Scattare con pellicola bianco e nero, sviluppare e stampare da sé ha ancora senso?

Può ancora avere senso oggi fotografare con la pellicola? Molti risponderebbero di no. Grazie ai telefonini di ultima generazione, ai tablet e alle macchine digitali la fotografia è oggigiorno alla portata di tutti, immediata e a costo zero.

Ma facciamoci alcune domande:

La fotografia digitale è veramente a costo zero?

Direi proprio di no. Lo scatto apparente non costa, ma ciò che costa sono le pennette, le card o memorie, i computer con software sempre più sofisticati e memorie sempre più espanse, i back up, gli hard disk di sicurezza, ecc. Basti pensare che negli ultimi 10 anni abbiamo visto la comparsa, e il repentino tramonto di floppy, cd-rom , e dvd. Negli ultimi Mac non esiste neppure più la possibilità di inserire o leggere un dvd, come tutto il nostro archivio possa essere trasferito in una pennetta con un semplice tocco di bacchetta magica. Senza considerare il costo delle fotocamere. Chi si è aggiornato alla tecnologia digitale in 10 anni quante fotocamere ha acquistato?
Ma quello che costa di più, ovvero ciò di cui siamo sempre in deficit, non sono certo i 20 euro per l’acquisto e lo sviluppo di una pellicola, bensì IL TEMPO.

Una gita con la famiglia e porti a casa 3/400 scatti con facilità. Hai poi il tempo durante la settimana successiva di guardare 400 videate a monitor, scegliere 10 immagini da memorizzare in una cartella, trasferire su una pennetta per portare dal fotografo a stampare?

Tank per lo sviluppo del negativo. E' arrivato il momento di cimentarvi con la "vera" fotografia?

Tank per lo sviluppo del negativo. E’ arrivato il momento di cimentarvi con la “vera” fotografia?

 

La qualità dell’immagine è veramente migliorata rispetto alle tecniche tradizionali?

Analizziamo il processo mentale che accompagna la fotografia digitale: gli automatismi, l’assenza di costi nella realizzazione delle immagini, e la facilità di interpolazione e correzione in fase di post-produzione creano disattenzione nel momento dello scatto. Viene spesso a mancare la ricerca dell’attimo fuggente, si scatta a raffica… senza attendere “il centesimo di secondo”, quell’attimo carico di emotività capace di destare l’interesse e la tensione in chi osserva l’immagine… quella tensione che il fotografo avvertiva nello svolgersi della scena. Questo discorso è generalizzato e si applica soprattutto al fotografo comune, non certo al professionista, anche se in parte il processo mentale è ormai entrato nell’ inconscio collettivo.

Dal punto di vista tecnico questo processo è la diretta conseguenza del display. Con gli smartphone, con le compatte, con molte mirrorless l’immagine non si guarda più nel mirino, che dava una visione precisa del soggetto e dell’inquadratura, ma a distanza, quasi per mantenere un distacco da ciò che si fotografa. Il risultato, specialmente all’esterno con molta luce, è un doversi accontentare di un’immagine approssimativa: se ritraiamo per esempio una persona o un gruppo diventa impossibile controllare gli sguardi o gli occhi, tanto sono piccoli.

Ecco che ci si abitua a “visualizzare” immagini mediocri, a perdere il gusto del “bello”, a dimenticarci dell’importanza del “centesimo di secondo”, quel preciso istante che esprime l’apice emozionale di una scena.

I rullini non sono scomparsi... Contrariamente a quanto si possa pensare esistono ancora, e possono dare molte soddisfazioni a chi è alla ricerca di una fotografia più ragionata.

I rullini non sono scomparsi… Contrariamente a quanto si possa pensare esistono ancora, e possono dare molte soddisfazioni a chi è alla ricerca di una fotografia più ragionata.

 

Che fine ha fatto il nostro album di famiglia? La scatola da scarpe che raccoglieva le nostre foto più belle?
La maggior parte delle immagini digitali rimangono nel telefonino o nel computer senza mai venire selezionate ne stampate… finché l’hard disk si rompe o diventa obsoleto e quindi inservibile. I documenti più importanti sono duplicati su cd-rom o dvd, solo a volte su memorie esterne. Ma che vita hanno le informazioni su questi supporti? Le case produttrici davano una garanzia approssimativa di 5 anni per i cd-rom e di soli 18 mesi per un dvd.

Avremo ben presto un buco nella memoria storica del nostro passato.

 

Con tutti i soldi spesi in macchine digitali, computer, memorie, floppy, cd-rom, chiavette quanti rullini avremmo potuto acquistare e stampare?

Senza pensare all’emozione che tutti provavamo all’uscita dal negozio del fotografo, quando, quasi di nascosto, aprivamo la busta delle nostre immagini: quante sorprese, quante delusioni… e quanti ricordi, basta aprire il cassetto o la famosa scatola da scarpe per riassaporarli!

Non ci credete? Guardate questa puntata di Quark. Fa riflettere, vero?

 

Le possibilità offerte dal digitale per la fotografia a pellicola

La grande possibilità è costituita dai vecchi corredi a pellicola di produttori storici che con la comparsa del digitale non sono riusciti a sopravvivere, fotocamere e obiettivi di qualità straordinaria, del formato 24×36, 6×6, 6×9, e perfino grande formato, che costavano un occhio della testa, e che adesso si trovano, in vendita, usati, sui siti di annunci, a prezzi molto abbordabili, anche se è finita la festa: anni fa si potevano fare affari davvero incredibili, quando molti, impazziti per il digitale, letteralmente buttavano via corredi analogici straordinari. Adesso i proprietari non hanno più questa tendenza a svendere, consci comunque del valore intrinseco del proprio corredo, e anche la richiesta di acquisto è in aumento, dato che c’è un forte ritorno di interesse per la fotografia tradizionale.

Un camera oscura attrezzata per la stampa dei negativi.

Un camera oscura attrezzata per la stampa dei negativi.

 

Se desiderate saperne di più sullo sviluppo e stampa seguiteci nei prossimi articoli dove introdurremo gli elementi base per affrontare da se la camera oscura, inizieremo con la lista dell’attrezzatura, un preventivo per l’acquisto del materiale necessario, e tanto altro da scoprire…

 

L’autore:

Luciano Monti nasce ad Este (PD) nel 1960 dove tutt’ora vive. Fotografa dal 1983. Nel 1984 si laurea in Lingua e Letteratura Inglese e affianca l’attività didattica alla fotografia.  Nel 1997 abbandona l’insegnamento per dedicarsi esclusivamente alla fotografia. Si occupa di Ritratto e Matrimonio, ed inizia ad interessarsi di Paesaggio. Per Phototutorial curerà una serie di articoli sulla fotografia a pellicola e sullo sviluppo e la stampa dei negativi. Sito web: www.montiluciano.com

Luciano tiene dei workshop sullo sviluppo e stampa del bianco e nero. Il prossimo di terrà ad Arquà dal 10 al 12 aprile. Vedi qui il programma.

By | 2017-12-22T13:40:05+00:00 14 febbraio 2015|Come fotografare..., Corso di fotografia di base|5 Comments