Come fotografare… le stelle

Fotografare le stelle

Ritaglio di cielo terso dall’ interno di una piccola torretta. – Tempo di scatto 25”; ISO 1600; ƒ/3,5.

 

Tutti, di questi tempi, stiamo riscoprendo il fascino della fotografia di paesaggio notturno (chiamata nightscape) magari abbinata a un cielo notturno limpido e stellato, a particolari eventi visibili in esso o magari anche ad una situazione di cielo poco nuvoloso.

Fotografare le stelle

Foto di un rudere in sihlouette con l’ inquinamento luminoso e cielo non limpido, può essere comunque una situazione interessante.

 

Qua e la troviamo foto incredibili, bellissime, allo stato dell’ arte. Grazia alla repentina avanzata tecnologica di questi ultimi tempi infatti, le nostre reflex odierne (e anche qualche reflex digitale d’ elite di qualche anno fa) sono in grado di catturare immagini mozzafiato anche in scarse condizioni di luce. Ma come?

Anzitutto sfatiamo subito un mito: per avere delle immagini davvero molto buone, in condizioni di scarsa luce, è necessario (ancora) avere “la marcia in più” ossia delle macchine fotografiche e ottiche che abbiano delle buone prestazioni, insomma occorre spenderci su. Va però assolutamente sottolineato che, oggigiorno, è possibile realizzare con grande facilità questo tipo d’ immagini anche con delle reflex e ottiche base, come possono essere una Pentax k-r, una Nikon D3100, una Canon EOS 1100 e i loro vari e rispettivi obiettivi kit 18-55. Certo, ci vuole più impegno ma possono essere una vera palestra per creare delle buone basi riguardo la materia.

Perché scrivo continuamente “scarsa luce” e non “buio”?

È molto semplice. Senza scendere troppo in particolari, sappiate che in un paesaggio notturno vi è sempre della luce: poca che essa sia per noi non fa differenza, per le reflex evolute del giorno d’ oggi ebbene si. Pensate sempre che la reflex ci vede sempre benissimo, molto più del nostro spettro visivo che varia leggermente da persona a persona. Ha solamente bisogno di tempo e dei giusti “occhiali” (l’obiettivo).

Prima di entrare nel vivo riguardo il procedimento di ripresa… sappiate che in fotografia notturna tutto ha un perché e può giocarvi a favore, specialmente nella fotografia di paesaggio notturno. Dovete pianificare e sfruttare tutto ciò che potete per avere una resa per lo meno accettabile. È importantissimo: anzitutto avere il necessario, conoscere l’ ideale funzionamento del nostro necessario, sapersi un minimo orientare in scarsa luce, conoscere le previsioni meteo dettagliate in anticipo.

L’attrezzatura necessaria

Che ci crediate o meno, bastano una reflex base, un obiettivo kit base e un discreto treppiede per realizzare la nostra modesta foto da panorama notturno con cielo stellato. Se li avete, potete provarci.

come fotografare le stelle

La via lattea fotografata a 25” iso 1600 introducendo una struttura fatiscente in sihlouette.

 

L’importanza della conoscenza

Iinizialmente usate una torcia a bassa intensità o a batterie quasi scariche per comandare la vostra reflex ma abituatevi a riconoscere i tasti e a scattare senza torcia. Conoscenza significa anche sperimentazione: le prime volte potrete smanettare con i parametri (entro un certo range). È lecito, serve a farci capire quali valori di una determinata scala orientantativa ci consentono di ottenere il miglior risultato. Conoscenza significa sapere anche che ci sono dei limiti i cui è bene non forzare… uno su tutto è il continuo uso della macchina per delle lunghe esposizioni: un po’ come il nostro corpo che non può correre per centinaia di km senza conseguenze, così il sensore e l’ apparato di amplificazione interna della macchina si scalda, talvolta troppo… con conseguenti immagini scadenti o nel peggiore dei casi dei malfunzionamenti.

L’ orientamento

Oltre al fatto del “sapere dove mettere i piedi” una volta spenta la luce, è molto d’ aiuto il sapere cosa abbiamo di fronte a noi, specialmente riguardo al cielo. Certo, non si pretende la conoscenza della mappa stellare e, se magari lo smartphone non prende o ci abbandona, dobbiamo fare da soli. Chiedetevi: se tra un’ora sorge la luna, da quale parte sarà? Mi darà fotograficamente fastidio? Vorrei fotografare la via lattea, da che parte sorge? Vedo un bagliore là in fondo… che paese è, posso fare qualcosa?

Tutte domande lecite, l’ orientamento fa parte della pianificazione… assolutamente. Scegliersi il posto ideale e sapere dove sarà quel qualcosa vi aiuterà moltissimo!

Astroscape

Astroscape con via Lattea e Luna al tramonto, somma di scatti a 20” iso 800 (per via di tanta luce presente nella scena).

