Come fotografare… lo still life

La natura morta, o still life, è un genere che ha avuto notevole fortuna nella pittura, nel corso dei secoli, e anche nella fotografia, fin dalle sue origini. Il primo still life fotografico, infatti, risale davvero agli albori della fotografia, essendo stato realizzato intorno al 1827 da Nicéphore Niépce: rappresenta una tavola apparecchiata.

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Nicéphore Niépce, Tavola apparecchiata, 1827 circa.

 

In effetti lo still life riguarda la ripresa di soggetti inanimati, come frutti e ortaggi, cibo, oggetti di uso quotidiano, o qualsiasi altra cosa ci venga in mente. A rigor di termini, la fotografia still life può essere praticata all’esterno così come in studio, e il fotografo può riprendere gli oggetti così come li trova, isolandoli dal contesto, oppure può creare personalmente delle composizioni.

Tuttavia sempre più si tende ad accostare la fotografia di particolari inanimati in esterna alla street, e a limitare l’accezione di still life solo alla fotografia di oggetti effettuata in studio, con il pieno controllo sulla luce attraverso lampade o flash, e con lo scopo di raccontare le caratteristiche dell’oggetto ripreso, non tanto in maniera oggettiva (a meno che le foto non servano per un catalogo commerciale), ma attraverso l’interpretazione del fotografo.

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Una classica natura morta: una composizione di ortaggi. Il problema più grande, nella fotografia di still life, è il controllo dei riflessi. La superficie lucida dei peperoni ne ha creati alcuni piuttosto invasivi e fastidiosi. In un prossimo tutorial spiegheremo come si possono attenuare o azzerare i riflessi indesiderati.

 

 

Accostarsi allo still life consente di esercitare la propria fantasia e di confrontarsi con problemi concreti, come imparare a valutare le caratteristiche strutturali (materiali, colore, ecc…), la risposta alla luce (la cosa più difficile, nello still life, è il controllo dei riflessi e delle ombre), e le possibili valenze estetiche degli oggetti che ci circondano. Fondamentale, inoltre, nella fotografia di oggetti inanimati è la padronanza delle regole della composizione.

 

Nonostante le difficoltà lo still life consente di esprimere la propria creatività, oltre che la propria perizia, praticamente senza limiti. Ogni oggetto intorno a noi può ispirarci ed essere caricato di valenze espressive: prendiamo quindi l’abitudine di osservare tutto ciò che ci circonda considerandone le possibilità fotografiche che ci offre.

 

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Un soggetto davvero comune: un cesto di uova.

 

Il vantaggio dello still life è che possiamo praticarlo in un angolo di casa con qualsiasi tempo: i nostri soggetti sono oggetti di uso quotidiano, che probabilmente abbiamo sulla mensola in camino o magari n soffitta. Lasciarci ispirare da questi oggetti e creare composizioni gradevoli sta solo alla nostra fantasia.

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Il set casalingo per la natura morta mostrata sopra. Un unico softbox, con l’ausilio dell’effetto schiarente della parete bianca.

 

 

Lo “svantaggio” (ma tale non è, dato che ci farà crescere tantissimo fotograficamente parlando) è che dobbiamo diventare completamente padroni dal punto di vista tecnico, della nostra attrezzatura, ma soprattutto della luce.

 

L’attrezzatura

I professionisti usano fotocamere a banco ottico che consentono loro di avere il pieno controllo della profondità di campo e della prospettiva, e una qualità senza compromessi grazie alle pellicole o ai dorsi digitali di grande formato. Forse non è il caso di pensare all’acquisto di un banco ottico, anche se nel mercato dell’usato si possono trovare davvero delle buone occasioni (il “problema” è che dovrete lavorare usando la pellicola, dato che i dorsi digitali grande formato, anche usati, hanno costi non proprio alla portata del fotoamatore medio).

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Una fotocamera a banco ottico della Sinar.

 

Se non siete nelle condizioni, per esperienza o per disponibilità economica, di comprare una fotocamera di grande formato, comunque, non dovete scoraggiarvi. Una normale reflex o una mirrorless digitali andranno più che bene per iniziare a praticare lo still life, e anche per conseguire risultati di tutto rispetto.

Uno dei vantaggi delle moderne reflex digitali consiste nel monitor posteriore, che con la funzione live view permette di visualizzare l’aspetto che assumerà la fotografia prima di scattare. Se utilizzate luci continue, nel live view potrete vedere cosa succede ad una certa ombra se allontanate o avvicinate una luce, oppure se ne aggiungete o ne togliete una. Si tratta di un vantaggio non da poco. Pensate che chi lavora con il banco ottico utilizzando la pellicola spesso prima delle scatto definitivo deve fare diverse foto con pellicola Polaroid a sviluppo rapido, per avere un’idea di quale sarà la resa finale dell’immagine (al giorno d’oggi si utilizza allo stesso scopo una reflex digitale, mentre i professionisti dotati di attrezzatura moderna e costosa visualizzano tutto sul monitor di un computer).

 

Abbiamo parlato di luci. Lo still life è il regno della luce artificiale. E’ vero che per iniziare potete anche utilizzare la luce naturale, magari quella proveniente da una finestra, ma ben presto, se volete cimentarvi realmente con questo tipo di foto, dovrete necessariamente dotarvi di luci artificiali. Queste possono essere dei flash o delle fonti di luce continua (lampade).

