Come fotografare… i concerti (e gli eventi live)

Allora, prima di tutto ciao

Fotografare gli eventi live può risultare frustrante, soprattutto all’inizio, più che altro perché molto spesso si tengono in condizioni davvero molto difficili per la fotografia.

In questa piccola guidina cercherò di dare alcuni consigli per le condizioni difficoltose, tenendo presente però sempre che la quantità di variabili in questo genere di fotografia è altissima, quindi si dovrebbe valutare caso per caso e regolarsi di conseguenza.

In genere comunque si privilegiano ottiche con grandi aperture, addirittura spesso si usano dei fissi proprio per questo motivo. Non si ha la versatilità di un 18-200 ma avere un’apertura ad esempio di f:1,4/1,8 consente di tenere i tempi accettabili, il che in questi casi è la discriminante che permette di portare a casa degli scatti buoni o no.

La prima cosa che dobbiamo controllare è se le luci sono fisse o variabili.

Per luci fisse si intendono ad esempio quelle situazioni che di solito si tengono in ambienti che non nascono prettamente per la musica live (anche se non è sempre vero, esempio classico è un Jazz Club), ma che saltuariamente approntano degli spettacoli.

come fotografare,concerti,corso di fotografia,Sandro Chiozzi,Phototutorial

Per luci variabili si intendono quelle situazioni dove ci sono americane (quelle costruzioni metalliche che sovrastano i palchi a cui si attaccano i fari), riflettori, teste mobili ecc.

Inutile dire che questi tipi di illuminazione si trovano più che altro in Eventi Live grandi o comunque in quelle situazioni pensate appositamente per quello. Un esempio sono i concerti estivi nelle città, nei palazzetti durante la brutta stagione, opere teatrali ecc.

Gran buona abitudine è fare un giro appena arrivati (se non addirittura prima dell’evento) in modo da avere un’idea fin da subito dei posti migliori o comunque più appetibili per fotografare.

come fotografare,concerti,corso di fotografia,Sandro Chiozzi,Phototutorial

Luci Fisse:

Questa situazione a livello puramente fotografico è relativamente semplice da gestire, perché la luce che arriva ai soggetti non subisce enormi variazioni di intensità. Il problema principale che si pone dal punto di vista esposimetrico nella fotografia Live è proprio questo infatti: ci sono casi in cui la luce passa dall’essere pochissima a tantissima in una frazione di secondo. Questo NON è il caso, per cui potete anche affidarvi all’esposimetro se volete, ricordandovi che comunque probabilmente dovrete compensare sottoesponendo o sovraesponendo.

1 – Se potete utilizzare l’esposimetro con una certa tranquillità (se quindi la luce ve lo permette perché fissa) iniziate a fotografare in priorità di tempi e ricordatevi i dati. In seguito passerete alla modalità Manuale.

– Questo consiglio perché? Perché vi fate un’idea piuttosto precisa dei dati di scatto da tenere nel caso vi “perdiate”. Accade infatti che smanettando si faccia confusione dopo un po’, quindi avere una sorta di “milestone” vi permette di tornare a dei dati di scatto che avete preventivamente visto funzionare. Ok, scattare in M fa un sacco figo, ma scattare in M per tenere l’esposimetro a 0 è l’equivalente che scattare in una priorità, con la differenza che avete un comando in meno da gestire. Questo significa più attenzione alla composizione e al momento.

In ogni caso è preferibile usare l’esposimetro in modalità SPOT o collegare il punto di messa a fuoco con la misurazione esposimetrica (funzione non sempre disponibile). Nel primo caso dovrete bloccare e ricomporre, nel secondo no.

2 – Informatevi se è possibile usare il flash.

– Se tentate di usare il flash in un Jazz Club verrete inizialmente guardati malissimo, in seguito, se insistete, probabilmente verrete appesi per i piedi all’ingresso, al posto della tradizionale carta dei vini. Il Jazz Club è un ambiente particolare in cui bisogna operare con la MASSIMA discrezione il che significa scatto silenziato, niente flash, niente rumori. Praticamente come a teatro. Chiedete comunque il permesso alla gestione, anche solo per fotografare. E’ un fatto di “atmosfera”.

Per contro se fotografate una band (magari di amici) in un concorso locale probabilmente nessuno avrà da ridire. Chiedete sempre in ogni caso.

Ma perché il flash? Il flash dà alcune possibilità di tipo creativo che semplicemente vi potete scordare se non l’avete, e queste situazioni a luci fisse, proprio a causa della staticità dell’illuminazione, danno a volte risultati un po’ deludenti e le fotografie corrono il rischio dopo un po’ di diventare “tutte uguali”.

