Modalità di esposizione

Nel tutorial del nostro corso di fotografia L’esposimetro della fotocamera, abbiamo già visto come nelle moderne reflex digitali sia possibile selezionare tre metodi di esposizione:  spot, prevalenza al centro, o matrix. In questo articolo cercheremo di illustrare quali sono le differenze tra questi diversi metodi e quale conviene utilizzare nelle diverse situazioni.

 

metodi misurazione luce, esposimetro

Sulle reflex è possibile selezionare tre modalità di misurazione della luce: spot, prevalenza al centro, o matrix.

 

misurazione spot, esposimetro   Misurazione spot

 

misurazione prevalenza centrale

   Misurazione con prevalenza al centro, o media ponderata

 

esposizione multizona, esposizione matrix, esposimetro, corso di fotografia

    Esposizione matrix, o multizona

 

 

Quando impostiamo la misurazione spot, l’esposimetro della fotocamera legge il valore della luce solo in un’area limitatissima (in genere, a seconda del modello, variabile tra l’1% e il 4% dell’area inquadrata) al centro del mirino (alcune fotocamere permettono di legare il punto di misurazione dell’esposizione a quello di messa a fuoco, quindi la lettura non avviene necessariamente al centro).

esposimetro, misurazione spot

 

Quando scegliamo la misurazione dell’esposizione con prevalenza nell’area centrale detta anche esposizione media ponderata – l’esposimetro terrà conto di tutta l’area del fotogramma, assegnando però un peso maggiore ai valori di luminosità misurati nell’area centrale del fotogramma.

esposimetro misurazione prevalenza centrale

 

Operando in modalità matrix, invece, l’area del mirino viene divisa in un gran numero di piccoli settori e l’esposimetro rileva l’intensità della luce in ognuno di essi. La lettura viene poi raffrontata con una serie di situazioni memorizzate nel computer della fotocamera che, in base all’analisi risultante, seleziona o suggerisce la corretta esposizione.

esposimetro fotocamera, misurazione matrix, misurazione multi-zona

 

Alcuni modelli di fotocamera presentano anche una modalità di lettura denominata semi-spot che misura la luce solo al centro, su un’area però variabile tra l’8% e il 13% del mirino, quindi più ampia rispetto a quella propriamente definita spot.

Ma cosa succede, all’atto pratico, scegliendo una modalità piuttosto che un’altra?

Diciamo subito che in una situazione di luce facile, cioè abbastanza uniforme, utilizzando le diverse modalità di esposizione probabilmente non riscontreremo differenze.

In situazioni di luce difficile, invece, la scelta del corretto metodo di misurazione, può fare la differenza tra una foto buona e una da cestinare.

La luce difficile è quella non uniforme, dove cioè le diverse aree del fotogramma sono illuminate diversamente. Tipiche sono quelle situazioni nelle quali il soggetto riflette una quantità di luce molto maggiore o molto minore rispetto allo sfondo, magari nel controluce.

 

Per esemplificare il problema riportiamo una situazione particolare: si doveva riprendere una abazia di colore bianco, peraltro in quel momento illuminata direttamente dal sole, comprendendo anche il paesaggio intorno, boscoso, e il primo piano, che era piuttosto in ombra. Una situazione che presentava una differenza di illuminazione, tra le diverse aree del fotogramma, di almeno 8 stop tra le aree illuminate e quelle in ombra…

Abbiamo scattato tre fotografie, con i tre diversi sistemi di misurazione, badando sempre di puntare, al momento della misurazione, il centro del mirino sull’abazia bianca. Ecco i risultati:

misurazione spot, esposimetro

Misurazione spot

 

misurazione dell'esposizione in modalità spot

Misurazione dell’esposizione in modalità spot.
Dati di scatto: Apertura diaframma f/8, Sensibilità ISO 400, Tempo di scatto 1/4000 sec.

 

misurazione prevalenza centrale

Misurazione prevalenza al centro

 

 

esposizione media ponderata, esposizione prevalenza al centro, corso di fotografia

Misurazione dell’esposizione in modalità media ponderata. Dati di scatto: Apertura diaframma f/8, Sensibilità ISO 400, Tempo di scatto 1/250 sec.

 

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Misurazione matrix

 

 

Lettura esposimetrica in modalità matrix

Misurazione dell’esposizione in modalità matrix. Dati di scatto: Apertura diaframma f/8, Sensibilità ISO 400, Tempo di scatto 1/250 sec.

 

Guardando i risultati ottenuti si possono fare alcune considerazioni:

1) La lettura spot, con la zona centrale del mirino puntata sulla abazia bianca, ha effettuato la misurazione esclusivamente in quella piccola area. L’esposimetro ha selezionato un tempo di esposizione di 1/4000 di secondo. Il bianco della abazia ha generato una leggera sottoesposizione sulla stessa. Il resto della foto è notevolmente sottoesposto, in quanto tutte le parti della scena erano meno illuminate rispetto all’abazia, in particolare il primo piano.

