Per fotografare le persone è meglio avere il sole alle spalle?

Secondo un luogo comune molto diffuso per fotografare le persone è meglio disporsi in modo che il fotografo abbia il sole alle spalle. Nulla di più sbagliato. Il sole alle spalle del fotografo, infatti, è diretto sul viso del soggetto o dei soggetti. Se il sole è alto, nelle ore centrali della giornata, questo porterà inevitabilmente la persona fotografata a fare brutte smorfie per tentare di tenere gli occhi aperti mentre è abbagliato dalla luce e, soprattutto, al formarsi di bruttissime ombre sul viso.

E’ buona regola, invece, disporre la persona che verrà fotografata al riparo dalla luce diretta del sole – sotto un albero, sotto un ombrellone, a fianco ad una parete -, in modo da ottenere un’illuminazione diffusa sul viso ed evitare il formarsi su di esso di ombre antiestetiche. Al limite, è meglio che sia il soggetto ad avere il sole alle spalle, e che il fotografo operi in controluce. Diventa più difficile calcolare l’esposizione (in controluce si metta l’esposimetro in modalità spot e lo si punti direttamente sul viso) e lo sfondo apparirà sovraesposto, ma sul viso del soggetto non appariranno le brutte ombre dure di cui parlavamo prima.

Le giornate migliori per dedicarsi al ritratto sono quelle con il cielo coperto, che genera una luce morbida e diffusa.

Nelle belle giornate di sole, invece, se possibile è meglio non fotografare durante le ore centrali, ma farlo di prima mattina o durante il tardo pomeriggio. In questo caso la soluzione migliore potrebbe essere tenere il sole di lato rispetto all’asse fotografo-soggetto. La luce laterale donerà profondità e tridimensionalità ma le ombre saranno molto meno invasive, e al limite, sarà facile attenuarle con un piccolo pannello riflettente o con un lampo di schiarita del flash.

By | 2017-08-14T15:52:53+00:00 4 aprile 2012|Fotografia - Risposte rapide|Commenti disabilitati su Per fotografare le persone è meglio avere il sole alle spalle?