenere i permessi, specie negli eventi sportivi più importanti, a carattere nazionale o internazionale‎.

 

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Una fotografia scattata da una postazione situata a livello della pista, nelle aree riservate ai fotografi professionisti ed accreditati. L’immagine appare più gradevole e naturale. Nelle corse di importanza minore forse possiamo riuscire a convincere i commissari a farci sostare per un po’ in una zona più favorevole agli scatti fotografici. Tentar non nuoce, ma attenzione a rimanere nei limiti del lecito e della sicurezza! (Fotografia di Carlen).

 

Fortunatamente, con gli eventi “minori”, quelli locali o regionali, in genere riuscire a posizionarsi in un punto favorevole è più semplice. Bisogna avere un po’ di faccia tosta. Parlare con i responsabili della sicurezza, magari con gli organizzatori dell’evento, oppure con un dirigente della squadra di casa. Magari in cambio di qualche fotografia gratuita ci permetteranno di scegliere una postazione adatta a bordo campo o nelle vicinanze. Magari dopo un po’ cominceremo ad essere conosciuti nell’ambiente e diventerà sempre più facile riuscire ad entrare agli eventi, anche come fotografi semi-ufficiali o addirittura ufficiali.

Fotografia di Luigino Vettorato.

Per fare belle fotografie di sport è meglio essere a bordo campo, all’altezza degli atleti e dell’azione, per una migliore prospettiva. Per farlo ci vuole un po’ di faccia tosta, chiedere permessi, farsi amici organizzatori e dirigenti. Nei campionati minori però questo è tutt’altro che difficile (fotografia di Luigino Vettorato).

 

 

  • L’attrezzatura

Parliamo adesso dell’attrezzatura fotografica. Naturalmente essa dipende in gran parte dallo sport che vogliamo fotografare. Soprattutto distanza che ci sarà tra gli atleti impegnati nell’azione e il fotografo.

 

teleobiettivo zoom

Uno zoom tele spesso è l’ideale per la fotografia di sport. Meglio se luminoso, quindi con apertura di diaframma f/2,8.

In genere però occorrono i teleobiettivi. E più sono lunghi meglio è. Questo vale soprattutto per gli sport motoristici, il calcio e altri contesti dove l’azione si svolge abbastanza lontano. Se un 500mm f/4 è un po’ troppo costoso per le nostre tasche, una soluzione potrebbe essere offerta dai più economici zoom tele che adesso si trovano sul mercato, con escursione che va da 150mm a 400mm (molti zoom, specie di produttori universali, ormai arrivano anche a 600mm). Sono meno luminosi ma più maneggevoli e leggeri, e inoltre la possibilità di zoomare permette di gestire meglio l’inquadratura e lavorare a distanze diverse. Sono ottimi quindi nei contesti nei quali il terreno di gioco è vasto e le azioni si svolgono sia più vicino che più lontano rispetto alla nostra postazione (il caso della partita di calcio è emblematico).

Per altri sport come la corsa su strada o il ciclismo potrebbero essere indicate perfino le ottiche grandangolari, dato che gli atleti passano a pochissimi metri dagli spettatori.

Per gli sport indoor, come la pallavolo o la pallacanestro un medio tele, 70-200mm, meglio se luminoso (f/2,8) dato che l’illuminazione potrebbe non essere troppo forte, e che i diaframmi aperti ci permettono di calibrare meglio la profondità di campo.

 

Utilizzando una fotocamera formato aps-c avremo il vantaggio del fattore di crop, che ci permette di “avvicinarci” maggiormente al soggetto. Con una fotocamera full frame, invece, avremo il vantaggio di poter utilizzare sensibilità più alte, oltre ad una gamma dinamica ed una resa qualitativa generalmente migliori. Nella fotografia di sport, infatti, la nitidezza e la qualità dell’immagine spesso sono determinanti.

A proposito di nitidezza: sarebbe buono poter contare su obiettivi o sensore stabilizzati, per avere un “tempo di sicurezza” più lento. In alternativa, o in abbinamento allo stabilizzatore possiamo usare un monopiede (vedi anche il tutorial Evitiamo il micromosso).

Un monopiede ci consente di scattare con una certa stabilità evitando il micromosso, ed anche di stancarci di meno quando usiamo pesanti teleobiettivi.

Un monopiede ci consente di scattare con una certa stabilità evitando il micromosso, ed anche di stancarci di meno quando usiamo pesanti teleobiettivi.

Il monopiede risulta più comodo del treppiede in molte situazioni di fotografia sportiva, perché più maneggevole facile da spostare, ecc… Oltre che per la stabilità, ci aiuta anche a lavorare a lungo con attrezzatura pesante, come i teleobiettivi, che adoperare a mano libera per molte ore sarebbe estenuante.

