Quale formato: RAW o JPEG?

Le fotocamere reflex (e anche molte bridge, nonché le nuovissime mirrorless) permettono di salvare le fotografie in diversi formati. In genere è possibile scegliere tra il formato JPEG, salvabile a diverse risoluzioni, e il formato RAW. Alcune fotocamere offrono anche il formato TIFF.

Menu per il salvataggio delle fotografie. Formato RAW o JPEG.

Il menu della fotocamera che permette di scegliere il formato dei file. Questa fotocamera consente di selezionare il formato RAW o il formato JPEG. L’opzione RAW+ serve per salvare le fotografie in entrambi i formati.

JPEG diverse risoluzione

Se si sceglie di salvare nel formato JPEG si può decidere anche la risoluzione del file

Quali sono le differenze tra i formati? Quale conviene scegliere per i nostri lavori?

Per capirlo è bene spendere due parole sui diversi formati.

Il formato JPEG, acronimo di Joint Photographic Experts Group, un comitato ISO/CCITT che ha definito il primo standard internazionale di compressione per le immagini a tono continuo, è uno standard di compressione completamente aperto e ad implementazione gratuita, diventato rapidamente il più utilizzato al mondo. Il motivo è presto detto, a fronte di una piccola, quasi impercettibile perdita di qualità, i file JPEG sono spesso di dimensioni molto minori rispetto ad altri formati, come il TIFF.

Il formato TIFF, acronimo di Tagged Image File Format, è un formato di file grafico bitmap (raster)  messo a punto nel 1987 dalla società Aldus (che oggi appartiene alla Adobe). Il TIFF permette di stoccare le immagini senza perdere qualità, indipendentemente dalla piattaforma o dalla periferica usata, fino a 32 bit per pixel. Si tratta di un formato molto utilizzato che però presenta un problema: le notevoli dimensioni dei file.

Il formato RAW (non si tratta di un acronimo, è una parola inglese che significa “grezzo”) salva invece il dati prodotti dal sensore della fotocamera senza elaborarli. In pratica non viene salvata un’immagine ma tutti i dati che la descrivono e che serviranno poi per ricostruirla. Siccome si tratta di dati elettronici, è possibile anche comprimerli fino a portarne le dimensioni a circa 1/3 dell’originale, senza alcuna perdita di qualità. Per ottenere l’immagine vera e propria sarà necessario “sviluppare” il RAW a posteriori con un apposito programma. Questa soluzione permette di non perdere alcuna informazione relativa alla nostra fotografia e nel contempo di mantenere una dimensione dei file ancora abbastanza contenuta. Va aggiunto che ogni produttore di fotocamera ha sviluppato un proprio formato RAW proprietario, che può essere anche diverso da modello a modello. Quindi, per ottenere l’immagine finale, è necessario avvalersi del programma che viene fornito in dotazione con la fotocamera, oppure affidarsi a programmi di terze parti, che contengono in memoria gli algoritmi per la demosaicizzazione delle immagini di ciascun modello di fotocamera, i quali vengono costantemente aggiornati man mano che sul mercato appaiono nuove fotocamere. Se cercate di aprire un file RAW su un computer nel quale non è istallato il “programma di sviluppo”, non riuscirete in alcun modo a vedere le immagini.

Formato fotografie, RAW, JPEG, TIF

RAW, JPEG o TIFF?

La prima differenza importante da evidenziare è che salvando in formati diversi si ottengono file di dimensioni molto diverse. Per fare un esempio, l’immagine riportata sopra, scattata con una fotocamera da 16 megapixel, che nell’originale ha dimensioni di 4928×3264 pixel, assume le seguenti dimensioni a seconda del formato in cui viene salvata:

RAW 28,4 MB (MegaByte)

TIFF (a 16bit) 92,1 MB

JPEG (altissima qualità) 8,75 MB

Vantaggi e svantaggi dei diversi formati

JPEG

Vantaggi:

immagine già pronta;

dimensioni contenute, il che significa che sulla scheda di memoria entreranno più fotografie (per fare un esempio che è solo indicativo, perché dipende dagli algoritmi di compressione, con la mia reflex da 16 megapixel, su una scheda da 8 giga è possibile salvare circa 535 foto in formato JPEG alla massima risoluzione e qualità, mentre nel formato RAW è possibile salvarne solo 233).

Svantaggi:

perdita di qualità dell’immagine;

limitate possibilità di intervenire a posteriori per correggere eventuali errori nel bilanciamento del bianco e dell’esposizione;

ulteriore perdita di qualità ad ogni successivo salvataggio.

