Fare foto sulla neve

Tra le condizioni meteorologiche che possono aiutare a scattare fotografie interessanti vi è sicuramente la neve. I fiocchi di neve che cadono possono rendere più affascinante qualsiasi situazione mentre il mantello candido trasforma anche il più scontato dei paesaggi in uno scenario incantato.

La neve che cade dona fascino a questa fotografia

 

Un paesaggio innevato

 

Quando si fotografa con la neve però bisogna adottare alcuni accorgimenti, in modo da ottenere delle immagini gratificanti in tutta sicurezza, sia per la nostra persona, sia per la nostra attrezzatura.

Coprirsi adeguatamente

Può sembrare scontato, ma stare a lungo in mezzo alla neve con temperature basse senza essere adeguatamente equipaggiati può trasformare una bella esperienza in un incubo. Se si decide di uscire sulla neve bisogna farlo avendo cura di vestirsi con indumenti tecnici che ci permetteranno di affrontare la nostra sessione fotografica nel massimo confort. Quando siamo infreddoliti o abbiamo i piedi bagnati difficilmente riusciamo a mantenere la lucidità e la serenità necessarie per ottenere belle fotografie.

Proteggere l’attrezzatura

Soprattutto quando la nevicata è in corso bisogna prestare attenzione a proteggere la fotocamera e gli obiettivi. Se si dispone di fotocamera e ottiche tropicalizzate, cioè dotate di protezioni e guarnizioni supplementari per resistere alle intemperie, si può stare tranquilli.

Con una fotocamera e un obiettivo tropicalizzati possiamo fotografare tranquillamente sotto le intemperie, compresa una forte nevicata. In questo caso la Pentax K5 con l’obiettivo tropicalizzato 18-55mm WR.

 

Ma non è detto che se la nostra attrezzatura non è tropicalizzata dobbiamo rinunciare a scattare fotografie nel mezzo di una nevicata. Per proteggere in maniera più che adeguata una fotocamera è sufficiente dotarsi di qualche sacchetto di quelli che si utilizzano per congelare gli alimenti e di qualche elastico. Basta praticare un’apertura sul fondo chiuso del sacchetto, larga abbastanza per far passare l’obiettivo. Con gli elastici faremo in modo che il sacchetto aderisca perfettamente all’ottica. Scegliamo un sacchetto abbastanza lungo e largo da coprire anche la fotocamera. Ricordiamo di montare il paraluce per proteggere la lente frontale. Adesso siamo in grado di affrontare una forte nevicata.

Un sacchetto di quelli utilizzati per congelare i cibi e un paio di elastici sono molto utili e comodi per proteggere la fotocamera sotto la pioggia o la neve

 

Un altro momento delicato è il rientro in casa, o comunque in un ambiente caldo, dopo aver usato l’attrezzatura fotografica. Il rischio è quello che si crei della condensa sulle lenti. Per evitarlo  bisogna rimettere fotocamera e obiettivi nella borsa fotografica prima di entrare in un luogo riscaldato e lasciarli lì per alcune decine di minuti (anche un’ora o più, a seconda della differenza di temperatura tra l’esterno e l’interno) prima di estrarli, in modo che la condensa si formi eventualmente sulla borsa e non all’interno. Se si forma della condensa sulla lente frontale dell’obiettivo conviene lasciarlo per alcune decine di minuti senza il tappo anteriore per asciugarlo poi con un panno in microfibra. Evitiamo di cambiare l’obiettivo finché l’attrezzatura non avrà raggiunto la temperatura ambiente: in tal modo eviteremo che l’umidità penetri all’interno del corpo macchina.

Ricordiamo che il freddo potrebbe fare esaurire l’energia della batteria della fotocamera. Portiamo con noi batterie di riserva e teniamole addosso, in una tasca interna del giaccone, in modo da proteggerle dal freddo.

L’esposizione

Quando fotografiamo un ambiente con tanta neve il bianco presente ovunque inganna l’esposimetro della fotocamera causando fotografie sottoesposte: la neve verrà restituita con una tonalità grigia anziché bianca. Per evitarlo possiamo impostare una compensazione dell’esposizione che va da 1/2 stop a 2 stop (vedi tutorial: La compensazione dell’esposizione).

L’esposimetro della fotocamera può essere ingannato dal bianco della neve facendo ottenere una foto sottoesposta come questa

 

In realtà gli esposimetri moderni, sulle reflex digitali, sono così evoluti che il problema si è notevolmente ridotto rispetto al passato. Se sui vecchi manuali di fotografia si consigliava di sovraesporre di almeno 1,5 stop, oggi difficilmente la fotografia sulla neve avrà bisogno di una correzione maggiore di ½ o 2/3 di stop. Inoltre l’odierna tecnologia digitale permette di recuperare in post-produzione ben più di uno stop senza alcun decadimento della qualità dell’immagine.

