Come fotografare… l’aurora boreale

L’aurora boreale (aurola australe nell’emisfero sud) è uno degli spettacoli più affascinanti della natura. La stagione invernale, per chi ha la fortuna di poter fare un viaggio nei paesi scandinavi è l’ideale per osservarla e fotografarla, visto che le notti durano a lungo. Pubblichiamo questo interessante tutorial su come fotografare l’aurora borale scritto da Simone Renoldi. Potete visitarre qui il suo blog fotografico.

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Fotografare l’autora boreale.

 

Senza alcuna pretesa di scrivere una guida completa su un argomento molto vasto quale è l’astrofotografia, mi rivolgo ai neofiti del settore accingendomi a dare qualche consiglio per poter immortalare uno degli spettacoli naturali più belli ed emozionanti: l’aurora boreale.

Nello scrivere questo articolo mi sono basato sulle mie esperienze durante un viaggio in Lapponia nel febbraio 2013.

 

Per chi volesse approfondire le tematiche in fondo all’articolo può trovate alcuni interessanti riferimenti bibliografici.

 

Innanzitutto precisiamo che stiamo parlando di fotografie a grande campo, senza alcun tipo di inseguimento stellare e pertanto accessibili alla maggior parte dei fotografi a patto che possiedano un minimo di strumentazione:

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L’attrezzatura necessaria: una fotocamera e un treppiede.

 

 

a) Macchina fotografica digitale, reflex, ibrida o compatta che permetta di impostare tempi di posa di 10 secondi o più e che consenta la messa a fuoco manuale (anche se non è essenziale: la mia Panasonic Lumix DMC-FT1 si comporta bene ugualmente);

b) Batterie o pile. Ne occorrono un po’. Per capirci, con la mia D3100 una batteria mi permette di fotografare per un giorno intero. Col freddo della Lapponia, scattando in successione il consumo è aumentato notevolemnte: una ogni 35/40 minuti. Le batteria di riserva (ricordatevi di caricarle), andranno riposte al caldo, ad esempio in una tasca interna a contatto col corpo;

c) Treppiede (si veda il tutorial: Il miglior amico del fotografo: il treppiede). Deve essere solido e resistere a temperature molto basse (-20°C -30°C). Meglio con impugnature di spugna che agevolano la presa. Va posizionato accuratamente: l’orizzonte come appare nel mirino deve essere orizzontale e rimanere tale ruotando la macchina per almeno 180° attorno al nord (dove apparirà l’aurora). Potrebbe apparire banale, ma l’emozione del momento può giocare brutti scherzi e farci accorgere solo quando è troppo tardi che il posizionamento lascia a desiderare. Se così fosse sarà più lungo il lavoro in post produzione per raddrizzare le immagini (specie se volete scattare in sequenza per montare un timelapse). Col treppiede bisogna stare attenti a disattivare la stabilizzazione se prevista dagli obiettivi o dalla macchina;

d) Vestiti pesanti. Il freddo non scherza e può farci battere in ritirata prima ancora che inizi lo spettacolo. Per cui coprirsi con più strati ed il più possibile, scarponi larghi meglio a doppio strato, calze di lana. Il piede deve esser sempre libero di muoversi per evitare assideramenti, e lo stesso vale per le mani per cui si consigliano guanti senza dita. Estraete le mani solo per sistemare le impostazioni della macchina.

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Le tute termiche sono d’obbligo a -20°C -30°C

 

Sempre meglio scattare in RAW o RAW + jpg (si veda il tuotrial: Quale formato: RAW o JPEG?). Per risultati spettacolari impostate il bilanciamento del bianco su tungsteno opure impostatela intorno ai 2900-3100 K per avere il fondo cielo più blu. Sarà comunque possibile modificarla in seguito se si scatta in raw. Disattivate la luce dell’autofocus, se volete fare un timelapse disattivare anche il preview della foto appena scattata e se prevista abilitate la riduzione del disturbo. Potete anche tralasciare quest’ultimo settaggio, in modo da risparmiare un po’ di tempo.

 

Aurora boreale

Aurora boreale.

 

Usate obiettivi grandangolari, per inquadrare grosse porzioni di cielo.

 

Il Diaframma va lasciato tutto aperto. Al massimo chiudete di uno stop. Utilizzate obiettivi f/1.4 o f/2.8 perchè altrimenti occorrerà aumentare…

 

… i tempi di esposizione. Se l’aurora è sufficientemente dinamica e luminosa a f/2.8 10 secondi permettono di fermare i movimenti. Altrimenti dovrete usare tempi più elevati. Con un 11mm (su DX) ho scattato fino a 30 secondi, anche per evitare le strisciate stellari. Se 30 secondi fossero pochi, aumentate a piacere. Attenzione solo a non saturare il fondo cielo. Fate varie prove e cercate il tempo di posa migliore riguardando le foto. E se le stelle dovessero strisciare, beh, lasciatele strisciare. Sfruttando i programmi che sommano in automatico gli scatti otterrete immagini di sicuro effetto (vedi foto sotto).

