Come fotografare… con poca luce (senza utilizzare il flash)

Sebbene il flash sia un accessorio importantissimo, la maggior parte dei fotoamatori alle prime armi trascurano un tipo di fotografia molto affascinante: quella in luce ambiente anche quando… la luce disponibile è davvero poca. Eppure, fotografare utilizzando esclusivamente la luce disponibile, anche al buio, spesso può regalare davvero tante soddisfazioni.

Di sicuro tutti noi siamo rimasti affascinati da qualche bella foto scattata di notte, magari un bel paesaggio. Potete scommetterci: quasi mai per ottenere lo scatto che vi ha colpiti è stato usato un flash.

Uno dei vantaggi di non utilizzare fonti di luce artificiale diverse da quelle già presenti consiste nel riuscire più facilmente a rendere l’atmosfera originale del luogo: spesso la luce del flash appare artificiale, poco in armonia con il soggetto e l’ambiente fotografato.

Non c’è da trascurare il fatto, inoltre, che in molti luoghi, come ad esempio a teatro o nei musei, l’utilizzo del flash semplicemente non è permesso. Per di più, in molte situazioni, quando un soggetto è molto grande (ad esempio un castello,o un paesaggio), o molto distante, il flash è perfettamente inutile.

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Il Tower Bridge, a Londra, fotografato di notte, con un tempo di scatto di 20 secondi e fotocamera su treppiede. Naturalmente nessun flash potrebbe illuminare un soggetto così grande e così distante.

 

I progressi tecnologici consentono oggi di affrontare la fotografia in luce ambiente con maggiore facilità e tranquillità. Ad esempio, il rumore è ormai praticamente scomparso anche a sensibilità che un tempo erano improponibili. Nello stesso tempo sensori stabilizzati ed obiettivi stabilizzati consentono di utilizzare a mano libera tempi di scatto molto lenti, ben al di là della regola del reciproco della focale.

Di conseguenza, se siamo dotati di reflex digitali, specie se di ultima generazione, la fotografia in luce sarsa è sicurmente alla nostra portata.

Soffermiamoci adesso su cosa occorre o su cosa ci può essere utile.

L’attrezzatura di base per fotografare di notte o con poca luce consiste in:

1) Una reflex digitale (o una mirrorless);

2) Un treppiede;

3) Obiettivi luminosi;

4) Stabilizzatore sul sensore o sulle ottiche.

 

Andiamo ad analizzare nel dettaglio questa attrezzatura

1) La reflex o la mirrorless digitale.

Le reflex o le mirrorless, con un sensore che sia almeno delle dimensioni del quattro terzi, o dell’aps-c, sono le fotocamere migliori per affrontare la fotografia in luce scarsa. Questo per alcuni motivi tecnici. E’ vero che la tecnologia ha fatto passi da gigante nella riduzione del rumore, tuttavia i sensori piccoli di cui sono dotate le compatte e le bridge pagano comunque un forte dazio, per quanto rigurda la resa ad alti ISO, rispetto alle reflex.

Una reflex di ultima generazione consente di usare tranquillamente sensibilità di 6400 ISO. Ma, se necessario, andate anche oltre. Settate 12800 ISO, ma anche 25600 o più… E il rumore? Non preoccupatevene troppo… se fate una bella foto il rumore non sarà un elemento determinante. Si può ridurre con appositi software, ma si può anche decidere di lasciarlo, magari trasformando la foto in bianco e nero. In tal modo il rumore assomiglierà molto alla grana delle fotografie a pellicola in bianconero, e la foto probabilmente ne acquisterà in fascino.

Ricordate: meglio una foto rumorosa che una foto mossa (a meno che il mosso non sia voluto e calibrato: la possibilità di sperimentare il mosso creativo è uno degli aspetti più piacevoli della fotografia con poca luce).

Reflex e mirrorless sono le fotocamere ideali anche per un altro motivo: consentono di impostare tempi di scatto lunghi, fino a trenta secondi, e in più hanno la cosiddetta “posa B”, cioè la possibilità di tenere aperto l’otturatore per tutto il tempo deciso dal fotografo (si veda il tutorial La posa B).

 

posa B, bulb, fotografia

La posa B (bulb), presente sulle reflex e sulle mirrorless, consente di scattare fotografie utilizzando tempi più lunghi dei trenta secondi normalmente impostabili dalla fotocamera.

 

2) Un treppiede. L’accessorio indispensabile per fotografare di notte o comunque con poca luce è il treppiede. Esso ci consentirà di utilizzare i tempi lunghi necessari ad ottenere la corretta esposizione. Un buon treppiede è fondamentale soprattutto per i paesaggi (si veda il tutorial Il miglior amico del fotografo: il treppiede).

 

Un treppiede professionale garantisce l'adeguata stabilità e la sicurezza dell'attrezzatura fotografica. Va corredato di una "testa", l'accessorio che regge la fotocamera e permette di modificare l'inquadratura

Un treppiede professionale garantisce l’adeguata stabilità e la sicurezza dell’attrezzatura fotografica. E’ indispensabile nella fotografia di paesaggio con poca luce.