Foto sulla neve sottoesposta

L’esposimetro della fotocamera è stato ingannato, provocando una leggera sottoesposizione nella fotografia

 

apportare una compensazione di + 1 stop

In questa fotografia è stata apportata una correzione di + 1 stop, che appare un po’ eccessiva. Meglio sarebbe stato limitarsi a 1/2 o a 2/3 di stop.

 

Per ottenere una buona esposizione sulla neve, comunque, basta conoscere il proprio esposimetro. Prima di iniziare a fotografare si può effettuare qualche scatto di prova concentrandosi sull’istogramma dei livelli, per capire quale è la  correzione da apportare. Con una reflex digitale di ultima generazione difficilmente sarà necessario compensare più di uno stop in sovraesposizione, anche perché – ricordiamolo – è molto più difficile recuperare fotografie “bruciate” che fotografie sottoesposte. Con una compatta potrebbe essere invece necessario arrivare ad una compensazione di 1,5 o 2 stop. Se vogliamo stare tranquilli lavoriamo con il bracketing, impostando tre scatti a +2/3 stop, +1,3 stop e +2 stop o a +1 stop, +1,5 stop, +2 stop (vedi tutorial Il bracketing).

Cosa fotografare e come fotografarlo

I paesaggi innevati sono sempre piuttosto interessanti. Sfruttando la coltre bianca che ricopre ogni cosa possiamo giocare molto con i grafismi. Per esempio possiamo provare ad individuare delle texture. La neve è come un foglio bianco, le cose che emergono al di fuori di essa sono percepire dall’occhio come dei disegni. Per enfatizzare tale impressione aumentiamo il contrasto.

Gli alberi spogli del bosco, sulla neve, formano degli interessanti grafismi, quasi una texture.

 

L’aspetto negativo è che sulla neve sovente si perde il senso della profondità. Per recuperarlo possiamo giocare con i piani di messa a fuoco. Teniamo sempre nitido il primo piano ma, attraverso un diaframma aperto, e utilizzando magari un medio teleobiettivo, cerchiamo di sfocare quello che si trova dietro.

Proviamo a restituire profondità alla scena con una ridotta profondità di campo utilizzando diframmi aperti e focali lunghe.

 

Un altro modo per recuperare il senso della profondità è quello di fotografare durante la nevicata. La neve che cade avvolgerà in una bianca foschia gli elementi lontani sfumandoli in proporzione alla loro distanza dalla fotocamera, aiutando quindi a restituire tridimensionalità alla scena, come nell’immagine sottostante:

Se riusciamo ad individuare delle linee guida nel paesaggio, come la strada nell’immagine sopra, o la linea telefonica nella fotografia seguente, queste contribuiranno a donare profondità all’immagine:

Il filo e i pali del telefono usati come linee guida.

 

Per spezzare la monotonia del tutto bianco può essere utile includere nell’immagine qualcosa di molto colorato. Ricordiamoci di posizionarlo in un punto forte dell’immagine, magari rispettando la regola dei terzi.

Può essere utile, quando si fotografa nella neve, includere un elemento dal colore forte

 

Se dopo la nevicata escono delle belle giornate di sole non perdiamo l’occasione di fotografare i paesaggi innevati con la tersa aria invernale e con il bel cielo azzurro. Giochiamo sui contrasti e con l’accostamento di bianco e azzuro. Non dimentichiamo il filtro polarizzatore.

L’accostamento cromatico bianco-azzurro risulta spesso molto gradevole.

 

Le gelature sugli alberi e sulle piante sono molto gradevoli come soggetto, così come i cosiddetti “ghiaccioli”, le stalattiti di ghiaccio che si formano a basse temperature:

Un albero gelato in contrasto col cielo azzurro

 

Le nevicate possono essere anche ottime occasioni per fotografare gli animali, sia quelli domestici che quelli selvatici,  in un’atmosfera diversa e suggestiva.

La neve che cade rende più interessante questa foto di una cicogna, che altrimenti sarebbe simile a tante altre.

 

Naturalmente sono ottimi soggetti gli sport e gli atleti invernali e le persone in genere che si divertono sulla neve.

