Come fotografare… macrofotografia di insetti

Questo tutorial è dedicato alla macrofotografia naturalistica, in particolare alla fotografia di insetti.

Per “macrofotografia” si intende la fotografia a esseri, viventi e non, di piccole o piccolissime dimensioni che andremo ad ingrandire tramite obiettivi appositi ed accessori che scopriremo importantissimi.

Per “naturalistica” si intende riprendere essere viventi nel proprio habitat e durante i loro comportamenti abituali; evitare quindi azioni che possano alterare queste caratteristiche in quanto lo scopo di questo genere è, oltre al produrre delle belle immagini, mostrare alla gente determinate caratteristiche della specie, come ad esempio di cosa si ciba (non dare dei pop corn ad una formica per fotografarla: non è proprio la sua alimentazione naturale) e dove vive (non fotografare un bruco su un quadro o su una porta: non è precisamente il suo ambiente).

 

1. Dove trovare i nostri soggetti

La fotografia naturalistica in generale presuppone amore e passione per piante ed animali, curiosità, applicazione e molta pazienza. Fotografare gli insetti non è diverso.

Se si cerca di fotografare un certo tipo di farfalla bisognerà informarsi sulle sue abitudini: in quale periodo dell’anno si può trovare nella nostra zona, ambiente preferito nelle varie fasi della giornata, quali fiori gradisce, in quale periodo e su quali piante produce le sue uova che diverrano bruchi.

Spesso passeggiare in vari ambienti e in vari momenti della giornata ci aiuterà a conoscere i nostri futuri modelli, osservarli volare via e notare dove si poseranno ci aiuterà a capire dove trovarli e in quali orari.

Se si conosce bene la zona nella quale si opera, occorrerà cercare sempre un posto riparato dal vento il più possibile, che per me è il nemico numero 1 del macrofotografo.

Quindi è palese che non esiste un posto migliore di un altro per fare macrofotografia naturalistica, tutto dipende da cosa si vuole catturare; certo sarà molto più difficile riprendere insetti in città che in aperta campagna…

Esistono molti siti e libri che racchiudono sia i nomi delle varie specie sia le loro caratteristiche principali, saranno i vostri migliori alleati per ottenere gli scatti che volete e conoscere meglio i soggetti ripresi.

 

2. Quando trovare i nostri amici

Anche qui, non esiste precisamente un momento della giornata nel quale sia più consigliato scattare; dipende sempre da quale immagine si vuole fare, per uno scatto di un’ape in volo probabilmente sarà preferibile che il sole sia alto e la luce ben presente (ti servirà per avere una velocità di otturazione maggiore) mentre per riprendere insetti immobili sicuramente sarà preferibile scegliere l’alba o il tramonto, quando, con luce e temperature più basse, gli insetti interromperanno la loro attività e saranno molto più facilmente avvicinabili; inoltre a questi orari solitamente corrisponde un calo dei venti che contribuisce sicuramente ad evitare messe a fuoco errate e mossi fastidiosi.

Infine è naturale, come già detto sopra, che aiuterà conoscere gli insetti e le loro abitudini, non si può cercare farfalle in inverno, sarà una ricerca lunga ed inutile, meglio aspettare la primavera…

3. Attrezzatura

Ora il discorso si complica, entrano in campo vari paletti che ci guideranno verso l’attrezzatura più adatta a noi:

  • budget ( nemico pubblico numero 2 del fotografo )
  • tipo di immagini ed ingrandimenti si desidera ottenere
  • tempo e pazienza personale da dedicare alla fotografia
  • grado di complessità sopportabile prima di buttar via tutto dalla finestra

 

Obiettivo invertito: Se si ha già qualche lente il modo più economico di fare macro è sicuramente l’uso dell’obiettivo invertito. Per capirci meglio: si monta sulla macchina un obiettivo sul quale, tramite un anello apposito (di inversione), si va a montare un’altra lente al contrario. Ad esempio si può usare un 100mm come primo obiettivo e un 28 o 50mm, che garantiscono forti ingrandimenti, come secondo obiettivo da montare rovesciato. La qualità ottenibile sarà proporzionale alla qualità dei vetri usati.

Obiettivi macro: Ogni marca produce lenti macro dedicate, di varie focali e di varia qualità; si sceglierà la tipologia in relazione alla spesa che si può sostenere ed al tipo di foto che si vogliono fare. Solitamente queste lenti forniscono un rapporto di riproduzione fino ad 1:1, una nitidezza veramente notevole e sono studiati per messe a fuoco a distanze piccole. Se si è alla ricerca di forti ingrandimenti sarà consigliabile una focale corta supportata da tubi di prolunga o soffietto, in quanto minore è la focale maggiore sarà il rapporto di riproduzione. Se si vorrà fotografare insetti timidi, quindi si avrà bisogno di restare più lontani dal soggetto, suggerirei una focale lunga che garantisce maggior distanza. Quest’ultimi forniscono uno sfondo più sfumato ed omogeneo, una profondità di campo (PDC) minore e sarà più complicato usarli a mano libera. Si veda il tutorial: Gli obiettivi macro.