 

Torniamo per un attimo alla fotocamera: la fotografia di sport è uno di quei generi nei quali le prestazioni tecniche del mezzo fotografico possono fare la differenza. Una fotocamera con vocazione professionale, dotata di autofocus rapido, efficiente e reattivo e di elevata cadenza di scatto (raffica) ci permetterà di avere molti più scatti buoni rispetto ad un modello più amatoriale.

Sempre parlando delle fotocamere, bisogna dire che nella fotografia di sport le reflex hanno ancora un netto vantaggio sulle mirrorless, proprio perché i sistemi autofocus delle prime sono superiori a quelli delle seconde. Inoltre, usando la reflex, conviene ancora scattare nella maniera tradizionale, usando il mirino, anziché il live-view.

 

  • La tecnica

Il consiglio tecnico più importante che possiamo darvi è quello di conoscere benissimo lo sport che vi accingete a fotografare. Solo se lo conoscete bene, infatti, sarete in grado di prevedere cosa sta per accadere, per essere pronti, e nella giusta posizione, nei momenti clou dell’evento al quale assistete. Vale la vecchia regola che si deve amare quello che si fotografa, per poterne cogliere l’essenza. In altre parole, se di uno sport non siete appassionati, forse è meglio che non lo fotografate.

Fotografia di Carlo Brozzo.

Per poter cogliere l’essenza di uno sport con le nostre fotografie dobbiamo conoscerlo benissimo, esserne noi stessi degli appassionati (fotografia di Carlo Brozzo).

 

Detto questo, cosa bisogna riuscire a cogliere? Naturalmente le cose da fotografare cambiano da sport a sport, ma il momento dell’azione, quello dell’espressione della massima concentrazione, del massimo sforzo, o del più elegante gesto atletico (che sia la derapata nel motociclismo su pista, il viso concentrato del maratoneta, o l’istante in cui il tennista colpisce la pallina, il salto del ginnasta…), l’attimo nel quale si concretizza la vittoria, o la sconfitta, l’esultanza e lo sconforto, sono comuni denominatori di ogni sport, i momenti da cogliere, da catturare con la nostra fotocamera, quando assistiamo ad un evento sportivo. E non dobbiamo dimenticare gli spalti, con le reazioni dei tifosi, che spesso sono altrettanto espressive e descrittive di quelle degli atleti.

Fotografia di Francesco Paolo Ferrandello‎.

Il viso espressivo del marciatore, che racconta la fatica e la concentrazione, ma anche il viso della spettatrice che applaude: quando si fotografa lo sport bisogna cogliere questi momenti (fotografia di Francesco Paolo Ferrandello)‎.

 

Fotografia di Luca Tiddia‎.

L’istante nel quale un atleta mette a segno il colpo o il punto è uno dei più belli, dal punto di vista estetico, della competizione sportiva: dobbiamo essere pronti a coglierlo (fotografia di Luca Tiddia)‎.

 

Nella fotografia di sport, quindi, la prontezza è tutto. Innanzitutto quella del fotografo che sa cosa aspettarsi e riesce ad anticipare gli eventi e a trovarsi al posto giusto nel momento giusto (o per meglio dire, con l’inquadratura giusta nel momento giusto), ma anche quella dell’attrezzatura. Abbiamo detto che autofocus e raffica possono fare la differenza. Ma se su quelli non possiamo intervenire, se non mettendo mano al portafoglio acquistando una fotocamera più prestante, sicuramente sulle regolazioni della fotocamera possiamo intervenire.

Ecco quindi alcuni suggerimenti operativi su come fotografare lo sport.

 

Il tempo di scatto

Il tempo di scatto nella fotografia di sport è fondamentale. Nella maggior parte dei casi si sceglie un tempo rapido (1/500 di secondo o anche più rapido) per “congelare” la scena. Altre volte però si può optare per un tempo più lungo, con lo scopo di effettuare un panning, o di ottenere un mosso artistico (vedi il tutorial La scelta del tempo di esposizione).

Fotografia di Giancarlo Mazzone‎.

Spesso lo scopo che si pone il fotografo è quello di fermare l’istante. In questo caso impostare un tempo di scatto rapido è fondamentale: tempi da 1/250 di secondo a 1/8000 di secondo consentiranno di “congelare” la scena (fotografia di Giancarlo Mazzone)‎.

 

Fotografia di Marco Lanfranchi‎.

Altre volte invece si possono usare tempi relativamente lunghi, ad esempio per ottenere un panning come questo, seguendo l’atleta con la fotocamera durante lo scatto (fotografia di Marco Lanfranchi‎).

 

Il fattore comune a queste due esigenze è quello che bisogna stabilire in anticipo il tempo di scatto, avere la piena padronanza di questo parametro.  E’ per questo che nella fotografia sportiva spesso si opera utilizzando la modalità espositiva Priorità ai tempi di scatto, denominata T o S sulla ghiera dei modi della fotocamera.