TIFF

Vantaggi:

immagine già pronta;

nessuna perdita di qualità.

Svantaggi:

dimensioni del file molto grandi;

limitate possibilità di intervento a posteriori per correggere eventuali errori di bilanciamento del bianco e dell’esposizione (superiori rispetto al JPEG, ma inferiori rispetto al RAW).

RAW

Vantaggi:

nessuna perdita di qualità;

possibilità di impostare in post-produzione il bilanciamento del bianco;

grandi possibilità di correzione di eventuali errori nell’esposizione.

Svantaggi:

dimensioni più grandi rispetto al JPEG (nella scheda entrano meno foto);

è necessario sviluppare il file a posteriori usando un programma adatto (il che richiede tempo).

permette di salvare la foto in entrambi i formati.”]opzioni di salvataggio RAW - JPEG

Allora: quale formato usare?

Dipende essenzialmente dalle proprie necessità.

Se non si ha il tempo o la voglia di sviluppare i file in post-produzione, il formato JPEG, al giorno d’oggi garantisce comunque una qualità altissima. Bisogna però ricordarsi di effettuare un accurato bilanciamento del bianco prima di scattare, specialmente in situazioni di luce particolari, come la presenza di lampade fluorescenti, che possono ingannare la funzione di bilanciamento automatico del bianco della fotocamera.

Bisogna inoltre ricordare che eventuali errori nella esposizione difficilmente saranno poi recuperabili in post-produzione.

Per ovviare alla perdita di qualità che interviene sul file ad ogni successivo salvataggio, se si usa un programma di fotoritocco conviene aprire il file e salvarlo con un altro nome (ad esempio NOMEFILEcopy.JPEG), e poi lavorare su quest’ultimo.

Se si vuole ottenere il massimo dalle proprie fotografie, e si ha il tempo e la voglia di sviluppare i propri file per ricavarne le immagini, conviene salvare in RAW. In tal modo eventuali errori nell’esposizione saranno recuperabili più facilmente in post-produzione. Inoltre, la possibilità di regolare il bilanciamento del bianco a posteriori, offerta solo dal formato RAW, è a mio parere quasi irrinunciabile per chi desidera il massimo della qualità.

Per esemplificarlo si osservi la seguente foto, scattata in RAW+JPEG, opzione che permette di salvare in entrambi i formati.

foto JPEG senza elaborazione

JPEG

L’immagine riportata sopra è il  JPEG ottenuto direttamente dalla fotocamera al momento dello scatto, senza apportare modifiche. Come si vede la fotografia è leggermente sottoesposta, anche il bilanciamento del bianco automatico non la valorizza adeguatamente.

Si osservi invece l’immagine ottenuta lavorando sul file RAW:

JPEG da RAW

L’immagine ottenuta dal file RAW, dopo aver modificato il bilanciamento del bianco e corretto la sottoesposizione

Si è apportata una modifica manuale al bilanciamento del bianco, ottenendo colori più caldi e più vivaci. Si è poi corretta la sottoesposizione di circa uno stop. L’immagine appare più gradevole, il tutto senza perdita di qualità.

Certo, un abile grafico potrebbe ottenere un risultato simile con un programma di fotoritocco, ma occorrerebbe molto più tempo di quello necessario per il semplice sviluppo del RAW, e comunque ci sarebbero delle notevoli perdita di

La fotocamera segnala il formato scelto sul display

La fotocamera segnala il formato scelto sul display e/o nel mirino

qualità nel risultato finale.

Avrete capito dalle mie considerazioni che io scatto quasi esclusivamente in RAW. Preferisco assicurarmi la massima qualità possibile, anche se poi dovrò perdere un po’ di tempo in più per “sviluppare” il file. Trovo tra l’altro che la fase di “sviluppo” sia parte integrante del processo fotografico, e che possa dare molte soddisfazioni.

Inoltre la possibilità di salvare in file in RAW+JPEG, sacrificando solo un po’ di spazio sulla scheda, considerando anche la capienza delle schede di memoria attuali, permette di ottenere contemporaneamente sia il JPEG pronto per l’uso, sia il RAW, da archiviare e da riprendere eventualmente in seguito.

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Il bilanciamento del bianco

Come sviluppare il RAW: operazioni di base

By | 2017-08-10T14:41:21+00:00 30 gennaio 2011|Elementi di tecnica fotografica|4 Comments