I flash possono anche essere privi degli automatismi TTL. In questo genere l’utilità degli automatismi è piuttosto limitata e vi troverete spessissimo, se non sempre, a rinunciarvi comunque. Potete quindi acquistare anche dei vecchi flash privi di automatismi, con l’accortezza però che la loro tensione di lavoro sia quella sopportata dalla fotocamera per non danneggiare la stessa (questo vale per il flash che montato direttamente sulla macchina fotografica, gli altri, comandati da una fotocellula, potranno essere davvero di qualsiasi tipo, e sul mercato dell’usato ne trovate tantissimi a prezzo irrisorio).

Probabilmente però la soluzione migliore consiste nell’acquisto di luci continue. Utilizzando le lampade, infatti, potrete avere il pieno controllo sugli effetti dell’illuminazione, potete accorgervi immediatamente di un riflesso che si crea o valutare come cade un’ombra.

Che scegliate flash o lampade vi serviranno necessariamente degli stativi per reggerli, e degli ombrellini o dei softbox per ammorbidire la luce. Occorreranno inoltre pannelli riflettenti (andrà bene anche un bel rettangolo di polistirolo) e dei coni per direzionare la luce (ce ne sono in vendita, ma potete tranquillamente costruirveli utilizzando del cartoncino nero).

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Un softbox è un accessorio che si monta davanti alla fonte di illuminazione (lampada o flash) per ammorbidire la luce risultante. I softbox non costano tantissimo, ma possono comunque essere realizzati in fai da te.

 

Naturalmente, quello di cui assolutamente non potete fare a meno è un buon treppiede per la fotocamera. Infine può essere molto utile un supporto per reggere degli ampi spezzoni di stoffa bianca, nera, o di altri colori, in modo da creare dei fondali.

Comunque non spaventatevi: se avete già una fotocamera e un treppiede, con una spesa davvero contenuta potete comprare o costruire quel minimo di attrezzatura che vi permetterà di conseguire dei buoni risultati. Spesso basta usare la fantasia.

 

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Un set casalingo per still life. Lenzuoli, due flash utilizzati in modalità manuale, qualche stativo e pannelli riflettenti di polistirolo. La luce dei flash è ammorbidita con dei fogli di plastica a mo di softbox. Il risultato di un simile set fotografico lo vedete nella foto seguente. Che ne dite? Spesso con la fantasia, e con una buona padronanza della tecnica fotografica, si può sopperire alla mancanza di mezzi e di strumenti professionali.

 

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La foto ottenuta con il set fotografato sopra. Superfici come vetro e metalli sono molto difficili da gestire dal punto di vista dell’illuminazione per via dei riflessi.

 La fantasia

Al di là dell’attrezzatura, quello che conta è la fantasia, la capacità di individuare degli schemi di luce atti a realizzare l’immagine che abbiamo in mente. Nello still life si può davvero dire che l’unico limite è costituito dalla nostra creatività.

Prendete ad esempio questa fotografia. Si voleva rappresentare la struttura interna di questa fettina d’arancia. Si è scelto pertanto di illuminarla da dietro, semplicemente poggiandola su un softbox, per sfruttarne la semitrasparenza, mentre con un altro softbox, posto in alto si attenuava il controluce. In tal modo si è ottenuto anche lo sfondo bianco.

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Una fettina d’arancia fotografata posizionandola direttamente sul softbox al fine di evidenziarne la struttura attraverso il controluce.

 

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Il set per fotografare la fettina d’arancia in alto.

 

Attraverso la gestione delle luci si può ottenere praticamente qualsiasi effetto. Osservate la fotografia di questa vecchia bottiglia. Potreste pensare che sia stato utilizzato uno sfondo nero, ma non è così. La bottiglia è stata illuminata utilizzando due softbox posti tutti e due sulla sinistra rispetto all’asse fotocamera-soggetto. Uno dei due softbox era posto leggermente dietro la bottiglia, dava quindi un semi-controluce, l’altro softbox invece era posizionato in modo da far cadere la luce dall’alto. Oltre a ciò, rispetto alla lettura esposimetrica effettuata sull’intera scena, si è attuata una sottoesposizione di 4 stop. Il risultato è quello voluto, evidenziare plasticamente la struttura, tenere sotto controllo i riflessi, e ottenere uno sfondo nero come risultato combinato della mancata illuminazione dello stesso e della sottoesposizione.

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Una vecchia bottiglia può essere un ottimo soggetto per uno still life.

 

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Il set utilizzato per la foto della bottiglia.

 

La difficoltà principale dello still life è gestire le luci. Nello stesso tempo però è anche la sfida più entusiasmante: ottenere esattamente il risultato desiderato attraverso il perfetto controllo dell’illuminazione della scena. Ma non è facile. Se cominciate a cimentarvi con lo still life dovete provare, provare e riprovare il posizionamento delle luci finché non avrete ottenuto i risultati che avevate in mente.

Bene, speriamo di avervi incuriositi e dato degli spunti con questo tutorial. Continuate a seguirci. Prossimamente nel nostro corso di fotografia vi illustreremo come crearvi uno studio fotografico casalingo in maniera relativamente economica e affronteremo più nel dettaglio l’argomento degli schemi di illuminazione per diversi soggetti.

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By | 2017-11-19T09:15:58+00:00 17 marzo 2014|Come fotografare...|Commenti disabilitati su Come fotografare… lo still life