Utilizzare un tempo lungo (anche mezzo secondo o un secondo) con flash sulla seconda tendina permette di creare delle scie e contemporaneamente di bloccare il soggetto alla fine dello scatto (appunto quando la seconda tendina sta per scendere) creando degli effetti creativi molto particolari (come nella foto che segue). Do per assunto che non ci siano luci colorate particolari in questa situazione.

come fotografare,concerti,corso di fotografia,Sandro Chiozzi,Phototutorial,flash seconda tendina

3 – Tempi, diaframmi e sensibilità.

– I musicisti si muovono, fa parte del loro mestiere. Questo significa che se volete ottenere immagini ferme e non delle scie informi dovrete operare di base con tempi piuttosto brevi. Tenete presente che se anche siete a bordo palco un tempo di scatto inferiore a 1/100 genererà del mosso evidente (poi dipende molto da che focale usate, se usate un 300mm che su aps-c si comporta come un 450mm una parte del mosso la generate voi, ma non confondiamo il mosso del musicista con quello della mano). Provate a inserire un tempo di scatto approssimativamente di 1/160, il diaframma a tutta apertura e un valore ISO diciamo di 800.

A questo punto provate uno scatto e controllate l’istogramma. Probabilmente l’immagine sarà piuttosto scura (dipende da quanta luce c’è, questo è estremamente variabile da caso a caso).

A questo punto il diaframma l’avete già aperto al massimo, i tempi potete forse allungarli un po’, ma non molto. Facciamo finta che non si possa usare un flash.

Cosa resta?

Si.

Gli ISO.

A questo punto o alziamo ulteriormente gli ISO o allunghiamo i tempi, non abbiamo altra scelta. Tenete presente che attualmente la maggior parte delle macchine recenti scatta senza problemi anche a 1600/3200 ISO senza grosse perdite qualitative e senza generare troppo rumore. Ricordatevi che spesso questi eventi (soprattutto se serali) avvengono con poca luce e quindi si fa quello che si può. Ricordatevi anche che il rumore non è questo gran dramma come vi vogliono far credere e che una parte si può comunque togliere in post produzione.

Ovviamente tutti questi dati variano a seconda di quanta luce abbiamo, se fotografiamo all’esterno di pomeriggio con ogni probabilità possiamo stare su tempi anche molto brevi senza problemi.

come fotografare,concerti,corso di fotografia,Sandro Chiozzi,Phototutorial

Luci Variabili

Qui a titolo di esempio si prende una grossa manifestazione, fatta di sera.

1 – Chiedere dove si può andare e dove no:

– Si, lo so, sembra una cosa scontata, ma sarete sorpresi di notare come in pochissimi si facciano problemi di stazionamento. In pratica a volte troverete gente che sta quasi distesa sul palco. Non che ci sia niente di male a cercare un’inquadratura particolare guidati dal sacro fuoco dell’inventiva, ma tenete presente che non ci siete solo voi e che lo spettacolo lo stanno facendo altri.

2 – Nella maggior parte dei casi potete scordarvi le modalità a priorità.

– Considerando che l’esposimetro (tenendolo su 0 ovviamente) tende a volervi dare un’immagine esposimetricamente sovrapponibile a un grigio 18%, e considerando che gran parte dell’inquadratura sarà scura, con ogni probabilità l’automatismo vi farà scattare con tempi biblici o con ISO altissimi, anche con diaframmi estremamente aperti (parlo ovviamente di esposimetro regolato su matrix). Oltre a questo le “teste mobili” (faretti che si muovono e che proiettano fasci di luce sparsi) possono spararvi la luce praticamente in faccia. Accade quindi che l’esposimetro vede nell’inquadratura una sorgente di luce fortissima e che nel tentativo di salvare la bruciatura vi fa scattare con un tempo microscopico, tipo 1/1000. Risultato: una foto completamente nera con un punto bianco bruciato. Molto bella se facciamo surrealismo, ma non è questo il caso. Appena arrivate date un’occhiata al palco e a come sono disposte le luci, impostate M e tenete ISO relativamente alti, diaframma aperto e tempo intorno al 1/125 di secondo. Fate un paio di scatti di prova e controllate nel monitor LCD. A questo punto cercate di capire da che parte sta l’equilibrio, perché è di questo che si tratta: di trovare un equilibrio tra un tempo abbastanza breve da fermare i musicisti, un diaframma molto aperto (se potete chiudete almeno uno stop rispetto alla massima apertura, e questo vale in generale perché la qualità dell’immagine migliora) e un valore ISO non eccessivo (alto, ok, ma a meno che non abbiate attrezzature particolari, scattare a 25.600 da come risultato che c’è qualcuno che suona in mezzo al rumore digitale).