 

3) Obiettivi con grande apertura di diaframma (da f/1,4 a f/2,8). Questi obiettivi permettono di sfruttare al meglio la luce presente, anche se è poca, impostando un diaframma molto aperto, per ottenere, di conseguenza, tempi di esposizione più brevi, ed evitare così il rischio di mosso. In tal modo si potrà scattare a mano libera in situazioni precluse utilizzando obiettivi “amatoriali”, quelli con diaframmi più chiusi. E’ vero che si può sempre alzare la sensibilità, ma un obiettivo luminoso continua a dare una marcia in più, se si fotografa in luce ambiente scarsa. Un obiettivo luminoso consente anche all’autofocus della fotocamera di lavorare meglio, e di ottenere così una messa a fuoco precisa anche in quelle situazioni di luce scarsa nelle quali l’AF delle reflex amatoriali tende ad andare in crisi. Se ci orientiamo verso focali fisse e comuni, come ad esempio il 50mm o il 35mm, possiamo trovare obiettivi a grande luminosità (come ad esempio f/1,4 o f/1,8) a prezzi piuttosto ragionevoli, sia nel mercato del nuovo che dell’usato.

Fotografare con poca luce, obiettivi di grande luminosità

Un Nikon 35mm f/1,8. La grande apertura di diaframma è molto utile in situazioni di luce scarsa.

 

4) Lo stabilizzatore. Obiettivi o sensori stabilizzati consentono di guadagnare da due a quattro stop per quanto riguarda il cosiddetto “tempo di sicurezza”, cioè il tempo di scatto che ci tiene al riparo dal pericolo di mosso. Ad esempio, se montiamo un 35mm su una fotocamera APS-c, il tempo di sicurezza sarà pari a circa il reciproco della focale equivalente, quindi all’incirca 1/50 di secondo. Ma se abbiamo un obiettivo o un sensore stabilizzato probabilmente riusciremo a scattare tranquillamente a mano libera utilizzando un tempo di 1/10 di secondo. Insomma, con lo stabilizzatore potremo affrontare con maggior tranquillità questo tipo di fotografia (si veda il tutorial Lo stabilizzatore).

 

Come operare

Quando ci troviamo in situazioni di luce scarsa abbiamo essenzialmente due modi di operare: usare il treppiede o scattare a mano libera.

 

Fotografare con il treppiede

E’ consigliabile utilizzare il treppiede quando fotografiamo paesaggi o monumenti o, comunque, in generale, soggetti statici. In tal caso infatti abbiamo tutto il tempo di operare con calma, scegliere l’inquadratura, valutare attentamente l’esposizione, utilizzare sensibilità basse per ottenere la miglior qualità possibile.

fotografare di notte

Foto eseguita di notte con la fotocamera su treppiede e la posa B. Tempo di esposizione di 79,5 secondi.

 

Come valutare l’esposizione

Nella fotografia notturna, specie se fotografiamo in città,  ci troveremo davanti a situazioni che presentano grosse differenze di illuminazione, tra i lampioni, le insegne e le finestre illuminate, e altre zone immerse invece nella più completa oscurità. In queste condizioni non si può sperare di esporre perfettamente l’intera scena, a meno che non si utilizzino tecniche come l’HDR. Come orientarci allora nella scelta dell’esposizione? Il suggerimento che possiamo darvi è quello di misurare l’esposizione, in modalità spot (si veda il tutorial Modalità di esposizione) nelle vicinanze di un punto molto illuminato, ma non direttamente su di esso (ad esempio su un muro al lato di un lampione). In questo modo i punti luce risulteranno bruciati, ma dovreste riuscire a salvare la leggibilità di tutti gli altri particolari della scena.

 

fotografare con poca luce, fotorafare di notte, misurare l'esposizione

Big Ben e Palazzo del Parlamento a Londra. La scena, come si vede, presenta delle grosse differenze di luminosità. Si è scelto di misurare l’esposizione sul punto indicato dal pallino rosso, proprio sotto l’orologio del Big Ben. In tal modo l’orologio, più luminoso del resto della scena, appare sovraesposto, ma il resto del complesso appare esposto correttamente. Ci sono anche delle aree non illuminate, che appaiono scure, ma la scena è riprodotta abbastanza fedelmente rispetto a come appariva nella realtà.

 

 Sfruttare elementi in movimento

Quando fotografiamo un paesaggio in condizioni di scarsa luminosità, e utilizziamo pertanto tempi di scatto lunghi con la fotocamera posta sul treppiede, non dimentichiamo che eventuali elementi in movimento (l’acqua di un fiume o delle onde marine, le nuvole, le stelle, i veicoli) possono facilmente arricchire e donare fascino alla nostra fotografia.

composizione fotografica, le curve

Le scie dei veicoli sono sempre molto suggestive così come altri elementi in movimento.