 

Le previsioni meteo

Non sottovalutate MAI questa pianificazione, può valere il flop totale dell’ uscita fotografica. Incrociate più meteo on-line possibilmente ora per ora. Controllate, oltre alle solite condimeteo: l’ umidità e la foschia a qualsiasi quota, i venti e la loro intensità.

Bene, fatto questo, ora siamo sul campo, siamo pronti. Treppiede posizionato, macchina accesa e obiettivo ovviamente inserito. Quindi? Panico: la messa a fuoco automatica non funziona, a ISO bassi non si vede un’ accidente, apertura diaframma? Si ma poi insomma il tempo d’esposizione?

MAF (Messa A Fuoco)

Ovviamente sarà impossibile mettere a fuoco in automatico un panorama in scarsa luce, fatto salvo qualche netto punto di riferimento davvero luminoso. Come fare? Semplice: mettiamo a fuoco manualmente. Esistono vari metodi ma sicuramente il metodo più efficace per una messa a fuoco nitida delle stelle (poiché risulta essere il punto di maggior interesse della nostra foto) è quello della MAF da Live View (ossia da schermetto, con ingrandimento digitale).

Come si fa? Se la reflex ne è provvista (i modelli attuali si, tutti…) si preme il pulsante apposito (solitamente rosso o con la scritta LV) e con i tasti freccia o lenti si ingrandisce l’ immagine nello schermo. Consiglio di cercare la stella più luminosa attorno a voi (o pianeta.. insomma il puntino più “sgargiante”) e di puntarlo con il vostro obiettivo di modo da averlo al centro dello schermetto. Dopodichè ingrandite e poi mettete a fuoco: un corpo luminoso correttamente messo a fuoco deve risultare il più regolare possibile senza aloni rosa – viola – blu – celesti e senza essere un pallino sfumato ma quanto più vicino possibile a un puntino bianco. Ci vuole tanta pazienza, non disperate.

Vi consiglio di fare direttamente così la messa a fuoco sulle stelle non coincide sempre con il valore di “infinito” del vostro obiettivo… certo potete prendere l’ infinito come riferimento e poi però affinare la MAF in questo modo.

 

Sensibilità ISO

Si tratta di un argomento molto molto delicato e ci si potrebbe stare delle ore a spiegare i determinati valori e rapporti. Sappiate, ora che state iniziando, che solitamente si consiglia di alzare il valore ISO a 3200 ma non è un’ impostazione valida sempre, specialmente se utilizzate una reflex a sensore ridotto (APS-C): vi consiglio di provare sensibilità fra un minimo di 800 e un massimo di 1600 senza preoccuparvi troppo del fatto che le stelle siano poco evidenti. In fase di post-produzione interverremo e in un prossimo tutorial vi spiegherò come. Certo, se volete usare 3200… fate pure ma sappiate che, poco che sia, all’ aumentare del valore della scala ISO aumenterà il rumore prodotto dall’ elettronica della vostra reflex (e sono disturbi di vario tipo più o meno evidenti).

Apertura diaframma

Beh se cercate di guardare il mondo ad occhi chiusi, non lo vedete. Figuriamoci durante la notte. Ricordandoci quindi che anche la nostra reflex deve vederci, è bene quindi utilizzare il diaframma completamente aperto, di solito nei obiettivi kit questo valore a focale minima è pari a ƒ/3.5

Un occhio ben spalancato, insomma!

Tempi d’ esposizione

Oh, bene. Se volete riprendere le stelle come puntini, qui entra in gioco una famosa regola: la regola del 600 (e le sue varianti su cui sorvolo). Perchè 600? Che valore è? Come funziona? A cosa serve?

600 è un numero costante che dovremo dividere per il numero dei nostri mm con i quali decideremo di scattare (per esempio 18mm). Il risultato dovrà essere diviso per il fattore crop (solo se usiamo una APS-C). I sensori Canon base hanno un fattore crop di 1,6 mentre i sensori base Sony, Pentax, Nikon hanno un fattore crop che si aggira attorno all’ 1,5.

ESEMPIO 600:18:1.5 = 22 – 23 secondi. Questo sarà il nostro tempo MASSIMO d’ esposizione.

Perchè si usa questa regola? Per evitare che si crei la cosidetta scia (o trail) stellare, per effetto rotatorio terrestre. Come nella foto che segue.

fotografare le stelle

Particolare lunga esposizione in cui le stelle hanno un’ evidente scia e la via Lattea si presenta come un bagliore confuso.

 

Naturalmente anche lo startrail può dare belle soddisfazioni fotografiche, e in un prossimo tutorial ci concetreremo proprio su questa tecnica.

Ma ora torniamo alle nostre stelle puntiformi…

Se applichiamo quanto abbiamo detto finora in questo tutorial siamo pronti per scattare. Se abbiamo un telecomandino: usiamolo! Se non lo abbiamo, nessun problema. Attiviamo lo scatto ritardato, si quello per l’ autoscatto di gruppo.

