L’esposimetro della fotocamera

L’esposimetro è un dispositivo, presente in tutte le fotocamere, che legge la quantità di luce presente nella scena e che ci aiuta, quindi, ad ottenere la corretta esposizione. Esistono in commercio anche esposimetri “esterni”, ma essi sono utilizzati oggigiorno solamente dai professionisti e dai fotoamatori più raffinati.

 

esposimetro esterno

Un esposimetro esterno Sekonic. L’esposimetro esterno va posto vicino al soggetto per misurare la luce che cade sullo stesso.

 

Gli esposimetri possono essere di due tipi: a luce incidente o a luce riflessa. Quelli a luce incidente leggono, attraverso un sensore, direttamente la luce che cade sul soggetto. Gli esposimetri a luce riflessa, invece, leggono la luce che viene riflessa dal soggetto.

Gli esposimetri interni delle fotocamere sono esclusivamente del tipo a luce riflessa. Leggono attraverso l’obiettivo (di qui la denominazione TTL, che significa  “through the lens”) la luce che viene riflessa dal soggetto. Questo tipo di lettura ha il vantaggio di tener conto di eventuali filtri, che assorbono parte della luce, montati sull’obiettivo. Di contro ha lo svantaggio, essendo questi esposimetri tarati sul cosiddetto “grigio medio”, di falsare almeno in parte la lettura su soggetti neri o bianchi (si veda, a tal proposito, il tutorial: La compensazione dell’esposizione).

Gli esposimetri del tipo “a luce incidente”, invece (quelli “esterni”), non hanno questo problema in quanto misurano la luce che cade sul soggetto, non quella riflessa dallo stesso. Però bisogna ricordarsi, se si usano filtri montati sull’obiettivo, di tenere conto del loro fattore di assorbimento.

L’esposimetro interno

Se abbiamo una reflex possiamo utilizzare l’esposimetro in due modi: possiamo affidargli in toto ogni decisione riguardante l’esposizione, oppure possiamo assegnargli solo la funzione di guidarci nella scelta della giusta coppia tempo/diaframma.

Lasciamo all’esposimetro ogni decisione relativa all’esposizione quando:

1) lavoriamo in modalità Program (utilizzando la funzione denominata

[P]), o utilizziamo i cosiddetti programmi preimpostati (i cosiddetti modi “scene” come ritratto, paesaggi, notturno, ecc…). In questi casi sarà l’esposimetro, ovviamente supportato dall’elaboratore della fotocamera, a decidere il tempo di esposizione e il diaframma (si vedano i tutorial: L’esposizione automatica: modi AUTO e PROGRAM e L’esposizione automatica: l’uso dei modi “SCENE”). Ricordiamo comunque che quando stiamo utilizzando queste modalità (che su molte compatte sono le uniche disponibili), possiamo sempre apportare una correzione manuale all’esposizione attraverso l’apposito tasto, o intervenendo da menu (si veda il tutorial: La compensazione dell’esposizione);  Pulante compensazione esposizione

2) utilizziamo gli automatismi parziali cioè la priorità dei tempi [Av], o la priorità dei diaframmi[Tv], in quanto, una volta impostato manualmente uno dei due parametri, l’esposimetro seleziona l’altro in modo da ottenere la giusta esposizione. Naturalmente anche in questo caso possiamo intervenire sul valore scelto dall’esposimetro utilizzando il tasto di correzione dell’esposizione.

Utilizziamo, invece, l’esposimetro della fotocamera solo come guida quando operiamo in modalità manuale [M] (si veda il tutorial La modalità manuale). In questa modalità impostiamo noi sia il diaframma che il tempo di esposizione, ma nel mirino appare una scala come questache ci permette di valutare se stiamo impostando una coppia tempo/diaframma corretta.

Nel mirino si vede un indicatore mobile che indica lo scostamento tra il valore di esposizione ottenuto con la coppia tempo/diaframma scelto da noi, e il valore percepito come corretto dall’esposimetro. Quando l’indicatore è allineato con il valore zero della scala, come evidenziato nella seguente figura

siamo in linea con i suggerimenti dell’esposimetro.

Quando invece ci discostiamo dal valore zero, stiamo impostando una sovraesposizione o una sottoesposizione.

Sottoesposizione di due stop

 

Sovraesposizione di + 1,3 stop

 

 

Gli esposimetri delle moderne reflex possono misurare la luce in tre modi:

 

Sulle reflex è possibile selezionare tre modalità di misurazione della luce: spot, prevalenza al centro, o matrix.

1) misurazione spot    Misurazione spot:

in questa modalità la luminosità è misurata solo in un’area limitata al centro del mirino.

2) misurazione prevalenza centrale     Misurazione ponderata al centro:

la misurazione avverrà dando una certa prevalenza all’area centrale del fotogramma, ma prenderà in considerazione comunque tutta l’area inquadrata nel mirino.

esposimetro misurazione prevalenza centrale

3)      Misurazione matrix o multi-zona:

l’area del mirino viene divisa in un gran numero di piccoli settori e l’esposimetro rileva l’intensità della luce in ognuno di essi. Le diverse letture sono poi raffrontate con una serie di situazioni memorizzate nel computer della fotocamera che, in base all’analisi risultante, seleziona o suggerisce la corretta coppia tempo/diaframma.

In un prossimo tutorial tratteremo qual è il tipo di misurazione che conviene utilizzare in base alla situazione e al nostro modo di fotografare.

 

Tutorial collegati:

Le migliori app per fotografia: FotometerPro, l’app che trasforma il tuo smartphone in esposimetro esterno

La coppia tempo/diaframma: introduzione

La coppia tempo/diaframma: il diaframma

La coppia tempo/diaframma: il tempo di esposizione

La compensazione dell’esposizione

L’istogramma dei livelli: questo sconosciuto

Il concetto di “stop” in fotografia