 

Tempi di esposizione

Quale tempo di esposizione usare durante la nevicata? Dipende dall’effetto che desideriamo ottenere. Se vogliamo ottenere dei fiocchi ben nitidi, fermi e definiti, come quelli della foto della cicogna sotto la neve, dobbiamo usare dei tempi di esposizione piuttosto brevi, al di sopra di 1/100 di secondo (dipende ovviamente dalla velocità di caduta dei fiocchi). Se invece desideriamo rendere l’effetto dei fiocchi che cadono, attraverso le strisce degli stessi, dobbiamo utilizzare dei tempi più lunghi, tra 1/60  e 1/20 di secondo. Tempi più lunghi ancora, ovviamente utilizzando un teppiede, si utilizzeranno per creare l’effetto di una nebbia bianca.

Post produrre l’immagine

Adesso che abbiamo portato a casa le nostre fotografie il lavoro non è concluso, perchè le immagini scattate sulla neve hanno bisogno di un minimo di post produzione. Vediamo come ottenere una buona foto usando una semplice regolazone dei livelli dell’immagine.

Ecco l’immagine appena aperta in Photoshop. Come si vede è piuttosto smorta e tutto ha un aspetto grigio.

 

Apriamo la finestra di regolazione dei livelli, andiamo su  Immagine>Regolazioni>Livelli (oppure usiamo la scorciatoia da tastiera premendo insieme i tasti CTRL e L), a questo punto possiamo notare l’istogramma. Notate come a destra e a sinistra dell’istogramma vi sono delle zone vuote, questo significa che in quelle aree le ombre (a sinistra) e le alte luci (a destra) non contengono informazioni e quindi che non ci sono aree fortemente sovra o sottoesposte. Per maggiori informazioni sulla lettura degli istogrammi consultate il tutorial:L’istogramma dei livelli: questo sconosciuto

 

La finestra di regolazioni dei livelli appena aperta. Evidenziato nell’ellisse rossa vediamo l’istogramma.

Per una regolazione veloce possiamo affidarci all’aggiustamento automatico:

Per eseguire la regolazione automatica dei livelli non dobbiamo fare altro che premere il tasto “Automatico” evidenziato in questa immagine dall’ellisse rossa

Questo è il risultato della regolazione automatica dei livelli:

 

Immagine regolata automaticamente

Immagine con i livelli regolati automaticamente. L’automatismo del programma ha ristabilito il giusto livello di bianco eliminando l’aspetto grigiastro e rendendo la neve candida. Ha anche regolato i neri rendendo più netti e contrastati i tronchi, i rami e le altre parti scure dell’immagine. ha inoltre tolto la leggera dominante azzurra riportando l’immagine a dei toni neutri.

 

A volte la regolazione automatica potrebbe non soddisfarci pienamente. Magari l’effetto non è quello voluto, oppure ricordiamo la scena che abbiamo fotografato in modo diverso da come l’ha resa la regolazione automatica. In questo caso possiamo regolare manualmente i livelli per ottenere l’immagine voluta. Vediamo adesso come fare:

Notiamo nella finestra di regolazione dei livelli l’istogramma e sotto, evidenziati nell’ellisse rossa, tre cursori per la regolazione.

 

Muovendo il cursore di destra si regolano le alte luci. Si può vedere come portando il cursore fino al limite della zona vuota si ristabiliche il giusto grado di bianco della neve che fino a questo momento era grigia.

Muovendo il cursore di sinistra regoliamo il grado di nero delle ombre. Spostandolo al limite della zona vuota vediamo come le parti in ombra si scuriscono e il contrasto dell’immagine migliora.A questo punto muovendo il cursore centrale possiamo regolare la luminosità dell’immagine: spostandolo verso destra l’immagine si scurirà, spostandolo verso sinistra l’immagine si schiarirà.

Questo è il risultato della regolazione manuale dell’immagine:

Dopo la regolazione dei livelli la neve ha riacquistato il suo bianco naturale e il contrasto dell’immagine è migliorato. Rispetto alla regolazione automatica ho mantenuto il contrasto più basso in quanto in questo modo rimane visibile la nebbia che era presente al momento dello scatto. Ho preferito anche non correggere la leggera dominante azzurra perchè rispecchia meglio l’immagine che ricordavo.

 

Naturalmente è possibile sperimentare con i cursori per ottenere gli effetti più disparati, ad esempio portando i due cursori di destra e di sinistra verso il centro è possibile estremizzare il contrasto e ottenere immagini quasi grafiche come questa:

Estremizzando i contrasti l’immagine ha assunto un aspetto quasi grafico con i trochi scuri che sembrano disegnati sul bianco della neve.

 

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