Come fotografare… in teatro

Mi capita spesso di sentire riguardo la fotografia teatrale due osservazioni ricorrenti, e, paradossalmente, opposte: “in teatro è difficilissimo fotografare, c’è troppa poca luce” oppure “in teatro fare foto belle non è difficile, d’altronde gli spettacoli sono fatti per colpire lo sguardo”.

Non mi sento di concordare con una frase piuttosto che con l’altra, e, visto che siamo in tema di paradossi, dirò che sono entrambe sia corrette che errate. Mi spiego.

In teatro non è semplice fotografare, ma non perché ci sia “troppa poca luce”. A volte è vero, ce n’è poca, altre addirittura troppa. A volte invece la luce se ne va proprio mentre stiamo scattando. La verità è che le luci in teatro quasi sempre cambiano di intensità e di temperatura in funzione delle scene. La luce è infatti uno dei tanti linguaggi che il teatro utilizza per esprimersi, ed in quanto linguaggio si modula, cambia forma ed aspetto, per trasmettere un messaggio. Ecco da dove deriva la difficoltà per un fotografo: non appena siamo pronti a scattare la luce cambia, aumentando, diminuendo o spostandosi!

L’altra osservazione, che sottolinea la facilità con cui si possono ottenere immagini d’effetto, ha un fondamento di verità. Con un po’ di pratica e fortuna in teatro si possono ottenere abbastanza presto foto di un certo impatto. Abbiamo a disposizione dei visi espressivi, delle luci colorate e dei costumi eccentrici. Il rischio è però quello di sentirsi in una sorta di “parco giochi per fotografi”, e, lasciandoci abbagliare dal semplice effetto estetico, dimenticarci della vera sfida del fotografo teatrale: utilizzare la propria sensibilità prima per comprendere quello che uno spettacolo vuole trasmettere e poi per tradurre questo senso in forma fotografica. Con delle immagini, insomma.

 

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Fotografare il teatro: Roberto Herlitzka, ‘Il soccombente’, 2012.

 

Come si fa però a cogliere il senso di uno spettacolo? Forse non c’è una sola risposta, io però conosco solo un metodo: vedere quante più prove possibili, parlare con il regista, lo scenografo, gli attori, i tecnici (chi controlla le luci può darvi consigli importanti sui momenti dello spettacolo).

Magari studiare il testo che verrà messo in scena. Se state leggendo questo tutorial significa che siete appassionati di fotografia ma anche di teatro. Quindi approfondire la conoscenza del teatro dovrebbe essere un piacere. Conoscere il soggetto da fotografare è una regola che vale per ogni ramo della fotografia, ed il teatro non fa eccezione. Se non avete passione per quello che fotografate le vostre immagini ne risentiranno, non è un modo di dire, ma una regola pratica: quanto più conoscerete ogni lato dello spettacolo, tante più saranno le suggestioni che ne riceverete, e maggiori saranno le possibilità di trovarsi preparati e scattare al momento giusto. Vedere le prove vi permetterà inoltre di capire il ritmo dello spettacolo, di individuarne i momenti migliori per scattare.

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Fotografare il teatro: Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey, ‘Non c’è tempo amore’, 2011.

 

Dal punto di vista tecnico ogni spettacolo è una storia a sé, ma ecco alcuni accorgimenti di massima per orientarsi nel buio della sala teatrale.

 

OTTICHE, DIAFRAMMI, ISO

Le ottiche da privilegiare sono ovviamente quelle più luminose, tenete però presente che ormai scattare fino a 1600 iso non crea poi enormi problemi di rumore digitale, quindi anche se avete un diaframma 4 non disperate. Per fare pratica va più che bene.

Se avete la possibilità di fotografare durante una prova generale, senza il pubblico, potrete stare sul palco o vicino agli attori: un grandangolo o un normale fanno al caso vostro.

Se invece, come accade più spesso, avrete il permesso di fotografare durante una rappresentazione, quindi con il pubblico presente, non potrete muovervi troppo, dovrete scegliervi un posto e restarci per tutto lo spettacolo. Avete due opzioni: o in sala (in fondo o ai lati a seconda del teatro) o in quinta.

Evitate di scattare nei momenti di silenzio (lo so, spesso sono i momenti fotograficamente migliori, con gli attori magari fermi in qualche posa particolare o con uno sguardo intenso): il clic della macchina fotografica può disturbare pubblico ed attori. Esistono delle custodie per insonorizzare le macchine fotografiche, alcuni fotografi semplicemente avvolgono il corpo macchina in una felpa, ma anche il minimo rumore fatto durante un silenzio in teatro diventa qualcosa di enorme. L’altra scelta è quella di stare in quinta, cioè stare sul palco ma non visibili dal pubblico. Avrete una visione parziale dello spettacolo ma sarete più vicini agli attori. Non potrete muovervi affatto e farete quasi sempre la stessa inquadratura, ma questo potrebbe aiutarvi a concentrarvi su quello che effettivamente accade sul palco. Un esempio di questo tipo di immagini sono quelle di Alexey Brodovitch nel libro fotografico del 1945 ‘Ballet’, raccolta di immagini riprese appunto dalle quinte durante le rappresentazioni dei Balletti Russi.

Sia che scattiate durante le prove o durante lo spettacolo, cercate sempre di seguire il ritmo dello spettacolo, lasciatevi trasportare dalla narrazione che si sta svolgendo sotto i vostri occhi. Siate un po’ meno fotografi ed un po’ più spettatori: se iniziate a ragionare su ogni scatto in termini di esposizione corretta e composizione non inizierete mai a scattare.

 

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Fotografare il teatro: Paola Michelini, ‘In my end is my beginning’, 2009.

 

Usando l’esposizione in modalità spot, sottoesponete sempre di 1 o più stop: meglio avere un’immagine da schiarire in postproduzione piuttosto che una esposta correttamente ma mossa. Evitate di scendere sotto 1/80 (anche meno a seconda dell’ottica che usate e di quanto è ferma la vostra mano), tenendo però presente che potete anche allungare il tempo di esposizione per cercare un mosso “fatto bene” che può essere un valore aggiunto. Un mosso che non sia un errore ma una restituzione del movimento dell’attore. Maestro di questa tecnica in Italia è Tommaso Le Pera, che può ben venir definito l’inventore della fotografia teatrale moderna in Italia.

 

Concludendo, possiamo dire che nella fotografia in teatro il nodo da sciogliere è lo stesso di sempre in fotografia: riuscire ad ottenere un buon compromesso tra diaframma, tempi di esposizione e valore iso.

Una volta acquisita una certa pratica potremo iniziare a chiederci la cosa più importante: cosa vuole raccontare questo spettacolo e come posso tradurre questo messaggio in immagini? E qui non esiste tutorial che possa guidarvi.

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Fotografare il teatro: Francesco Pannofino, ‘E’ andata così’, 2013.

 

Gabriele Gelsi è un fotografo professionista. Vive a Roma, dove collabora con alcuni dei maggiori nomi del teatro italiano. Periodicamente organizza workshop sulla fotografia di teatro: l’ideale per approfondire le tematiche trattate in questo tutorial. Il prossimo evento si svolgerà a Roma, dal 7 al 9 dicembre 2013:

Workshop di fotografia teatrale e di scena – dal 7 al 9 dicembre a Roma

 

Per rimanere in contatto con Gabriele: www.gabrielegelsi.it

 

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