Lunghe esposizioni con vetri da saldatore

Effettuare lunghe esposizioni, di giorno, senza filtri ND, ma utilizzando vetri da saldatore. Il nostro lettore Massimiliano Cervo ci ha inviato questo interessante tutorial su come ottenere affascinanti scatti con tempi lunghi spendendo solo pochi euro. Sicuri che darà ottimi spunti ai nostri lettori lo pubblichiamo e ringraziamo Massimiliano. Lasciamo a lui la parola.

 

Le fotografie con lunghi tempi di esposizione hanno sempre esercitato un notevole fascino su di me: tutte quelle foto nelle quali, tramite una lunga esposizione, l’acqua di un ruscello sembra diventare di seta, e gli schizzi perdono dettaglio e diventano una morbida coltre.

Durante il giorno, purtroppo, non è possibile effettuare esposizioni di molti secondi o minuti, anche chiudendo al massimo il diaframma e settando la sensibilità al minimo. Se desideriamo scattare senza filtri non c’è altro da fare se non recarsi sul posto al tramonto o all’alba, quando la luce disponibile è poca e sono possibili le lunghe esposizioni. Durante il giorno invece, la soluzione è quella “mettere gli occhiali da sole” alla fotocamera, anteponendo un filtro che attenui la luce. Per questo motivo mi sono documentato per un sistema cosiddetto “holder” per i filtri ND (si vedano i tutorial I filtri fotografici: introduzione e Il filtro ND).

Un solo filtro avvitato non vi dà molti stop di attenuazione, per ottenere tempi davvero lunghi ne occorrono due o più insieme, e la cosa migliore è utilizzare un sistema “holder”, ma i costi di un sistema intero non sono alla portata di tutti.

Quindi ho iniziato a pensare a quale potesse essere la soluzione per scattare fotografie in pieno giorno con esposizioni lunghe: ho trovato la risposta leggendo la dicitura “inattinico” sui vetri per saldatori. Sicuramente tali vetri non non possono competere in qualità con i filtri professionali, ma con una piccola serie di accorgimenti non siamo nemmeno troppo lontani. Soprattutto, però, un vetrino per saldatore costa poco più di un euro.

Mi sono documentato un po’ in Internet e ho trovato qualcuno che ha sperimentato l’utilizzo di questi vetri (non ero stato il primo ad avere questa idea): alcuni esperimenti compiuti non mi convincevano tanto, mentre altri sì. Questo mi ha dato la conferma che è solamente una questione di metodo. Ho fatto anch’io le mie prove, e posso dire di aver raggiunto risultati abbastanza interessanti.

Caratteristiche tecniche del “filtro”

Essendo prodotti usati nell’industria, i vetri da saldatore sono regolati da normative specifiche DIN, ISO, UNI, etc. Il vetro che ho acquistato io è marchiato DIN11, quindi la prima difficoltà da superare era trovare a quanti stop di attenuazione corrispondesse il vetro… Su Internet ho trovato la risposta: 15 stop! Un’attenuazione davvero interessante se tenete conto che il filtro professionale denominato “big stopper” è un 10 stop: questo vetro è decisamente adatto per luci diurne forti. La voce “inattinica” identifica una luce che non incide sul materiale fotosensibile infatti le luci normalmente usate per lo sviluppo in camera oscura erano o rosse o giallo-verde. Questo vetro ha una forte dominante verde.

Consideriamo le dimensioni del vetro e come tenerlo fermo alla fotocamera senza fare entrare luci parassite. Le dimensioni in commercio non sono moltissime, il filtro più grande che ho trovato è un 90×110 mm che risulta sufficiente per coprire la lente frontale del mio obiettivo grandangolare che è di 77 mm. Vi consiglio di prendere proprio un vetrino di queste dimensioni, che potrete impiegare anche per le lenti di diametri inferiori. Il passo successivo è stato quello di ideare un sistema per posizionare e mantenere ben fisso il vetro da saldatore davanti all’obiettivo: anche qui ho escogitato una soluzione a costo zero, utilizzando due elastici, come vi mostrerò adesso.

 

Materiale occorrente per lo scatto:

 

• Fotocamera digitale reflex (o mirrorless o bridge) dotata di posa B (Bulb)

• Treppiede

• Paraluce a petalo per l’obiettivo (consigliato)

• Vetro da saldatore

• Elastici

• Cavo remoto o telecomando per lo scatto (consigliato)

 

Ecco come procedere, con una serie di foto illustrative:

corso di fotografia,lunghe esposizioni,vetri da saldatore

Sistemare la macchina fotografica sul cavalletto e innestare al contrario il paraluce a petalo sull’obiettivo. Disattivare lo stabilizzatore (se presente).