2) La lettura matrix e la lettura a prevalenza centrale, in questo caso (ma capita spesso) hanno portato la fotocamera a fare le medesime scelte. Il risultato è una foto che in generale appare molto meglio bilanciata di quella effettuata con lettura spot, ma con un grosso difetto: l’abazia è molto sovraesposta.

In realtà le differenze di luce nella scena erano così ampie da impedire di ottenere una illuminazione corretta per tutti gli elementi presenti. Quale foto è migliore? Dipende esclusivamente dal risultato che si desiderava ottenere. Pur essendo molto piccola l’abazia bianca tende inevitabilmente ad attirare lo sguardo dell’osservatore, e la sua sovraesposizione (come nelle foto 2 e 3) non è certo gradevole. D’altra parte anche una foto che presenti l’abazia correttamente esposta, ma circondata da un paesaggio sottoesposto non è molto bella.

In realtà, si sarebbe dovuto scattare questa foto in una situazione di luce più equilibrata. A scopo didattico però, nell’ambito un corso di fotografia, queste immagini sono molto utili perché permettono di riflettere su come si comportano le diverse modalità di esposizione e su come operare di conseguenza.

Quando usare la modalità matrix

La modalità matrix cerca di indicare un’esposizione che permetta di riprodurre nel migliore dei modi la maggior parte della scena inquadrata. Per questo motivo va bene essenzialmente quando la luce è abbastanza uniforme e non ci sono forti differenze tra il soggetto e lo sfondo. Questo significa che va bene per la maggior parte delle fotografie, ma se ci si trova in una situazione particolare, come quella illustrata sopra, sarà difficile ottenere una esposizione corretta.

In altre parole uno sfondo molto scuro potrebbe portare alla sovraesposizione del soggetto principale, specialmente se questo occupa una parte minoritaria del fotogramma e, viceversa, uno sfondo molto chiaro (come avviene nel controluce), potrebbe portare alla sottoesposizione del soggetto principale.

Inoltre, anche in una situazione di luce semplice, siccome lo scopo della modalità matrix è quella di trovare una esposizione “intermedia” che vada bene per tutta la scena inquadrata, il rischio è sempre quello di “appiattire” le foto, salvando sia le luci che le ombre, ma finendo per sacrificare quei giochi di luci ed ombre che spesso rendono una fotografia interessante.

Quando usare la modalità prevalenza al centro

La lettura con prevalenza al centro, o media ponderata, è una modalità di esposizione diventata quasi del tutto inutile oggi che i sistemi di misurazione matrix sono diventati molto affidabili. Di solito, nella migliore delle ipotesi, tale modalità darà risultati paragonabili a quelli ottenibili con la matrix. Ad ogni modo la modalità di lettura con prevalenza al centro può dare buoni risultati quando il soggetto si trova nel centro del fotogramma e ne occupa un’area importante.

Sia la modalità matrix che quella con prevalenza al centro sono indicate per ottenere un’esposizione corretta della scena, almeno nella maggior parte dei casi, ma non per una interpretazione creativa della scena.

Quando usare la modalità spot

La modalità di lettura esposimetrica spot è quella più affidabile e, se si desidera imparare a fotografare, sarebbe bene imparare ad utilizzare  soprattutto questa. In tale modalità è possibile calcolare l’esposizione esclusivamente sul soggetto o sulla parte del soggetto che ci interessa, escludendo dalla lettura tutto il resto del fotogramma. In tal modo avremo la certezza che il soggetto della nostra foto sarà correttamente esposto.

Questo non significa che utilizzando la modalità spot non possiamo tener conto anche di aree marginali del fotogramma. Anzi, con la lettura spot, se operiamo in manuale, possiamo leggere l’esposizione su tutte le aree del fotogramma che ci interessano, capire quali differenze ci sono in termini di stop, e decidere in piena autonomia quali dati di scatto impostare. Abbiamo cioè il pieno controllo del processo di esposizione. Un esercizio davvero utile per chi sta imparando a fotografare.

La modalità spot permette di ottenere la corretta esposizione in alcune situazioni di luce non semplici, come ad esempio il controluce, oppure un soggetto bianco su sfondo in ombra, oppure un soggetto scuro su sfondo molto luminoso, un raggio di luce che filtra tra i rami, il tramonto, ecc…

Facciamo un paio di esempi:

Soggetto bianco su sfondo scuro

 

misurazione esposizione spot

Una situazione difficile per l’esposimetro: la garzetta bianca con uno sfondo in ombra… La lettura matrix e quella media ponderata avrebbero inevitabilmente portato alla sovraesposizione dell’uccello. La misurazione spot, effettuata sul soggetto bianco, ha permesso di risolvere la situazione.

 

 Ritratto in controluce

misurazione spot nel ritratto in controluce

Ritratto in controluce. La misurazione con prevalenza al centro e, sebbene gli algoritmi siano sempre più sofisticati, anche quella matrix, potrebbero portare ad una sottoesposizione del soggetto. La lettura spot invece, misurando l’esposizione solo sul soggetto permette di ottenere la corretta esposizione.

 

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