Come fotografare… nei musei

Spesso fotografare nei musei è vietato. Lo sappiamo benissimo noi fotoamatori che sovente, nelle nostre visite culturali, siamo costretti a frenare la voglia di fotografare, quando non addirittura a lasciare le borsa fotografica sotto chiave in un armadietto del guardaroba.

Tuttavia vi sono eccezioni: musei, anche importanti, che consentono di scattare al proprio interno. Recentemente poi sembra che con il Decreto cultura, varato dal Consiglio dei ministri il 22 maggio 2014, la situazione in Italia finalmente sia migliorata in favore degli appassionati di fotografia. Il decreto infatti permette di scattare fotografie nei musei, purché non si utilizzi flash o alcun altro tipo di illuminazione artificiale, né alcun tipo di treppiede o stativo, e purché gli scatti siano solo per uso personale e assolutamente non a scopo di lucro.

Fotografare nei musei non sempre è permesso, anche se un recente decreto governativo dovrebbe migliorare un po' la situazione per noi fotoamatori.

Fotografare nei musei non sempre è permesso, anche se un recente decreto governativo dovrebbe migliorare un po’ la situazione per noi fotoamatori. Museo Reina Sofia di Madrid.

 

Si tratta senz’altro di una bella notizia per tutti gli appassionati. Innanzitutto sarà possibile prendere una veloce “nota fotografica” di un reperto o di un dipinto sul quale ci proponiamo di fare in seguito delle ricerche per saperne di più. Devo dire che pur fotografando da tanto tempo non mi sono mai sognato di utilizzare in maniera diversa i miei scatti. Per fotografare le opere d’arte in maniera decente, infatti, occorre attrezzatura professionale, dalla fotocamera a banco ottico che consente di correggere le linee cadenti, alle sorgenti luminose idonee e collocate in maniera adeguata. Per fotografare dei dipinti serve un cartoncino grigio per tarare correttamente l’esposizione, e un cartoncino bianco per valutare, a posteriori, sviluppando il RAW, la correttezza cromatica…

 

Nulla di tutto questo sarà possibile neanche ora. Il decreto di fatto vieta l’utilizzo di treppiede e luci artificiali, quindi sognatevi scatti alle opere d’arte di livello professionale.  Sarà invece finalmente possibile farsi un selfie vicino alla Nascita di Venere di Botticelli, per quello che può valere… :)

 

A parte gli scherzi, cosa ci vuole, dal punto di vista dell’attrezzatura, per fotografare nei musei?

 

fotografare nei musei

Un esempio di classica fotografia ottenibile nei musei dove è consentito fotografare (in questo caso il museo Thyssen-Bornemisza di Madrid). Se accanto all’opera riprendiamo la targhetta avremo in seguito modo di ricordare autore e titolo dell’opera, magari a scopo di studio o di approfondimento.
Senza un cartoncino bianco da posizionare nell’inquadratura, comunque, sarà impossibile in seguito verificare la correttezza cromatica della nostra fotografia. Dati di scatto di questa foto: Pentax K5; Focale 21mm, ISO 4000; f/5,6; 1/50 sec.

 

Attrezzatura

Ovviamente serve una fotocamera, magari una mirrorless o una reflex digitale, oppure uno smartphone o un tablet, se preferite… Naturalmente con una vera fotocamera otterremo risultati migliori, ma per un veloce appunto fotografico, o per un autoscatto, ogni strumento atto a riprendere immagini va bene.

Siccome l’illuminazione nei musei non è molto forte, ci troveremo spesso ad usare le alte sensibilità, quindi una fotocamera con una buona resa agli alti ISO ci permetterà di ottenere fotografie migliori.

Per lo stesso motivo, se abbiamo obiettivi luminosi, potrebbero fare al caso nostro. C’è anche da dire che se siamo in viaggio magari abbiamo lasciato a casa gli obiettivi luminosi in favore di una maggiore compattezza del corredo. Ancora una volta, saranno gli alti ISO a salvarci. Quindi una fotocamera di ultima generazione, che di solito presentano ottime prestazioni e pulizia anche a sensibilità di 1600, 3200, 6400 ISO, ci avvantaggerà.

Spesso nei musei ci sono teche o vetrine che conservano i reperti. Per eliminare i riflessi che si formano a causa del vetro può essere utile il filtro polarizzatore (vedi il tutorial Il filtro polarizzatore). Il filtro polarizzatore assorbe però molta luce, circa 2 stop, e siccome il treppiede non si può utilizzare torniamo al vantaggio che gli alti ISO ci danno. Qui di seguito riportiamo un esempio degli effetti del filtro polarizzatore sui riflessi, anche se non si tratta di una vetrina di un museo… :)

Un vantaggio sarà ovviamente costituito dal sistema di stabilizzazione sull’obiettivo o sul sensore (vedi tutorial: Lo stabilizzatore).

 

Foto senza filtro polarizzatore

La foto ad una vetrina senza filtro polarizzatore. I riflessi provenienti dall’esterno impediscono di vedere bene il contenuto.