Et voilà… ecco il nostro panorama notturno BASE senza pretese pronto per essere poi lavorato al pc, dimenticavo: per questo tipo di fotografia è calorosamente consigliabile scattare e salvare in RAW per conservare tutte le informazioni possibili all’interno del nostro file. Informazioni che verranno utili nella indispensabile fase di post-produzione. Insomma fatelo.. è meglio!

Piccole puntualizzazioni sull’attrezzatura

Si è parlato principalmente di attrezzatura base ed è ovvio che, come detto, spendendoci su con acquisti mirati il risultato ottenuto sarà migliore.

Vi sarà sicuramente d’ aiuto un telecomando per scatto remoto, un robusto e pesante treppiede, una reflex magari più prestante e senza dubbio una lente dedicata. Per questo tipo di fotografia sono indicate lenti con ampio angolo di campo e grande apertura di diaframma: i così detti grandangoli spinti veloci (o luminosi). Vi sono varie tipologie di essi e sono: grandangolari, supergrandangolari, ultragrandangolari fisheye, tele-wide. Senza scendere in particolari, bisogna ricordare che prima dell’ acquisto, è necessario porsi le domande: a cosa mi può servire una lente grandangolare? Sono abituato a muovermi o sono quasi sempre costretto ad usare lo zoom? Userò il mio futuro obiettivo solo per panorami o anche per architettura? Ho particolari esigenze rispetto alle deformazioni e alla qualità o mi posso accontentare perché, tanto, sarà sempre meglio del kit 18/55?

Insomma tutte domande lecite specialmente se non avete abbastanza soldi e volete una lente per un solo stile, in questo caso la fotografia Astroscape.

Case costruttrici come Pentax, Canon, Nikon hanno delle buone (in alcuni casi ottime) lenti, tuttavia le case costruttrici terze come Laowa, Samyang, Sigma sono in continua evoluzione e sono in grado di offrire prodotti di grande fattura (e specifici) a prezzi talvolta molto più ragionevoli. Da non dimenticare i vecchi grandangolari di un tempo (20 – 24 – 28 mm) che seppur progettati per il formato 35mm offrono comunque un buono approccio sia dal punto di vista dell’ esperienza che qualitativo. Ancora: non sottovalutiamo i vecchi supergrandangolari fisheye, uno su tutti lo Zenitar 16mm: conveniente, manuale, resa ottica non male!

 

La scelta del periodo dell’anno

Ricordiamoci che vi sono periodi più o meno buoni per fotografare particolari eventi nel cielo come le congiunzioni tra satelliti e pianeti, le comete, le eclissi, il paesaggio sotto luce lunare e, immancabile, la Via Lattea!

Fotografare la via lattea

 

Se vogliamo fotografare la Via Lattea dobbiamo ricordarci che si comporta come il Sole e la Luna ma a modo suo! Ha una sua alba e un suo tramonto e sono variabili nel tempo! Diciamo che se amate il campeggio per voi non sarà un grosso problema… ma se avete altre priorità e impegni, dovete sapere che, la Via Lattea albeggia con la parte più luminosa (Nucleo) praticamente poco prima dell’ alba del Sole (a fine Marzo), verso le 03:00 – 04:00 AM ad Aprile – Maggio e via via si va ad anticipare.

I mesi ideali per una Via Lattea alta e visibile nel cielo terso sono sicuramente Luglio – Agosto ad orari molto più accessibili (23:30 – 00:00 risulta già abbastanza “alta” nel cielo), mentre a fine Ottobre – primi di Novembre ormai s’ intravede ben poco (è visibile la parte meno luminosa e il cielo comincia ad annuvolarsi sempre più spesso) ad orari praticamente serali (08:00 PM).

Ultime raccomandazioni

A seconda del periodo che voi sceglierete, non sottovalutate l’ abbigliamento, una torcia, una bussola e il mangiare. Sono tutte cose utili, magari può esserlo anche un libro o un dispositivo elettronico per passare i tempi “morti”, ricordatevi che è sempre meglio muoversi in compagnia (possibilmente esperta e non d’ intralcio) e che principalmente dovete divertirvi, con piacere! Buoni Astroscape!

 

Presto seguiranno altri tutorial su come fotgrafare le stelle. Saranno dedicati alla post-produzione e allo star-trail. Continuate a seguirci su Phototutorial.

 

L’autore

Mi chiamo Giovanni Corona, classe 1982, faccio della fotografia la mia più viva e ardita passione.
Studiare la reflex, capirne i funzionamenti, sperimentare nuovi approcci, capire la composizione fotografica, seguire le regole e poi infrangerle con consapevolezza: questi sono gli ingredienti per la realizzazione delle mie fotografie, seguite da un pizzico di stile personale.
Sono propenso e quindi maggiormente esperto riguardo la fotografia astroscape e tutte le sottocategorie che compongono il fantastico mondo delle foto eseguite la notte o in condizioni di scarsa luce.
Giovanni Corona
Potrete trovare le mie foto principalmente su: