Come fotografare… i fulmini

Prendiamo spunto dalla bellissima foto di Fabrizio Lutzoni (puoi vedere le sue foto qui) per parlare di un soggetto tanto affascinante quanto sfuggente: i fulmini.

Come si possono ottenere immagini come questa?

 

fotografare,fulmini

La splendida fotografia di Fabrizio Lutzoni.

 

Innanzitutto ecco i dati tecnici: Reflex Nikon d5100; Obiettivo Tokina 11-16 2.8; Exif: 16mm (APS-C) / f5.6 / 30sec / iso100 – Treppiede.

Lasciamo la parola all’autore della foto:

Questa foto è stata scattata subito dopo il tramonto in una spiaggia del nord-ovest sardegna. Mi trovavo in auto, sotto una scrosciante pioggia, alla ricerca di un luogo riparato che mi permettesse di immortalare un bel fulmine senza rischiare di bagnare la fotocamera. Facendo mente locale mi venne in mente un piccolo chiosco in legno che avevo visto su una spiaggia, proprio a pochi passi da dove mi trovavo.

Attrezzato di ombrello, zaino fotografico e treppiede mi dirigo sul posto e preparo la fotocamera con l’obiettivo giusto: un grandandolare!La scelta è stata dettata dall’ampio angolo di campo che permette di riprendere questo tipo di obiettivi, aumentando quindi le possibilità di far capitare il fulmine all’interno della scena.

Nel frattempo è già caduto qualche fulmine, così decido su quale porzione di scena puntare l’obiettivo. Faccio un paio di prove per essere sicuro che l’esposizione sia corretta e la composizione gradevole.

Scelgo di scattare in RAW (lo faccio sempre a dire il vero) per avere più margine in fase di sviluppo, come diaframma scelgo f5.6 (“sweet spot” dell’obiettivo utilizzato) per avere il massimo della definizione e 30 secondi di esposizione: è già abbastanza buio. Dopo 2 scatti a vuoto, ecco che appare il fulmine!

Fortuna vuole che appaia centrale rispetto alla scena ripresa, è proprio il caso di dire: obiettivo centrato! Soddisfatto non resta che tornare a casa per lo sviluppo.

In questa fase ho cercato di far venir fuori tutti i dettagli e di dar maggior contrasto alle nuvole per rendere la foto il più tridimensionale possibile. Ho utilizzato anche un filtro graduato colorato, via software, per creare ancora più tensione tra il fulmine “caldo” e le nubi “fredde”.

 

Allora ricapitoliamo… per fotografare i fulmini dovete:

Usare un treppiede, sul quale posizionare stabilmente la fotocamera. Dovrete usare infatti tempi di esposizione lunghi: o i 30 secondi, tempo massimo consentito dalla fotocamera, oppure, se è sufficientemente buio, La posa B (bulb) (potreste usare un filtro ND per allungare i tempi di esposizione necessari), in modo da tenere aperto l’otturatore per molti secondi, nell’attesa che cadano uno o più fulmini.

Vedere in che direzione cadono i lampi, e inquadrare in quella direzione, con un obiettivo abbastanza grandangolare, in modo da avere più possibilità che il fulmine cada in un’area inquadrata (non esagerate altrimenti il fulmine, in fotografia, potrebbe apparire troppo piccolo e poco spettacolare).

Scattare in RAW, sia per avere la massima qualità, sia perché le foto spesso avranno bisogno di una forte post produzione.

Infine, dovete avere un sacco di fortuna, e tempo libero proprio quando scoppia il temporale.

 

Fate attenzione!

Con i fulmini non si scherza. Cerchiamo di tenerci a distanza di sicurezza dal temporale. Se il temporale si avvicina entriamo in macchina: la carrozzeria in metallo fungerà da gabbia di Faraday garantendo una certa protezione, specie se la macchina è bagnata, ma evitiamo di toccare le parti metalliche dell’automobile. Soprattutto, stiamo lontani dall’acqua (se siamo in prossimità del mare) e da alberi, specie se di alto fusto. Cerchiamo riparo in strutture in muratura. Evitiamo luoghi aperti o esposti. Seguiamo le indicazioni della protezione civile esposte qui. Si tratta di normali regole di buon senso.

 

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