Alternativamente potete usare la lettura esposimetrica in SPOT, centrare e mettere a fuoco il vostro soggetto, bloccare l’esposizione, ricomporre l’immagine e poi scattare.

fotografare ai concerti,sandro chiozzi,corso di fotografia,phototutorial,imparare a fotografare

Io personalmente trovo questo metodo più scomodo, ma è soprattutto una questione di abitudine.

3 – Cromie.

– Noterete che spesso le luci hanno cromie particolari. Gialle, rosse, blu, verdi, bianche ecc.

C’è modo però di solito di anticipare i cambi di colore. Queste cromie sono generate da gelatine colorate poste davanti ai fari, e sono in un “disco” che ruota davanti al faro. Se ad esempio vi accorgete che l’ordine di rotazione è Giallo-Blu-Rosso-Bianco-Giallo ecc. e volete un’immagine con un’illuminazione bianca basta che vi ricordiate che è dopo il rosso. In questo modo potrete sempre anticipare il colore.

fotografare ai concerti,sandro chiozzi,corso di fotografia

Vi consiglio VIGOROSAMENTE di scattare in RAW, in quanto è possibile poi in post produzione recuperare meglio le alte luci e le zone d’ombra e modificare il bilanciamento del bianco. Inutile dire che in condizioni così estreme l’AWB va spesso in bambola e se in JPG potete solo cambiare alcune dominanti in RAW potete preoccuparvi successivamente di questa parte. E’ comodo, ve lo danno insieme alla macchina e l’avete pagato. Usatelo.

4 – Conoscere per anticipare.

– Conoscere la band che state fotografando o lo spettacolo che fanno vi aiuta tantissimo ad anticipare il momento. Io non uso praticamente mai lo scatto continuo ma è un fatto anche di abitudine e di tempi tecnici. Quando si va in buca con un accredito e ti permettono di stare li per 3 canzoni e devi portare a casa almeno 15 foto buone lo scatto continuo si usa eccome, ma è un caso particolare. Lo scatto singolo permette di concentrarsi maggiormente su un’espressione, un volto, uno strumento. Se si conosce la canzone ad esempio si sa che dopo quello stacco il cantante farà un urlo (ad esempio): inquadriamolo prima, mettiamolo a fuoco e teniamolo li. Quando farà quell’urlo non ci resterà che premere a fondo il tasto di scatto. Chi scrive è un musicista, per cui probabilmente sono facilitato in questo, ma è solo questione di abitudine. Dopo un po’ ve ne accorgete quando sta per succedere qualcosa, o anche solo quando la canzone sta per “aprirsi”.

fotografare ai concerti,Sandro Chiozzi,corso di fotografia

5 – Prefocus e blocco del fuoco.

– Se usiamo ottiche con ampie aperture la profondità di campo risulterà ridotta, e questo lo sappiamo. Sappiamo anche che i musicisti si muovono in continuazione. Ora, una PDC ridotta e un soggetto che si muove un sacco sono due cose che non vanno per niente d’accordo, perché rischiamo di mettere a fuoco il cantante e che mentre scattiamo si sia avvicinato al microfono. Risultato: abbiamo a fuoco il “nulla” dietro al cantante e lui è sfocato.

Si può ovviamente usare l’AF continuo, in modo che il modulo della macchina continui a inseguire il soggetto mentre si muove, ma in certe condizioni di luce l’AF può fare veramente molta fatica. Come fare? Una soluzione si chiama “prefocus” e consiste nel mettere a fuoco preventivamente un punto, sapendo che li ci dovrà andare. Nel caso dei cantanti se il microfono sta sull’asta è sufficiente mettere a fuoco il microfono e aspettare che il cantante ci vada. Altra ottima abitudine in questo caso è usare il tasto AF-L (quando presente) che di fatto blocca il fuoco li dove l’avete messo. Questo perché l’AF si attiva quando passate per il “mezzo scatto” e quindi se voi scattate e rilasciate il tasto poi la macchina dovrà rimettere a fuoco quando ripasserete per il “mezzo scatto”. Se invece tenete premuto il vostro bravo AF-L il tasto di scatto semplicemente non tenterà di rimettere a fuoco, perché la sua funzione sarà solo quella di scattare e nessun’altra. Chi non ha questo tasto può mettere a fuoco e poi disattivare l’AF e passare in M (sull’obiettivo o sul corpo macchina, dipende dove l’avete). E’ un po’ scomodo ma funziona.

fotografare ai concerti,Sandro Chiozzi,corso di fotografia

6 – Il Monopiede

– Probabilmente vi troverete in mezzo ad altre persone, se volete usare un appoggio è logico che un treppiede porterebbe via troppo spazio. Un monopiede vi permette di avere un appoggio senza diventare troppo ingombranti. Ovviamente serve una testa che vi permetta di scattare in verticale ruotando solo la macchina, altrimenti se girate la macchina girate anche il monopiede e ne ammazzate almeno tre o quattro.