Pentax 100mm macro WR

Un obiettivo macro da 100mm consente di mantenersi ad una certa distanza dal soggetto evitando che scappi via.

 

Tubi prolunga: Sono appunto dei tubi che si interpongono tra macchina e lente e che aumentano il rapporto di riproduzione ( RR ) a discapito della diminuzione della profondità di campo e della distanza di messa a fuoco, solitamente si perde l’af, ma tanto in macrofotografia non serve… E’ importante invece che i tubi di prolunga manengano gli automatismi di esposizione. Si vedano i tutorial: Macrofotografia – I tubi di prolunga (parte prima) e Macrofotografia – Scegliere i tubi di prolunga.

Tubi di prolunga,macrofotografia

Un set di tubi di prolunga per macrofotografia.

 

Soffietto di estensione: Ha la stessa funzione dei tubi, l’unica differenza è che offre la possibilità di regolare la distanza dell’obiettivo dal piano focale, aumentando il rapporto di riproduzione, tramite una slitta micrometrica, quindi in modo molto preciso; inoltre, mentre i tubi hanno una lunghezza limitata. il soffietto arriva anche a 15 cm fornendo enormi ingrandimenti e maggior stabilità.

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Un soffietto macro montato su una reflex Sony.

 

 

Lenti addizionali: Esistono lenti apposite da aggiungere a obiettivi di qualità che garantiscono ottimi rapporti di riproduzione, soprattutto sono da valutare doppietti acromatici che costano un pò di più, ma hanno qualità superiore; la profondità di campo diminuisce notevolmente ma certamente è più economico che comprare un obiettivo macro.

 

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Le lenti close-up si montano sull’obiettivo attraverso la filettatura per i filtri e consentono di ottenere dei buoni ingrandimenti.

 

Treppiede: Fondamentale per evitare i mossi ed ottenere messe a fuoco (MAF) accurate, più sarà pesante più sarà stabile (e più faticherete a portarvelo dietro), aumentando i rapporti di riproduzione sarà sempre più necessario. Ne consiglio l’uso praticamente sempre, ove sia possibile.

Si vedano i tutorial:Il miglior amico del fotografo: il treppiede, Scegliere il treppiede, Scegliere una testa per il treppiede, Teste per treppiedi per usi specifici.

 

Flash: In macro si usano spesso diaframmi chiusi, aumentando di molto il tempo di otturazione, per ovviare a ciò il flash può dare una mano fornendo la luce sufficiente ad ottenere uno scatto più veloce o un effetto diverso. Purtroppo però il flash spesso fornisce però una luce piatta, forma riflessi su insetti coriacei, crea ombre dure e colori falsati; io non lo uso quasi mai e comunque raccomando l’uso di un diffusore ( anche fatto in casa come un fazzoletto ) che permette di moderare questi difetti. Inoltre sarebbe utile che fosse esterno e magari più di uno, potendoli regolare con le inclinazioni e le direzioni giuste permettono di fotografare quando non si riuscirebbe senza.

Si trovano anche flash anulari macro dedicati ma quelli di qualità costano parecchio e sinceramente non ne ho mai sentito la mancanza…

 

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Per fotografare questa Thomisidae è stato usato il flash. Le ombre sono un bel po’ fastidiose.

 

Scatto remoto: Utile per evitare di produrre vibrazioni in fase di scatto, io non lo uso mai per pigrizia ma utilizzo comunque l’autoscatto a 2 secondi, impostabile su tutte le reflex: solitamente mi basta per evitare microvibrazioni.

 

Pannelli riflettenti: Hanno lo scopo di riflettere la luce naturale dove la stessa non arriva, schiarendo ombre che nascondono un dettaglio che si vuole ottenere, a volte possono essere utili

[anche se la post produzione ( PP ) oggi fa miracoli] e sono anche economici.

 

Plamp: Sono tubi snodabili con pinze all’estremità che permettono il posizionamento dei pannelli riflettenti, flash ed anche dei soggetti da fotografare in modo da ottenere l’effetto che si vuole; comodi ma ancora troppo costosi meglio farseli in casa.

