Contest fotografico “Inverno” – Foto segnalate e considerazioni

Cari amici di Phototutorial,

abbiamo deciso, a partire da questa edizione del contest, di andare oltre la semplice selezione delle fotografie finaliste, per delineare un quadro d’insieme dell’andamento della gara e fornire qualche parere sulle fotografie che maggiormente ci hanno colpito. In tal modo, nell’ottica che sempre deve guidare un corso di fotografia, speriamo che tanti possano riflettere sul proprio modo di fotografare e sul perché alcune fotografia hanno qualcosa più di altre…

Dunque, il tema era “Inverno” e molti lo hanno interpretato utilizzando l’elemento distintivo di questa stagione, ossia la neve. Ce lo aspettavamo. D’altra parte la pioggia c’è in tutte le stagioni, e anche se accompagnata ad alberi spogli difficilmente è univocamente associabile a questa stagione (potrebbe trattarsi di tardo autunno). Pochi hanno cercato di andare oltre il significato, diciamo così, “meteorologico” della parola, per cercare un inverno diverso, un inverno dei sentimenti, o un inverno della vita. Tra questi vogliamo segnalare la fotografia di Francesco Artuzzi che, con quelle persone – un uomo e una donna – che si danno le spalle, rappresenta forse l’incomunicabilità, ossia un aspetto dell’inverno dell’anima che ci portiamo dentro… Bella fotografia e buona la scelta del bianco e nero, che però forse avrebbe richiesto un maggior contrasto, in quanto così com’è si presenta tutta grigia, priva di bianchi e di neri, e quindi un po’ piatta…

Fotografia di Francesco Artuzzi.

Fotografia di Francesco Artuzzi.

 

Il tentativo di raccontare l’inverno senza utilizzare la neve ha dato pochi risultati apprezzabili. Tra questi segnaliamo il guanto abbandonato e un po’ ghiacciato di Chiara Busi (occhio a quella bruciatura sul dito indice).

Chiara Busi

Fotografia di Chiara Busi.

 

Veniamo ai paesaggi, privi di neve…

Un esempio di buona interpretazione del tema è sicuramente la fotografia di Normalman63 che racconta l’inverno al mare (pochi ci hanno provato). E’ vero che una tempesta può scoppiare anche d’estate, ma insomma, la foto rende molto bene il senso dell’inverno. Ineccepibile dal punto di vista della composizione, con il faro in lontananza che “equilibra” il surfista a vela in primo piano. Inoltre la macchia di colore verde, nel grigiore generale, cattura subito lo sguardo dell’osservatore.

Fotografia di Normalman63.

Fotografia di Normalman63.

 

Prova a raccontare l’inverno senza far ricorso alla neve anche Angelo Bonarelli, ma il suo paesaggio arricchito dalla bellissima luce appare più autunnale che invernale.

Fotografia di Angelo Bonarelli.

Fotografia di Angelo Bonarelli.

 

Più in sintonia con il tema appare la riuscita foto di Sergio Tumminiello. Il freddo si percepisce davvero, e la completa assenza di foglie sugli alberi ci racconta quasi inequivocabilmente la stagione invernale. Notate il peso giocato nella composizione dall’albero in primo piano. Nella fotografia di paesaggio un primo piano interessante può davvero fare la differenza.

Fotografia di Sergio Tumminiello.

Fotografia di Sergio Tumminiello.

 

Arriviamo adesso alla neve, regina incontrastata delle fotografie che ci avete mandato. Si va dal particolare che racconta il forte gelo, come questo paletto di recinzione visto da Gianluca Pisano…

Fotografia di Gianluca Pisano.

Fotografia di Gianluca Pisano.

 

… alla paesaggistica pura.  Quasi disegnate con nero di China su foglio bianco sono le case e gli alberi di Davide Tedesco, per un gradevole panorama innevato.

Fotografia di Davide Tedesco.

Fotografia di Davide Tedesco.

 

Mentre la collina ch declina verso la casa e l’albero guida dolcemente l’occhio dell’osservatore nella fotografia di Domenico Varenna. Buona scelta dal punto di vista compositivo.