 

Non a caso molti fotografi utilizzano i filtri ND allo scopo di allungare artificialmente i tempi di esposizione anche di giorno.

 

Attenti al micromosso

Quando usate la fotocamera su treppiede per effettuare lunghe esposizioni state attenti ad evitare il micromosso. In particolare, è da evitare il contatto diretto del dito con il pulsante di scatto, per evitare di imprimere alla fotocamera delle vibrazioni. Munitevi perciò di un filocomando o di un telecomando, altrimenti non potrete usare la posa B senza correre il forte rischio di ottenere foto poco nitide (si veda anche il tutorial Evitiamo il micromosso).

Corso di fotografia: utilizzare il filocomando per le fotocamere aiuta a combattere il micromosso

L’utilizzo del filocomando minimizza il rischio di micromosso.

 

 Lunghe esposizioni e dark frame

Quando utilizziamo tempi di esposizione lunghi, di più di un secondo, la fotocamera attiva una funzione denominata “riduzione del rumore” che consiste nello “scattare” un fotogramma “nero”, contenente solo il rumore digitale. Questo fotogramma viene poi “sovrapposto”, dal software della macchina fotografica, alla fotografia da noi scattata in precedenza per sottrarre, tramite un’elabrazione, il rumore. Il fotogramma oscuro scattato dalla fotocamera avrà esattamente il tempo di esposizione della fotografia scattata, in modo da produrre esattamente lo stesso rumore, che poi verrà sottratto via software. Questo significa che se abbiamo scattato una fotografia con un tempo di esposizione di 5 minuti, per altri 5 minuti la fotocamera non sarà utilizzabile in quanto impegnata a “scattare” il dark frame. In tal modo avremo foto pulitissime, anche con tempi di esposizione molto lunghi, che tenderebbero inevitabilmente a far aumentare il rumore digitale (le lunghe esposizioni producono un rumore alto anche utilizzando sensibilità basse). Durante l’eleborazione del dark frame la fotocamera non risponde a nessun comando, neanche quello di spegnimento. Alcuni fotoamatori non conoscendo questa funzione, che di solito è impostata di default sulle fotocamere, si sono spaventati, pensando che la propria macchina fotografica si fosse in qualche modo guastata. State tranquilli dunque; se dopo una posa lunga la vostra fotocamera resta inutilizzabile per un tempo pari a quello dell’esposizione, non vi è alcun problema: sta solo creando il dark frame per eliminare il rumore digitale.

Se non volete attendere, dopo una lunga esposizione, che la fotocamera elabori il dark frame per sottrarre il rumore, dovete escludere la funzione “riduzione rumore” tramite il menu. Tuttavia otterete delle fotografie piuttosto rumorose. In tal caso potete operare a posteriori scattando un fotogramma con il tappo sull’obiettivo, esattamente con il tempo di esposizione della fotografia che volete ripulire dal rumore. In questo modo otterrete il dark frame. Poi con un apposito software potrete sovrapporre il vostro dark frame alla fotografia e sarà il software a sottrarre  il rumore digitale “ripulendo” la vostra foto.

Fotografare a mano libera

Fotografare a mano libera quando c’è poca luce richiede l’utilizzo combinato di alte sensibilità, mano ferma, modo corretto di impugnare la fotocamera (si veda il tutorial Impugnare correttamente la fotocamera), capacità di trovare appoggi di fortuna e, se disponibili, obiettivi con diaframma molto aperto e stabilizzatore.

Quando scattiamo con poca luce in condizioni proibitive teniamo sempre sotto controllo, nel mirino, il tempo di scatto, in modo da accertarci che non corriamo il rischio di ottenere una foto mossa.

Per evitarlo, come abbiamo già suggerito, non esitiamo ad alzare la sensibilità, anche a livelli proibitivi. Se avete un fotocamera digitale di ultima generazione, i 6400 ISO, ma anche i 12800 ISO vi permetteranno di ottenere foto più che decorose. Anche perché nella fotografia in luce ambiente scarsa in genere non si vuole catturare ogni dettaglio, ma piuttosto un’atmosfera.

E se il rumore vi sembra comunque eccessivo, o poco piacevole, potrete ridurlo a posteriori con un software, soprattutto se avete scattato in formato RAW, oppure ricorrere al vecchio trucco di trasformare la foto in bianco e nero. Il rumore diventerà più simile alla vecchia grana delle pellicole, quindi molto più piacevole.

fotografare a mano libera con poca luce

Foto scattata a mano libera con una sensibilità di 3200 ISO (era quasi buio). Il rumore non era molto piacevole. Si è preferito trasformare l’immagine in bianco e nero per rendere più gradevole il rumore.

 

mano libera 3200 iso particolare

Un particolare della foto di sopra per valutare il rumore.

By | 2017-09-17T13:29:07+00:00 18 gennaio 2013|Come fotografare...|5 Comments