La foto spiegata 7 – Piovanello tridattilo

La foto spiegata, tecniche fotografiche, fotografia naturalistica

Piovanello tridattilo

 

Per il lettori di Phototutorial sono in preparazione alcuni articoli dedicati alla fotografia detta “wildlife”, cioè di animali liberi in natura. Speriamo di riuscire a creare, attraverso i tutorial in preparazione, un vero e proprio corso di base di fotografia naturalistica. Con questa puntata de “La foto spiegata” anticipiamo alcune tematiche che saranno trattate più dettagliatamente  prossimamente.

Categoria

Fotografia naturalistica, wildlife.

Dati di scatto

Reflex APS-c; Obiettivo 70-200mm f/2,8; Focale utilizzata 200mm; Diaframma f/4; Tempo di esposizione 1/2000 di secondo, Sensibilità ISO 200, Metodo di misurazione dell’esposizione: Spot; Correzione dell’esposizione + 2/3 di stop (0,7 EV), Stabilizzatore sul sensore.

Operazioni di scatto e tecnica utilizzata

E’ possibile fotografare un uccello perfettamente libero in natura con una focale di 200mm? In alcuni casi può accadere. Questo piovanello tridattilo è nato probabilmente a Nord del Circolo polare artico, dove gli esseri umani sono pochi e, soprattutto, sono rispettosi della natura. Si tratta di un giovane esemplare, di pochi mesi, alla sua prima migrazione. Ancora non sa che, anche se si tratta di una specie protetta, in Italia se incontrerà un cacciatore verrà impallinato senza pietà. Ecco perché è così confidente. Se avrà la fortuna di sopravvivere  qualche mese (e, per inciso, un altro grosso pericolo per lui sono le lenze dei pescatori abbandonate sulla spiaggia che gli si attorcigliano intorno alle zampette come delle trappole: purtroppo l’Italia è uno dei paesi più incivili e nessuna categoria si salva), diventerà molto meno confidente.

Dove si possono trovare questi uccellini così confidenti? Durante il mese di settembre e ottobre sono in migrazione, e su tutte le spiagge, specialmente in prossimità di fiumi e fiumiciattoli che si gettano in mare, non è difficile incontrarli. Nei mesi invernali ci sono delle zone di svernamento, sulle nostre coste, specialmente nell’Italia meridionale. Una passeggiata sulla battigia potrà forse portarvi ad incontrare questi e altri membri migratori della famiglia degli Scolopacidi. Anche durante la migrazione di ritorno, tra aprile e maggio, è possibile incontrarli.

Una volta individuati gli esemplari, avvicinatevi camminando lentamente. Gli uccellini continueranno la loro attività finché non avrete raggiunto quella che loro considerano la distanza di sicurezza. A quel punto si allontaneranno di qualche metro correndo velocemente sulla sabbia. Questo comportamento indica che non vi temono molto, altrimenti volerebbero via in un baleno. E’ arrivato il momento di sdraiarvi sulla sabbia e avvicinarvi piano piano, strisciando, oppure aspettare che siano loro ad avvicinarsi. Se rimarrete immobili o se vi avvicinerete molto lentamente, dando il tempo all’uccellino di abituarsi a voi, ad un certo punto dimenticherà la vostra presenza e comincerà ad avvicinarsi, se tra la sabbia nota qualcosa che lo interessa come cibo. Potrebbe addirittura avvicinarsi tanto da consentirvi di fotografarlo con focali più corte ancora dei 200mm utilizzati per questa foto. Molti uccelli, specialmente di questa famiglia di piccoli limicoli, sono molto meno intimoriti da un uomo disteso a terra.

L’angolo di ripresa

Lo stare distesi a terra non vi consentirà solo di avvicinarvi di più al soggetto. Vi permetterà anche di riprenderlo in maniera più professionale. La maggior parte dei dilettanti non ci pensa, ma fotografare gli animali da 170-180cm di altezza porta a “schiacciare” l’animale, che appare come una macchia di difficile identificazione contro lo sfondo. Questo vale anche per gli animali domestici. Se volete fare delle belle fotografie al vostro cane o al vostro gatto ponetevi alla sua stessa altezza. In questo modo l’animale sarà davvero valorizzato e la vostra fotografia sarà molto migliore. Naturalmente ci sono sempre delle eccezioni, ma in genere la differenza tra una foto ad un animale ben fatta e una banale spesso sta nel punto di ripresa.

Aspetti tecnici della foto

La scelta di un diaframma piuttosto aperto f/4, ha permesso di far risaltare l’uccello sullo sfondo. Nella foto, se si osserva la sabbia, si vede perfettamente l’estensione della profondità di campo.

Naturalmente la messa a fuoco è stata effettuata sull’occhio.

Per determinare l’esposizione si è usata la modalità di lettura spot. Essendo però il soggetto bianco si è impostata una sovraesposizione di 2/3 di stop. Rivedendo la foto a posteriori si può dire che probabilmente sarebbe stato melgio limitarsi a compensare di 1/3 di stop, perché i bianchi erano un pelino al limite (si veda il tutorial La compensazione dell’esposizione).

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