Come fotografare… gli animali in natura (consigli da 6 a 10)

Con questo articolo del nostro corso di fotografia continuiamo a dare dei suggerimenti a chi desidera avvicinarsi alla fotografia di animali selvatici. Il consiglio numero 6 che vi diamo, è strettamente collegato al numero 5, che trovate nel precedente tutorial: Come fotografare… gli animali in natura (consigli da 1 a 5): andare dove ci sono gli animali. Certo, l’Italia offre grandissime opportunità di fotografare animali in natura. Però se desiderate immortalare leoni, elefanti, scimmie e altri animali che in natura in Italia non ci sono non vi resta che…

 

6) Viaggiare

Sì, molti animali potrete fotografarli solo all’estero. Certo si tratta di preventivare spese importanti, ma per gli appassionati l’esperienza di fotografare nelle zone più selvagge del pianeta è irrinunciabile. Attenzione però: non dovete rivolgervi ad agenzie che organizzano tour turistici generalisti, ma ad agenzie specializzate nella fotografia naturalistica. Meglio ancora sarebbe contattare uno dei tanti fotografi naturalisti che organizzano workshop in giro per il mondo.

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Pinguino Papua - Isole  Falkland - foto di Olivia Meneghetti (vai al suo sito web)

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Leonesse - Kenya - foto di Olivia Meneghetti (vai al suo sito web)

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Leopardo - Kenya - foto di Olivia Meneghetti (vai al suo sito web)

 

Se, ad esempio, pensate di fare un safari in Kenia, non illudetevi di riuscire a fare buone fotografie in un tour che prevede 3 giorni di mare e due di safari, in un pulmino con altre 20 persone a bordo. In questo modo difficilmente riuscirete a trovarvi al posto giusto al momento giusto, e comunque non avrete la possibilità di fotografare con calma e tranquillità. Per fare buone foto dovete essere invece su un fuoristrada con altri 3 appassionati, ognuno con lo spazio necessario per la sua attrezzatura e, soprattutto, tutti con lo scopo di ottenere buone foto, anche se questo significa aspettare 6 ore vicino ad una pozza d’acqua o alzarsi ben prima dell’alba al mattino. Un fotografo di natura che è stato nella zona tante volte saprà guidarvi in modo da aumentare esponenzialmente la possibilità di ottenere buone fotografie.

 

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Orsi fotografati in Finlandia. Anche il Vecchio Continente offre ottime opportunità fotografiche.

 

Viaggiare non significa solo voli intercontinentali. Anche nella nostra cara vecchia Europa si possono fotografare orsi, ghiottoni, falchi pescatori, renne e lupi in Finlandia, bisonti in Polonia, aquile in Norvegia e in Bulgaria, e così via… Basta fare un po’ di ricerche su Internet per trovare i contatti di chi organizza questi tour o per organizzarseli da sé.

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Un pulcinella di mare fotografato in Scozia.

 

Arriviamo ora ai veri e propri consigli di ripresa.

 

7) Gli obiettivi

Dovremmo dire: i teleobiettivi. Sì, anche se oggigiorno vanno molto di moda le foto agli animali fatte con i grandangoli, che si ottengono con animali molto confidenti, o con le fototrappole, il re della fotografia naturalistica è e resta il teleobiettivo. Di che focali stiamo parlando? Considerate che fotografando gli animali non si è mai abbastanza vicini (anche se in realtà poi accade spesso che qualche uccellino particolarmente dispettoso si venga a piazzare così vicino al capanno da rendervi impossibile metterlo a fuoco, ma questo è un altro discorso… avete presente la legge di Murphy?!) quindi più è lunga la focale, meglio è!

Sì, ma in pratica, quanto lunga? Nella fotografia da appostamento l’obiettivo più indicato è il 500mm f/4. Nella fotografia vagante, un 400mm f/5,6, o magari uno zoom 100-400mm f/5,6, saranno preferibili, perché portarsi a spasso per chilometri, ed utilizzare a mano libera un 500mm f/4 è improponibile. Se andate a controllare quanto costa un 500mm f/4, probabilmente, a meno che non siate particolarmente danarosi, o particolarmente motivati, è probabile che vi passi la voglia di cimentarvi con la fotografia naturalistica.

Fortunatamente però non è obbligatorio iniziare con un 500mm f/4. Molti affrontano con ottimi risultati la fotografia di wildlife con obiettivi più modesti, come ad esempio il già menzionato 400mm f/5,6, oppure un superzoom che arriva a 400mm, a 500mm, o anche a 600mm.