 

4. Regole principali per una buona macro

 

Sfondo: Per risaltare meglio il soggetto ripreso deve essere meno invadente possibile, una sfumatura omogenea favorisce questo ed è anche piacevole allo sguardo; allo stesso fine mira anche un contrasto applicato in post produzione tra soggetto e sfondo (si veda il tutorial La composizione fotografica: attenzione allo sfondo).

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E’ molto importante che lo sfondo sia uniforme, “pulito” e non invasivo, come in questa foto che riprende una apochina flabellaria.

 

Si dovrebbe cercare di evitare il rumore scattando a iso bassi il più possibile e magari eliminando in PP il rimanente. Cercare di evitare anche un eccesso di omogeneità che provoca una situazione di innaturalità e artificiosità (lo so sono pesante); curare i colori in modo che siano in relazione all’ambiente del soggetto (una farfalla su un fiore con uno sfondo blu allo sguardo appare innaturale).

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Lo sfondo in questa fotografia valorizza il soggetto, un bruco di macaone.

 

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Lo sfondo in questa foto è un po’ fastidioso, distogliendo l’attenzione dal soggetto. Tuttavia racconta qualcosa dell’habitat della farfalla (Pontia-edusa).

 

Composizione: In questo caso valgono le regole basi della fotografia, cercare di non sbilanciare l’immagine magari mettendo posatoio e soggetto nella parte destra della foto lasciando libera tutta la parte sinistra, dare importanza al soggetto rispettando la regola dei terzi, usare linee guida che guidino lo sguardo al soggetto, lasciare spazio nella direzione dello sguardo dell’insetto ecc…

 

Diaframma: La sua regolazione ci permette di decidere quanta parte del soggetto avere a fuoco e non, ciò presume che si abbia già in mente il tipo di scatto che si vuole ottenere onde evitare vie di mezzo che non sono ne carne ne pesce (se si decide di fare un primo piano ad una libellula si scelga un diaframma che permette la maf a tutta la testa non di più ne di meno).

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Nella fotografia di questo calabrone si è naturalmente messo a fuoco sugli occhi, calibrando la profondità di campo in modo da far risaltare l’intera testa.

 

Mentre un diaframma troppo chiuso potrebbe far risultare uno sfondo troppo presente, uno troppo aperto potrebbe sfocare una parte interessante del soggetto, compromettendo lo scatto: consiglio quindi di effettuare più scatti con diaframmi diversi per poi scegliere tranquillamente a casa il migliore.

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In macrofotografia è importantissimo bilanciare la profondità di campo con un uso sapiente del diaframma (Philaeus-chrysops). In questo caso il rapporto di riproduzione è molto alto,  pertanto, nonostante il diaframma chiuso ad f/20, le zampe anteriori sono in parte sfocate.

 

La profondità di campo è veramente un parametro importante: infatti la modalità impostata nella mia fotocamera, salvo casi speciali, è sempre “priorità di diaframma”.

Ogni lente macro è ottimizzata per un range di diaframmi ai quali da il massimo come nitidezza, di solito vanno più o meno da f8 a f16, andando sotto si potrebbe avere una leggera morbidezza (spesso trascurabile) mentre salendo si riscontra diffrazione quest’ultima più pericolosa per la nitidezza dello scatto.

Aumentando il rapporto di riproduzione si avrà bisogno di diaframmi sempre più chiusi per avere nitida la stessa porzione di immagine.

 

Punto di messa a fuoco: La messa a fuoco deve essere precisa. Solitamente si tende a mettere a fuoco gli occhi, in quanto è la zona che più cattura lo sguardo e che risalta la nitidezza dello scatto. E’ importante, per evitare di usare diaframmi molto chiusi per avere una MAF globale dell’insetto, essere paralleli in fase di scatto al soggetto il più possibile in modo di diminuire la profondità di campo necessaria.

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Disponendosi in modo che il soggetto sia parallelo al piano di messa a fuoco si ottiene il soggetto nitido, come nel caso di queste due pieris-brassicae in accoppiamento.

Consiglio, nelle fotocamere provviste, di usare la messa a fuoco in modalità live, a mio modo di vedere il miglior metodo per focheggiare perfettamente.

 

Nitidezza: La macro è un genere che lascia a questo riguardo poca licenza artistica, se la nitidezza non c’è lo scatto si butta non c’è nulla da fare se non rifarlo. Una buona nitidezza dipende da tutti i fattori in gioco: diaframma, tempo di scatto, assenza di vibrazioni e mosso, MAF, qualità della lente usata e bravura in PP; nessuno di loro è tralasciabile.

 

Federico Serraggiotto è un fotoamatore appassionato di macro che da anni approfondisce la tecnica di scatto agli insetti qui potete trovare alcuni suoi scatti.