 

Foto con filtro polarizzatore: gran parte dei riflessi sono stati eliminati dal filtro. Il miglioramento è piuttosto evidente.

Foto con filtro polarizzatore: gran parte dei riflessi sono stati eliminati dal filtro. Il miglioramento è piuttosto evidente.

 

Rispettiamo le regole

Probabilmente quando non possiamo utilizzare la nostra fida fotocamera ci rimaniamo male, ma non è il caso di prendersela con il personale del museo: evitiamo di litigare. Se le foto sono vietate, pazienza. Se è vietato fotografare, è poco corretto cercare di riprendere delle istantanee clandestinamente. Se è vietato usare il flash (praticamente questa è una regola universale, e continuerà a valere anche dopo l’applicazione del summenzionato decreto), evitiamo di usare il flash.

Cerchiamo inoltre di non disturbare gli altri visitatori.

 

Cosa fotografare

Ripetiamolo, pensare di realizzare fotografie alle opere d’arte che possano rivaleggiare con le quelle ottenuta da un professionista autorizzato dalla soprintendenza o dalla direzione ad operare con tutta l’attrezzatura necessaria, è assolutamente velleitario.

Tuttavia ottenere foto di un qualche interesse in un museo potrebbe essere tutt’altro che impossibile.

In particolare, un suggerimento che possiamo darvi, è quello di cercare di catturare le interazioni che si creano tra le opere esposte ed i visitatori, in stile reportage. In questo modo si potrà forse ottenere qualcosa di più di una semplice fotografia ricordo: si potrà narrare un’esperienza di fruizione dell’opera d’arte.

Vi faccio qualche esempio tratto da un mio recente viaggio a Madrid. Nel museo Reina Sofia, dedicato all’arte contemporanea, è possibile fotografare (con l’esclusione purtroppo di alcune sale, come quella dove sono esposte le fotografie di Robert Capa e quella nella quale vi è il famoso “Guernica” di Picasso). Ho cercato di cogliere qualche immagine che andasse oltre la mera riproduzione dei quadri…

Ecco un paio di esempi:

come fotografare nei musei.

In questa fotografia mi è sembrato interessante il gioco di sguardi che sembra crearsi tra il dipinto e il visitatore. Dati di scatto: Pentax K5; focale 21mm; ISO 3200; f/6,3; 1/60 sec. Museo Reina Sofia di Madrid.

 

come fotografare nei musei

In questo caso sono stato colpito dall’evidente casuale corrispondenza di colori tra l’opera e il visitatore. Pentax K5; focale 19 mm; ISO 3200; f/6,3; 1/30 sec. Museo Reina Sofia di Madrid.

 

Si tratta di fotografie prese al volo, in stile reportage, che possono avere una certa valenza estetica.

Un altro tentativo che si può fare è quello di “giocarsela” puntando tutto sulla composizione: cercando di cogliere i rapporti esistenti tra le opere d’arte e l’ambiente nel quale sono esposte, in un gioco di linee, prospettive e forme. Come nell’esempio che segue:

Mostrare le oper nel loro contesto espositivo cercando di valorizzare la fotografia dal punto di vista compositivo.

Mostrare le opere nel loro contesto espositivo cercando di valorizzare la fotografia dal punto di vista compositivo. Museo Reina Sofia di Madrid.

 

Come forse vi siete resi conto, probabilmente le ottiche migliori per questo genere di fotografia sono quelle grandangolari. Uno zoom 12-24mm potrebbe rappresentare l’obiettivo ideale per un approccio di questo genere alla fotografia nei musei.

Le opere d’arte contemporanee, basate su allestimenti multisensoriali che richiedono la partecipazione diretta dello spettatore possono fornire ottime possibilità fotografiche, come nel caso delle due immagini che seguono:

fotografare nei musei

L’allestimento di un artista contemporaneo prevedeva che il visitatore si sedesse sulla panca sospesa per essere inondato dai suoni provenienti dalle casse.

 

fotografare musei selfie

Un allestimento nel quale erano presenti degli specchi è l’occasione per un selfie meno scontato di altri.

 

Naturalmente nulla ci vieta di fare fotografie più “tradizionali”, anche se i risultati saranno ovviamente approssimativi. Ricordiamo però che potremo poi usare queste immagini solo per uso presonale e non a scopo di lucro:

tomba del tuffatore,fotografie,musei

La famosa copertura della tomba del tuffatore, conservata nel museo di Paestum, nel quale si può fotografare liberamente a mano libera. Pentax K5; focale 68mm; ISO 1600. Museo di Paestum.

 

Quale può essere l’utilizzo di fotografie come queste? Di sicuro la loro qualità non è sufficiente per una pubblicazione. Tuttavia potrebbe essere sufficiente per un blog, o per altri usi (per esempio un insegnante potrebbe utilizzarle facilmente per una lezione interattiva, ottenendo una qualità migliore rispetto a quella ottenibile semplicemente scaricando le foto da Internet).

Bene, speriamo di avervi dato qualche spunto con questo tutorial. Se avete altre idee o suggerimenti scrivete un commento qui in calce all’articolo.

 

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