Fotografia di Domenico Varenna.

Fotografia di Domenico Varenna.

 

Bella l’alba immortalata da Alberto Bissacco, con un primo piano costituito dai colori freddi (bianco tendente al blu) della vegetazione ghiacciata e lo sfondo dominato dai colori caldi del sole e del cielo. Un contrasto che si percepisce quasi fisicamente. Notare l’applicazione della regola dei terzi nel suddividere il fotogramma dal basso verso l’alto (erba, alberi, cielo), ma anche come il sole è stato posto quasi esattamente nell’area centrale.

Fotografia di Alberto Bissacco.

Fotografia di Alberto Bissacco.

 

Alcuni hanno giocato con i riflessi, scelta che, se ben realizzata, è sempre gradevole. E’ il caso delle fotografie che seguono, di Michela Checchetto e di Roberto Labelli. Entrambe sono di ottimo livello e ben interpretano il tema proposto, ineccepibili dal punto di vista della composizione.

Fotografia di Michela Checcheto.

Fotografia di Michela Checchetto.

 

Fotografia di Roberto Labelli.

Fotografia di Roberto Labelli.

 

Quel piccolo uccello nella foto di Roberto ci introduce ad un altro tema. L’importanza che può avere la presenza di un essere vivente nella fotografia di paesaggio. Le tre foto che seguono sono esemplificative sotto questo aspetto. Tutte e tre, senza quella minuscola presenza, perderebbero gran parte dell’interesse e dell’impatto visivo.

La prima è la fotografia di Marco Gardini. Una giornata gelida nella quale la cornacchia grigia, pure se di dimensioni piccolissime, assume un ruolo molto evocativo. Viste le dimensioni essa è correttamente posta al centro del fotogramma, considerando l’asse orizzontale, dove è più facile individuarla. Lungo l’asse verticale invece è decentrata. Poco felice però la scelta di tagliare gli alberi in alto.

Fotografia di Marco Gardini.

Fotografia di Marco Gardini.

 

Anche nella fotografia di Erika Dal Molin la persona, minuscola rispetto all’area inquadrata, gioca invece un ruolo importantissimo nell’economia della foto, che senza quella presenza perderebbe gran parte dell’impatto visivo. Pure in questo caso risulta indovinata la scelta compositiva di metterla al centro, lungo l’asse orizzontale, e per di più al punto di incontro delle linee oblique costituite dalle rive del ruscello.

Fotografia di Erika Dal Molin.

Fotografia di Erika Dal Molin.

 

La presenza umana è ancora più minuscola nella foto di Antonio Belluco, eppure  quell’escursionista perso nell’immensità di una montagna innevata rappresenta in maniera formidabile l’inverno. Molto bravo l’autore a vedere, e a rendere, le geometrie create dal passaggio di sciatori ed animali sulla neve.

Fotografia di Antonio Belluco.

Fotografia di Antonio Belluco.

 

Belle l’atmosfera e la luce nella fotografia di Gioacchino Di Salvo: neve, nuvole, pioggia in lontananza e mare in tempesta per una rappresentazione dell’inverno che contiene al suo interno tutti i caratteri meteorologici distintivi di questa stagione, e che sembra quasi un dipinto di un qualche pittore del Romanticismo inglese o tedesco.

Fotografia di Gioacchino Di Salvo.

Fotografia di Gioacchino Di Salvo.

 

Infine ci è piaciuta molto questa immagine di Daniela Menco, che ci racconta l’inverno attraverso un paesaggio innevato che si trova al di là di una finestra sulla quale si sono fermati i cristalli di ghiaccio. Brava  Daniela a saper vedere questa foto.

Fotografia di Daniela Menco.

Fotografia di Daniela Menco.

 

Bene, speriamo con questa analisi di essere riusciti a spiegare quali sono alcuni dei pregi delle foto selezionate. Probabilmente altre immagini avrebbero meritato di essere menzionate, ma operare una selezione non è mai semplice.

Tra queste foto sceglieremo la vincitrice. Appuntamento a fra qualche giorno.

 

By | 2017-12-22T13:40:52+00:00 10 febbraio 2015|Contest|1 Comment