 

 

Per calcolare l’esposizione, si deve impostare sulla fotocamera la priorità ai diaframmi (A o Av). Come diaframma meglio impostare f8 o max f11 altrimenti con diaframmi più chiusi i tempi diventerebbero “biblici”. Comporre l’immagine e fare una lettura preventiva del tempo di scatto che la macchina fotografica ci suggerisce, prendere nota del tempo suggerito dall’esposimetro.

Settare la macchina in manuale (M) sulla posa Bulb (impostazione presente all’estremo della gamma dei tempi) mantenendo invariato il diaframma impostato precedentemente.

Applicare il filtro all’obiettivo tenendolo fermo con gli elastici al paraluce, per chi non lo avesse agganciate gli elastici dietro la fotocamera, l’importante è che una volta fissato non si muova. Abbiate l’accortezza di controllare che sia centrato per non avere luci parassite.

fotografia,tempi lunghi,tutorial,vetro da saldatore

La foto illusta come fermare il vetrino da saldatore tramite gli elastici.

 

A questo punto è preferibile coprire l’oculare con il tappo in dotazione all’acquisto della fotocamera o, per chi non l’avesse, un pezzo di stoffa nera tenuta con un nastro adesivo “carta” di quelli per mascherare i muri, (questa operazione serve ad evitare che, durante le lunghe esposizioni, si infiltri luce dall’oculare).

Ricordate il tempo di scatto che avete letto durante la misurazione preventiva? Bene, come si dice in gergo, tirate giù di 15 stop (“tirare giù di 15 stop” vuol dire raddoppiare 15 volte il tempo di scatto). Esempio: se avete letto 1/125mo dovete scattare a 480 secondi, ovvero 8 minuti (per questo serve la posa Bulb).

Orologio alla mano scattate. Meglio scattare con cavo remoto o telecomando, altrimenti dovete tenere premuto il pulsante di scatto per 8 minuti, con seri rischi di mosso o micromosso.

vetri da saldatore,fotografare

Per evitare il micromosso meglio usare un filocomando o un telecomando.

 

 

Dopo lo scatto la fotografia si presenterà come mostrato nella seguente fotografia: verde come l’Incredibile Hulk!

fotografare con vetrini da saldatore,posa B

La foto ottenuta si presenterà verde.

 

Tuttavia non spaventatevi. Controllate per adesso solamente l’istogramma per capire se avete fatto i calcoli giusti dell’esposizione.

Una volta a casa la post produzione necessaria per ottenere il meglio dallo scatto è davvero minima.

Post produzione

Con un programma di elaborazione foto, o con il vostro programma per lo sviluppo del RAW alzate il valore del Magenta a 150 (il massimo), la foto diverrà azzurrina. A questo punto è solamente una questione di temperatura di colore: cercate di bilanciare la foto (ad esempio, se era una giornata di sole intenso come nel mio caso impostate il valore tra 5100-5300 Kelvin) ed il gioco è fatto.

vetrini da saldatore,fotografare,postproduzione

Portiamo il valore dal magenta a 150 e calibriamo il bilanciamento del bianco fino ad avere una foto cromaticamente corretta.

 

Per semplificarvi la vita, potreste desaturare tutto e otterrete, bella e pronta, una foto B/N.

Ecco gli scatti dopo averli processati in meno di 5 minuti:

 

lunghe esposizioni,vetri da saldatore

 

lunghe esposizioni,vetri da saldatore

 

Cosa fotografare

I limiti sono dettati solo dalla nostra fantasia: trovo che l’acqua dia belle foto, sia i ruscelli montani che il mare ci regalano degli effetti setosi (come nell’esempio), ma si prestano anche le nuvole in una giornata ventosa, gli alberi scossi dal vento, etc. etc. Insomma scatenatevi, avete uno strumento in più a costo ridottissimo (2 vetri li ho pagati 2,50 €) per far fruttare la vostra creatività.

P.S.: l’esposizione lunga vi dà modo di fotografare piazze e luoghi “eliminando” le persone che, essendo in movimento, non vengono impresse nello scatto. Così anche con piazze e monumenti gremiti avrete uno scatto “pulito”.

 

Massimiliano Cervo

Per contattarmi (sostituisci @ a AT): deermax68ATgmail.com

Tutorial collegati:

La posa B (bulb)

Come fotografare… il movimento dell’acqua