La regola dei terzi

Alzi la mano il fotografo che non ha mai sentito parlare della regola dei terzi! Tutti coloro che si avvicinano alla fotografia e cominciano ad approfondire l’argomento si imbattono in questa regolina di base della composizione fotografica.

Per prima cosa cerchiamo di spiegare di cosa si tratta.

La regola dei terzi consiste nel suddividere idealmente l’area del fotogramma in nove quadranti, dividendo ciascuno dei lati in tre parti uguali, come mostrato nella figura che segue.

regola dei terzi

La regola dei terzi consiste nel suddividere idealmente il fotogramma in nove quadranti come mostrato qui. I punti di incontro tra i segmenti che dividono i lati in tre sono considerati i punti forte dell’immagine.

 

I punti di incontro tra i segmenti che dividono i lati del fotogramma sono considerati “punti forti”, quelli dove idealmente bisognerebbe posizionare gli elementi chiave della nostra immagine.

Facciamo un esempio pratico. Osserviamo la foto che segue:

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Questa immagine è costruita secondo la regola dei terzi: notate infatti che la testa della civetta è posizionata quasi perfettamente su uno dei punti forti individuati sopra.

 

La testa del soggetto è posizionata quasi perfettamente su uno dei punti forti individuati secondo la regola dei terzi.

Ma perché questa regola è utile?

Ebbene, la tendenza dei fotografi principianti è quella di posizionare il soggetto al centro della fotogramma. Questo in genere fa sì che si creino immagini un po’ scontate, prive di dinamicità, ordinarie.

Intendiamoci, non sempre la composizione centrale è sbagliata, anzi: a volte è la soluzione migliore. Spesso però decentrare il soggetto può rendere una fotografia migliore dal punto di vista compositivo: essa risulta più dinamica e più gradevole.

La regola dei terzi non deve essere necessariamente usata disponendo gli elementi chiave in prossimità dei punti forti. Si possono anche usare i nove quadranti ideali, per suddividere e riempire il fotogramma con il nostro soggetto. Osservate la foto che segue:

Una fotografia costruita utilizzando la regola dei terzi.

 

La testa di Atena è posta nel quadrante centrale in alto mentre le altre parti della statua sono disposte negli altri quadranti in modo da riempire ordinatamente il fotogramma (il corpo della dea nei due quadranti centrali, gli oggetti che tiene in mando nei quadranti laterali).

 

Dopo aver visto la regola e capito come ci può essere utile, chiediamoci: è importante la massima precisione nell’applicarla? La risposta secondo noi è no.

Sebbene oggigiorno con i mirini elettronici sia possibile avere la griglia della regola dei terzi sempre sovrapposta elettronicamente alla nostra inquadratura, non è necessario ricercare la massima precisione.


Il principio che sta dietro la regola è quello che spesso conviene decentrare il soggetto, e che i vari elementi chiave vanno disposti in maniera armonica nell’area del fotogramma.

Non è affatto necessario, anzi talvolta può interferire con la nostra creatività e spontaneità, che la regola dei terzi sia applicata perfettamente. Limitiamoci quindi a decentrare, alla ricerca di dinamicità e armonia compositiva.

Spesso le situazioni fotografiche richiedono una lettura diversa da quella insegnata nei manuali, quindi consideriamo le cosiddette regole solo come delle indicazioni di massima.

Per approfondire ulteriormente le tematiche legate alla composizione fotografica vi invitiamo a leggere questi due altri articoli del nostro corso di fotografia:

 

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