 

come fotografare l'aurora boreale

Con tempi di esposizione di alcuni minuti otterrete le “strisciate” delle stelle.

 

 

Adoperando tempi superiori a 10 secondi sarebbe opportuno avere a disposizione un telecomando o meglio ancora un temporizzatore o intervallometro. Se non ne avete uno, per evitare il mosso creato dalle vibrazioni del vostro dito che preme il pulsante di scatto, attivate l’autoscatto con un ritardo di 2 o 10 secondi, così che le eventuali vibrazioni indotte verranno assorbite prima che si apra l’otturatore.

 

La messa a fuoco va curata attentamente. Primo: disattivate l’autofocus. Secondo: mettete a fuoco all’infinito, cosa non affatto banale soprattutto utilizzando degli zoom. Infatti se ad esempio abbiamo un 18-200mm il valore che va bene per 18 mm non sarà sicuramente adatto per 200mm. Di norma impostando lo zoom sul valore più basso (18 nel nostro caso) dovrebbe bastare regolare la messa fuoco sull’infinito. Prestate comunque attenzione eseguendo prima degli scatti di prova. Ma attenzione che di notte la luce scarseggia per cui meglio fare tutte le prove durante il giorno. Ad esempio con l’autofocus attivo cercate di fotografare una nuvola o un oggetto abbastanza lontano quindi prendete nota di quale distanza è scritta sull’apposito indicatore sull’obiettivo. Annotate quella posizione per usarla anche di notte. In alternativa, di notte, cercate un oggetto luminoso e distante, come può essere un lampione, attivate il live-view, zoomate per averne una visione ingrandita, quindi regolate a mano la messa a fuoco per ottenere un’immagine nitida, agite sulla ghiera del fuoco andando un po’ oltre e tornando indietro per esserne sicuri.

 

Parliamo ora di ISO. Anche qui dipende molto dagli altri parametri ma valori di 800 o 1600 sono un buon punto di partenza. Esagerando verso l’alto si sgranerà troppo e si avrà troppo rumore, anche se le fotocamere più recenti permettono di osare di più, dato che gli algoritmi di gestione del rumore sono molto migliorati. Per trovare il miglior compromesso giocate un po’ con i tempi di esposizione e gli ISO.

 

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Una volta che tutto è impostato correttamente, se lo possedete, inserite il tappo coprioculare per evitare che filtri luce indesiderata.

 

Altri consigli sicuramente utili sono i seguenti:

 

1. Procuratevi una torcia preferibilmente con la luce rossa. Questo perché l’occhio umano impiega del tempo per adattarsi al buio, dilatando la pupilla. Se si utilizzasse luce bianca , ogni volta ci si “accecherebbe” e si dovrebbe attendere altro tempo per far riadattare l’occhio. La luce rossa, invece, non fa contrarre la pupilla: è quindi l’ideale per l’utilizzo durante notte.

 

2. Non avvicinatevi mai e poi mai all’obiettivo. È sufficiente un alito per creare condensa che immancabilmente si ghiaccia. Lo sperimenterete di sicuro sul display della macchina, evitate quindi che qualcuno passi davanti e respiri vicino alla lente

 

3. Per proteggere la macchina fotografica avvolgetela con una vecchia sciarpa.

 

4. Terminata la sessione di scatti, rientrando al caldo passerete dai -20°C/-30°C ai +20°C con un’escursione termica che creerà senza ombra di dubbio della condensa sulla macchina. Potete estrarre batteria e memoria inserendole negli appositi contenitori, e far sì che l’escursione termica venga assorbita il più lentamente possibile.Come? Un modo, letto su Internet, può essere quello di avvolgere la macchina in un asciugamano, chiuderla con un sacchetto di plastica, riporla nella custodia/zaino e non riaprirla sino al mattino successivo.

 

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Bibliografia

Uno dei pochi libri, peraltro molto ben fatto e completo, per approfondire l’argomento è:

Lorenzo Comolli e Daniele Cipollina, Guida pratica all’astrofotografia digitale.

 

e se poi vi interessa andare oltre :

Daniele Gasparri, Tecniche, trucchi e segreti dell’imaging planetario

 

Non mancate di visitare i siti Internet degli autori, meritano di sicuro!

Se infine volete cimentarvi anche voi in un viaggio studiato apposta per fotografare l’aurora boreale date un’occhio qui.

 

Simone Renoldi

 

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