Oggi tantissimi produttori hanno in catalogo questi superzoom che presentano una qualità ottica davvero buona.

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Una volpe fotografata con uno zoom Sigma 150-500mm alla fotocale massima. 
La nitidezza è ottima. Foto di Pietro Ciafrei (visita la sua galleria on line).

 

Certo, hanno delle aperture di diaframma molto più contenute, e spesso vi troverete a dover alzare la sensibilità, ma oltre ad essere molto più maneggevoli, tali obiettivi sono anche molto molto più economici. Permettono pertanto di cimentarsi con la fotografia naturalistica con investimenti accettabili e risultati spesso molto buoni. (Vedi il tutorial Gli zoom supertele)

Se e quando verrà il momento in cui il 400mm, o il super zoom, vi starà stretto, potrete passare al 500mm f/4. Sicuramente a quel punto si tratterà di una spesa affrontata consapevolmente e guidata dalla passione.

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Ancora una fotografia scattata con uno zoom Sigma 150-500mm.
 Foto di Pietro Ciafrei (visita la sua galleria on line).

 

In alcune circostanze, in presenza di animali particolarmente confidenti, uno zoom 70-200, meglio se luminoso, potrebbe tornare utile.

 

8) Il punto di ripresa

L’errore più comune che si fa quando si fotografano gli animali è quello di riprenderli dall’alto verso il basso. Se desiderate ottenere belle fotografie di animali sappiate che dovete trovarvi in asse con il soggetto. E’ chiaro che non sempre questo è possibile, ma ogni volta che potete, cercate di posizionarvi in modo da trovarvi alla stesa altezza degli animali. Questo spesso significa: stesi pancia a terra. Vedrete quanto ci guadagneranno le vostre foto. Per inciso, si tratta di una regola che vale anche se fotografate gli animali domestici, ad esempio il vostro cagnolino. Provateci e poi mi direte…

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Un piovanello tridattilo fotografato su una spiaggia stendendosi a terra per inquadrarlo dalla giusta prospettiva, cioè in asse, alla sua stessa altezza.

 

9) Mettere a fuoco gli occhi

Sappiatelo, se gli occhi non sono perfettamente a fuoco, la foto è da cestinare. Lo sguardo dell’osservatore di una fotografia è irresistibilmente attratto dagli occhi del nostro soggetto. E se li trova sfocati, prova inevitabilmente una sensazione di disagio. Poche regole in fotografia sono così inderogabili. Quindi fate di tutto per centrare il punto di messa a fuoco sull’occhio del soggetto (si veda il tutorial Come fotografare… mettere a fuoco gli occhi).

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Una regola inderogabile: mettere a fuoco l’occhio del soggetto.

 

10) Cercate di ottenere la massima qualità d’immagine

Le foto di animali devono essere perfettamente dettagliate. Particolarmente importante è evitare il micromosso, sempre in agguato quando si usano lunghe focali, magari a mano libera. Per ottenere il maggior dettaglio possibile, si dovrebbero usare sensibilità molto basse. Ma con i teleobiettivi è importante prestare attenzione anche al tempo di scatto, che non dovrebbe essere inferiore al reciproco della focale, per evitare il micromosso. E’ vero che con il treppiede e con gli stabilizzatori si più tranquillamente rischiare un tempo anche molto più lento, ma tenete presente che gli animali si muovono, e che treppiede e stabilizzatore neutralizzano il mosso generato dal sistema fotografo più attrezzatura, non quello causato dal movimento del soggetto.

Sappiate dunque destreggiarvi tra queste esigenze diverse. Da un lato la necessità di avere sensibilità più basse possibili, dall’altro quella di conservare tempi di scatto di sicurezza. Nel dubbio, alzate la sensibilità. Un po’ di rumore si può sopportare, il micromosso proprio no.

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Prima mattina, cielo nuvoloso: la luce era ancora scarsa. Focale 122mm, apertura f/2,8, per mantenere un tempo di sicurezza di 1/160 di secondo, al fine di evitare ogni pericolo di micromosso, si è impostata una sensibilità di 1250 ISO. E’ una sensibilità alta, ma le fotocamere moderne si destreggiano bene con gli alti ISO, e una foto un po’ rumorosa è senz’altro preferibile ad una foto poco nitida a causa del micromosso.

 

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