7 – Il flash

– Tendenzialmente in questi casi non vi viene permesso di utilizzarlo, ma se potete utilizzarlo è una vera manna. In primis per il motivo già citato nel capitolo sulle luci fisse, e in seconda battuta perché vi permette di fotografare tenendo tempi di scatto decisamente più comodi. Perché? Che differenza c’è con le luci fisse? Che le luci fisse sono fissamente ACCESE, il che significa che potreste non averne bisogno a livello esposimetrico, ma esclusivamente creativo. Oltretutto in molte situazioni piccole sono bianche, quindi il WB non è troppo complesso.

Qui invece parliamo di condizioni davvero difficili, quando sono spente fate fatica a vederci, ma quando si accendono sono piuttosto forti. In parole povere l’escursione esposimetrica è molto grande. Potreste usare il flash in automatico e sulla prima tendina in questo modo: inserite una triade tempo/diaframma/iso che esposimetricamente vi porti intorno a un -1/-2 EV. Il flash aggiungerà quello stop mancante, fermando il musicista e senza “mangiare” la cromia delle luci. Il che significa che se il musicista in quel momento è investito da una luce gialla rimarrà gialla ma lui sarà decisamente ben illuminato. Ovviamente se voi invece inserite 1/180, f:8 e ISO100 illuminerete a giorno il povero musicista ma tutt’intorno (dove la luce del flash non arriva insomma) sarà nero come la pece. Il fatto di stare “un po’” sotto all’esposizione normale permette di esporre utilizzando in gran parte la luminosità ambientale, e il flash che aggiunge quel pochino di luce mancante lo fa senza stravolgerne le cromie. Il tecnico luci si fa un mazzo enorme, quindi sarebbe brutto fotografare qualcuno su un bel palco dando l’impressione che l’evento sia praticamente avvenuto in cantina.

fotografare ai concerti,Sandro Chiozzi,corso di fotografia

Gli eventi di Musica Live comunque si svolgono in situazioni molto differenti le une dalle altre e quindi tutti i sistemi per portare a casa scatti buoni sono soggetti a variazioni, anche piuttosto importanti. I piccoli consigli che vi ho dato qui sono infatti consigli di massima, perché la variabilità delle situazioni è talmente elevata che sarebbe impossibile essere più precisi.

fotografare ai concerti,Sandro Chiozzi,corso di fotografia

Due cosette per smanettoni:

Nelle situazioni relativamente complesse perché abbastanza buie tenete presente che l’apertura a cui si riesce a stare per mantenere tempi decenti e ISO non a millemila è intorno a f:2,8, ma se si può andare sotto è anche meglio. Piuttosto che uno zoom f:4 preferisco mille volte un 50ino 1,8.

Se le illuminazioni sono colorate non abbiate paura di fare delle lavorazioni successive anche un po’ “pesanti” tenendo presente che se un faro blu illumina la faccia del chitarrista non riuscirete a farlo diventare color carne.

La cosa vitale in questa situazione è (come si sarà capito) il tempo di scatto. Piuttosto che tenere un tempo di scatto lungo e fare foto mosse fatele scure, per poi “tirarle” in post produzione.

Se potete esponete a destra (+0,5/+1) in modo che la fotografia sia più facile da lavorare in post produzione.

Avere un sacco di megapixel in queste situazioni ha uno svantaggio: il tempo di sicurezza per non generare del micromosso diminuisce. Questo non solo per il nostro movimento, ma in generale. Quindi usare macchine con sensori molto densi (16-18 mpx in aps-c o più di 24 in FF) può creare più problemi di quanti ne risolva, in questo genere particolare.

Forse potrebbero interessarti anche i seguenti tutorial:

come fotografare il teatro,gabriele gelsi    Come fotografare… il teatro

workshop fotografia viaggio,davide marcesini,nikon travel school

Come fotografare… il reportage (prima parte)

Come fotografare… il reportage (parte seconda)

 

 

Sandro Chiozzi è un appassionato fotoamatore dalle grandi qualità tecniche ed espressive. Potete trovare i suoi scatti sul suo bel blog. Su Phototutorial potete scaricare il suo apprezzatissimo (oltre 20.000 download) Usare la tua prima reflex. Manuale minimo”. Siamo orgogliosi di pubblicare, nel nostro corso di fotografia, una nuova chicca: questo suo interessantissimo ed esaustivo tutorial su come fotografare ai concerti e, in genere, agli eventi live. Ringraziamo davvero Sandro per il regalo che ha fatto ai nostri lettori.

By | 2017-09-21T15:47:11+00:00 20 maggio 2013|Come fotografare...|4 Comments