Quale macchina fotografica? La Mirrorless

La parola mirrorless è sempre più presente nelle discussioni sui forum di fotografia e nelle chiacchierate tra fotoamatori. Sono molte le case fotografiche che hanno a listino una o più macchine mirrorless e sono sempre di più quelle che decidono di entrare in questa nuova nicchia di mercato.
Vediamo le caratteristiche principali, i pregi e i difetti di questa recente tipologia di macchina fotografica destinata ad essere sempre più presente sul mercato fotografico.

Samsung NX200

La Samsung NX200, mirrorless di recente uscita

 

Quando si parla di mirrorless in genere ci si riferisce a quelle macchine fotografiche che hanno queste caratteristiche principali:

  • assenza di sistema reflex
  • obiettivi intercambiabili
  • sensore di dimensioni e qualità superiori a quello delle compatte (questo non è sempre vero)

Cosa si intende con i termini mirrorless, EVIL e MILC
Abbiamo visto le caratteristiche distintive di queste macchine, vediamo ora il significato dei termini mirrorless, EVIL e MILC, nomi con cui vengono chiamate di solito.
Questa categoria di macchine veniva chiamata inizialmente EVIL, acronimo di Electronic Viewfinder Interchangeable Lens, vale a dire mirino elettronico e obiettivo intercambiabile. Questa sigla identifica ogni macchina fotografica che abbia la possibilità di sostituire l’obiettivo e nel contempo il mirino elettronico.
Il termine EVIL fu presto sostituito dal più generico mirrorless, letteralmente “senza specchio”, che identifica qualsiasi macchina priva dello specchio ribaltabile. Questo sia perchè non tutte le macchine di questo tipo hanno un mirino elettronico, sia per l’accezione negativa della parola evil che in inglese sta per malvagio o cattivo. Anche se il termine mirrorless non è proprio corretto (in quanto anche le macchine compatte sono prive di specchio, ma non hanno la possibilità di sostituire l’obiettivo) rimane quello più diffuso e comunemente accettato.
Più di recente va diffondendosi l’acronimo MILC che stà per Mirrorless Interchangeable Lens Camera, in italiano macchina fotografica a obiettivi intercambiabili senza specchio.
MILC è probabilmente il termine tecnicamente più corretto in quanto include tutte le macchine senza specchio che abbiano la possibilità di cambiare gli obiettivi indipendentemente dal tipo di mirino (mirino elettronico, monitor posteriore, mirino galileiano, mirino ibrido…).
Il più generico mirrorless rimane comunque il più diffuso ed accettato.

In questa immagine si nota come nelle mirrorless sia assente il sistema a specchio ribaltabile proprio delle reflex. Si può anche apprezzare il tiraggio ridotto.

Principali vantaggi

Assenza di parti meccaniche in movimento: l’assenza del complesso specchio ribaltabile, pentaprisma e oculare assicura assenza di vibrazioni indotte, maggiore silenziosità e maggiore robustezza. Inoltre l’assenza della meccanica può dare la possibilità ai produttori di costruire fotocamera con raffiche di scatto elevate.

Tiraggio corto: non essendoci la necessità di lasciare lo spazio per lo specchio, il tiraggio di tali fotocamere può essere molto corto. Questo dà la possibilità di montare sulla mirrorless qualsiasi ottica progettata per le macchine fotografiche reflex o a telemetro di qualunque formato: dall’APS-C al 35mm, al medio formato. Le ottiche si possono montare tramite i vari adattatori in commercio anche se, usando ottiche “adattate” si perdono naturalmente gli automatismi di messa a fuoco ed esposizione. Con quasi tutte le macchine resta possibile usare l’esposizione con priorità ai diaframmi a patto che l’obiettivo che vogliamo adattare sia provvisto dell’apposita ghiera o che questa sia presente sull’adattatore.