 

Ghiera dei modi

La modalità “Priorità al tempo di scatto” (indicata con il simbolo S o T sulle fotocamere) consente al fotografo di selezionare il tempo di esposizione: la fotocamera regolerà il diaframma in modo da garantire la corretta esposizione.

 

Usando la modalità Priorità ai tempi impostiamo noi il tempo di scatto desiderato, rapido se vogliamo bloccare l’azione, più lungo se vogliamo provare il mosso o il panning, mentre la macchina fotografica si occuperà di impostare il diaframma idoneo ad ottenere la giusta esposizione.

 

La sensibilità ISO

La cosa migliore da fare è quella di lasciare anche la sensibilità ISO impostata su automatico. In questo modo la fotocamera cercherà comunque di tenere la sensibilità su livelli bassi, ma se fosse impossibile garantire la corretta esposizione con il tempo di scatto scelto, una volta aperto al massimo il diaframma, provvederebbe automaticamente ad alzare la sensibilità. Se la sensibilità salisse troppo, ovviamente la foto potrebbe presentare una quantità elevata di rumore (vedi il tutorial La sensibilità). In questo caso sarà necessario scegliere se preferiamo foto meno “ferme” o meno rumorose, quindi se aumentare un po’ il tempo di esposizione, o tenerci la sensibilità ISO alta.

In genere una foto rumorosa è comunque migliore di una foto non perfettamente ferma, specie nella fotografia di sport. Al limite, se il rumore fosse davvero eccessivo, c’è sempre la possibilità di trasformare la fotografia in bianco e nero, dove il rumore risulta più piacevole assomigliando di più alla grana delle pellicole ad alta sensibilità di una volta.

 

Il bilanciamento del bianco

Se scattiamo all’interno di un palazzetto o di un tendone, oppure all’aperto in condizioni di luce mista (luce naturale più lampioni), un fattore a cui prestare attenzione, se scattiamo in formato Jpeg, è il bilanciamento del bianco. Non sempre, infatti, il bilanciamento automatico garantisce i migliori risultati con tutti i tipi di luce artificiale esistenti. Ci conviene quindi fare qualche scatto di prova per assicurarci che il bilanciamento funzioni bene. Se si generano dominanti, conviene procedere ad un bilanciamento del bianco manuale. Tutto questo, ripetiamolo, se scattiamo in Jpeg. Se invece scattiamo in RAW, non dobbiamo preoccuparci perché imposteremo, eventualmente, il bilanciamento del bianco in fase di “sviluppo”.

Naturalmente anche per la fotografia di sport vale il principio che se vogliamo ottenere il massimo, in termini di qualità, dai nostri scatti, conviene scattare in RAW (vedi il tutorial Quale formato: RAW o JPEG?).

 

Bene speriamo di averti dato degli spunti interessanti su come fotografare lo sport. Se hai dei dubbi o vuoi aggiungere qualcosa o semplicemente commentare non esitare a farlo. A noi farà piacere. Arrivederci alla prossima lezione del nostro corso di fotografia. :)

By | 2017-01-27T18:05:49+00:00 27 aprile 2016|Come fotografare..., Uncategorized|5 Comments

5 Comments

  1. Matteo aprile 29, 2016 at 9:12 am - Reply

    Ciao Luigi!
    Complimenti per l’articolo, molto completo e con parecchi “spunti” da cui prendere ispirazione!

    Interessante soprattutto la parte in cui parli dell’importanza del conoscere e *farsi conoscere*, valida non solo in campo sportivo ma un po in tutto il mondo fotografico.

    Parlando sempre di fotografia sportiva, più in particolare di come si diventa fotografi sportivi a livello nazionale in contesti come il calcio, il football americano, la pallavolo e il basket, vorrei consigliare ai tuoi lettori questo articolo scritto da una fotografa italiana davvero appassionata della sua professione:

    http://www.diventarefotografodavventura.it/diventare-fotografo-sportivo/

    Un saluto,
    Matteo

    • Phototutorial aprile 29, 2016 at 10:05 am - Reply

      Grazie Matteo. :)

  2. Massimo maggio 21, 2016 at 4:06 pm - Reply

    Ottima presentazione sulla fotografia sportiva, ma sulle impostazioni della fotocamera, a parte l’utilizzo della modalita’
    Che tipo di esposizione ? Valutativa a media, ecc…
    Solo punto centrale di messa a fuoco o piu’ punti ?
    Grazie e complimenti per il sito
    Massimo

    • Phototutorial maggio 31, 2016 at 4:05 pm - Reply

      Ottimi spunti Massimo, aggiorneremo l’articolo. :) Grazie.

  3. Claudio febbraio 11, 2017 at 12:27 am - Reply

    Com’é possibile eseguire una foto con effetto panning ed avere il soggetto perfettamente fermo, senza essere nemmeno un po’ mosso, non si tratta di un fotogramma estrapolato da una ripresa video?

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