Come fotografare… il movimento dell’acqua

Uno degli effetti più apprezzati e gradevoli, nella fotografia di paesaggio, è senz’altro quello dell’acqua di un fiume, di una fontana o del mare, che assume, per via del movimento, il cosiddetto “effetto seta”.

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Tempo di esposizione 1 secondo, diaframma f/13

Come si possono ottenere foto come queste? Il seguente tutorial lo spiegherà.

Fotografare l'acqua con tempi lunghi,tempi lunghi,filtro ND

Tempo di esposizione 4 secondi, diaframma f/9

 

Innanazitutto bisogna dire che ottenere l’effetto movimento dell’acqua è tutt’altro che difficile. Il segreto è uno soltanto: utilizzare un tempo di esposizione lungo. Se leggete la didascalia delle immagini sopra riportate vedrete infatti che sono state scattate rispettivamente con tempi di uno e quattro secondi.

Per visualizzare concretamente come cambia l’effetto dell’acqua in una foto al variare del tempo di esposizione si osservino attentamente le foto di esempio sotto riportate, scattate al medesimo soggetto, prestando attenzione ai diversi tempi di esposizione usati.

Tempo di esposizione: 1/640 di secondo

 

Tempo di esposizione: 1/200 sec.

 

Tempo di esposizione: 1/100 sec.

 

Tempo di esposizione: 1/50 sec.

 

Tempo di esposizione: 1/13 sec.

 

Fotografia acqua con tempi lunghi

Tempo di esposizione: 1/3 sec.

 

Fotografia acqua con tempi lunghi

Tempo di esposizione: 1,3 sec.

 

Le fotografie sopra riportate sono solamente indicative. L’effetto che il tempo di esposizione scelto produce sull’acqua dipende infatti dalla velocità di movimento di quest’ultima. Spesso quindi non si può far altro che provare tempi di esposizione diversi, fino al raggiungimento del risultato desiderato. Per fortuna al giorno d’oggi, con il digitale, provare e riprovare è facile ed economico, dato che si può visualizzare immediatamente il risultato sul monitor e che gli scatti che non vanno bene possono essere semplicemente eliminati.

Ma come procedere?

Ecco la ricetta. Occorrono:

  • una fotocamera che permette di operare in modalità manuale;
  • un robusto treppiede (l’acqua deve uscire mossa in fotografia: tutto il resto deve apparire ben fermo e nitido);
  • un cavetto di scatto a distanza, o un telecomando, per non incorrere nel micromosso a causa della pressione diretta del pulsante di scatto. In alternativa di può usare le funzione “scatto con ritardo di due secondi”, presente sulla maggior parte delle fotocamere.

Il filtro grigio, utile per “assorbire” la luce, qualora ve ne sia troppa

  • In caso di luce molto forte che non permetta di ottenere tempi abbastanza lunghi, può essere utile un filtro grigio ND. L’ND è un filtro che si monta davanti all’obiettivo e che, essendo grigio, non introduce dominanti di colore, limitandosi ad “assorbire” un po’ di luce. In tal modo si potranno ottenere tempi di esposizione più lunghi.
  • Dopo aver posizionato la fotocamera sul treppiede e aver scelto l’inquadratura si chiude il diaframma al valore necessario per ottenere il tempo di esposizione desiderato. Di solito si dovrà operare con diaframmi piuttosto chiusi, che consentano tempi di esposizione compresi tra 1/10 sec. e qualche secondo, necessari per ottenere l’effetto movimento dell’acqua.

    Non è possibile dare delle regole generali sui tempi di scatto da utilizzare, perché ogni situazione è diversa per luminosità della scena, velocità dell’acqua, effetto desiderato, ecc…

    Conviene lavorare di primo mattino o al tramonto, quando la luce è meno intensa e si possono utilizzare tempi più lunghi anche senza ricorrere agli ND.

    Non resta quindi che trovare un ruscelletto, una cascata o una fontana, oppure andare in riva al mare, e provare…

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    Tempo di scatto 1,6 secondi.