Compattezza: una mirrorless può essere davvero compatta pur mantenendo un sensore delle dimensioni di quello che si può trovare su di una reflex APS-C o Quattro Terzi. Se abbinata ad un obiettivo fisso compatto (spesso detto pancake) le dimensioni si mantengono di poco superiori a quelle di una compatta di fascia alta.

La Panasonic GX1 col suo obiettivo 14mm rimane davvero molto compatta.

Mirino al 100%: il mirino elettronico (o il monitor posteriore) permette di visualizzare il 100% della scena che verrà registrata dal sensore. Inoltre esso sarà visibile, seppur con un po’ di effetto scia, anche in condizioni di poca luce, situazione in cui il mirino di una reflex diventa praticamente buio. Altro vantaggio è la possibilità di avere sovrimpresse alla scena che stiamo inquadrando una moltitudine di informazioni, dall’istogramma dei livelli ai reticoli di aiuto alla composizione all’evidenziazione delle zone sovra o sottoesposte. Questi ultimi sono vantaggi comuni anche alle reflex che hanno la possibilità di operare in live-view.

In questa immagine è evidente come anche con una quantità di luce molto bassa il monitor continui a mostrare la scena inquadrata. La differenza di luce ambiente nelle due immagini si deduce, oltre che visivamente, anche dal tempo di esposizione indicato dalla macchina. Notate anche la quantità di informazioni fornite a schermo. Naturalmente è possibile scegliere quali strumenti visualizzare.

 

Principali svantaggi
Il mirino elettronico non sempre è presente: sotto luce intensa può essere difficile usare lo schermo LCD posteriore. Anche quando è presente molti continuano a preferire la naturalezza di visione di un mirino reflex. C’è da dire che i mirini elettronici sono in continuo miglioramento e ne esistono già di ottima qualità.

Obiettivi non abbastanza compatti: già montando lo zoom standard fornito a corredo la compattezza della macchina viene vanificata. Se poi si iniziano ad usare zoom luminosi o teleobiettivi la differenza di dimensioni con una reflex tradizionale si riduce molto.

Panasonic GF1 con 14-42mm

La Panasonic GF1 con uno zoom 14-42mm. Le dimensioni dell’obiettivo, specie quando alla massima estensione, vanificano la compattezza della macchina

 

Velocità dell’AF: l’autofocus a contrasto presente su queste macchine difficilmente può competere con quello delle reflex, specie se si considerano i modelli semi-pro. Comunque anche in questo campo si stanno facendo notevoli passi avanti ed esistono già macchine mirrorless con un AF sufficientemente rapido ed affidabile per quasi tuti gli usi.
Mancanza di sistemi professionali: Ancora non esistono sistemi mirrorless che si possano considerare professionali per qualità e quantità di obiettivi ed accessori. Il numero di obiettivi di qualità è piuttosto limitato così come flash e accessori prettamente professionali come ad esempio il battery grip.

Per ultimo c’è da dire che alcuni sistemi mirrorless utilizzano un sensore delle dimensioni inferiori a quello delle reflex sia APS-C che Quattro Terzi. Ricadono in questa categoria il sistema Nikon 1 che ha un sensore da 1″ (definito dalla Nikon “CX”) e il sistema Pentax Q che ha un sensore di tipo CMOS back-illuminated da  1/2.3″. Questo in sé non è né un difetto né un vantaggio in quanto se è vero che la qualità delle immagini si allontana da quella delle reflex dall’altro canto si può disporre di un corredo di macchina e obiettivi di dimensioni davvero tascabili. Se il compromesso tra prestazioni e portabilità sia vantaggioso sarà il singolo fotoamatore a deciderlo in base alle proprie necessità.

Il sistema Pentax Q è molto compatto, ma la macchina usa un sensore delle stesse dimensioni di quello della maggior parte delle compatte anche se di tipo retroilluminato.

 

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By | 2017-08-14T12:35:23+00:00 26 gennaio 2012|Attrezzatura|0 Comments

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