Pentax K3: recensione – Parte 3

Aspetto, costruzione, controlli e novità

 

Pentax K3 + Pentax DAL 18-55 WR

Pentax K3 con obiettivo DAL 18-55 WR: corpo ed obiettivo sono tropicalizzati, cioè resistenti alle intemperie, l’ideale per la fotografia outdoor.

 

Ad un primo impatto la K3 appare davvero simile alle precedenti reflex top di gamma Pentax (K7, K5, K5 II): il corpo macchina, dalla linea immediatamente riconoscibile (e distinguibile dai precedenti modelli solo per pochi particolari), come da tradizione della casa davvero compatto, dà subito la consueta impressione di robustezza ed affidabilità. D’altra parte è realizzato in alluminio e lega di magnesio, ed è fortemente tropicalizzato: 92 guarnizioni garantiscono la tenuta alla polvere e alle intemperie. La fotocamera perciò non teme la pioggia, sempre se è corredata da un obiettivo anch’esso tropicalizzato (l’obiettivo base che, volendo, si può acquistare in kit con il corpo macchina, il DA-L 18-55 WR, lo è).

 

Pentax K3,tropicalizzazione.

La tropicalizzazione della K3- In questo caso con l’obiettivo Pentax DA 18-135 WR.

 

Tuttavia, una volta che, andando oltre la prima impressione, si inizia a prendere confidenza con il corpo macchina, ci si accorge che le differenze ci sono, e non sono di poco conto: mentre nel passaggio dalla K7 alla K5, e ancor di più in quello tra K5 e K5 II, la lettura del manuale di istruzioni era pressoché superflua, iniziando ad usare la K3, una sfogliata bisogna proprio dargliela. Questo perché sono state aggiunte diverse funzioni ed è cambiata la logica di funzionamento di altre, e di conseguenza sono stati aggiunti dei pulsanti e ne sono stati spostati altri.

 

Pentax K3, a destra, messa a confronto con la K5, a sinistra, pur se le due fotocamere sono molto simili, si nota come sono diversi i tasti funzione.

Pentax K3, a destra, messa a confronto con la K5, a sinistra, pur se le due fotocamere sono molto simili, si nota come sono diversi i tasti funzione. Da notare, sotto il monitor posteriore della K3, la scritta “Ricoh”.

 

Autofocus

I cambiamenti più importanti sono quelli che riguardano il funzionamento dell’autofocus e la scelta dei punti di messa a fuoco. Mentre prima (nella K5) il il selettore della modalità AF era a tre vie, e permetteva di scegliere tra Manual Focus, Autofocus Singolo, e Autofocus Continuo, ora esso ha solo due opzioni: AF ed MF.

 

Pentax k3 review

La vista laterale, nella quale si notano il selettore AF/MF il tasto [AF Mode].

Scegliendo AF, è possibile selezionare la modalità di funzionamento dell’autofocus (AF Singolo, AF Continuo o AF Automatico, soluzione che dà alla macchina la possibilità di scegliere autonomamente se operare in modalità singolo scatto o scatto continuo), premendo il tasto funzione dedicato [AF MODE] e ruotando contemporaneamente le ghiere di controllo anteriore e posteriore: mentre l’anteriore permette di scegliere tra AF-S, AF-C o AF-A, la posteriore permette di scegliere la modalità di utilizzo dei punti di messa a fuoco, con un ventaglio di possibilità davvero ampio: in AF-C infatti è possibile  selezionare le modalità SPOT (la fotocamera insegue il soggetto utilizzando solo il punto centrale), AUTO-27 (la fotocamera, nell’inseguire il soggetto, sceglie il punto di messa a fuoco tra i 27 disponibili), AUTO-9 (la fotocamera, nell’inseguimento, sceglie tra i 9 punti di messa a fuoco centrali), SEL-1 (la fotocamera utilizza un solo punto di messa a fuoco, selezionato dall’utilizzatore), SEL-2 (la fotocamera utilizza il punto di messa a fuoco selezionato dal fotografo più gli 8 che gli stanno intorno, che hanno il ruolo di riserva), SEL-3 (la fotocamera utilizza il punto di messa a fuoco selezionato dall’utente più i 24 punti circostanti, che svolgono la funzione di riserva). Come si vede le combinazioni sono davvero molteplici.

La possibilità di contare su ben 27 punti di messa a fuoco, rispetto agli 11 del modello precedente, la dice lunga sul lavoro che si è fatto sull’autofocus. Ci sarebbe piaciuto, però, che i punti di messa a fuoco fossero disposti su un’area più ampia del mirino. Questa è però, purtroppo, la pecca di quasi tutte le fotocamere pro e semi-pro presenti oggi sul mercato.

Come già detto, è evidente lo sforzo che si è fatto, in fase di progettazione, sull’autofocus della nuova ammiraglia, al fine di dare all’utente un prodotto altamente performante. In effetti la sensazione è che l’AF lavori molto meglio rispetto a quello della K5. Di sicuro è molto preciso e rapido in AF-S. L’inseguimento sembra anch’esso funzionare davvero bene, con un netto miglioramento delle prestazioni rispetto alla K5, ma un giudizio più preciso ed articolato, visto anche il numero di opzioni disponibili, lo si può dare solo dopo aver effettuato prove precise, sia in situazioni controllate che sul campo (come, ad esempio, inseguendo l’avifauna in volo), insieme a confronti con la K5 che prevedano un minimo di riproducibilità. Abbiamo messo in cantiere queste prove e speriamo di darvene presto conto. Una curiosità particolare riguarda la logica di funzionamento della funzione AF-A, che passa dall’AF singolo o quello ad inseguimento a seconda della situazione.

 

Video

Un’altra novità è, sulla parte posteriore della fotocamera, quella del selettore che permette di scegliere tra fotografia e video: molto meglio tenere distinte le due funzioni.

Selettore fotografia/video.

A differenza della K5, la K3 consente i controlli totalmente manuali sull’esposizione. E’ inoltre possibile effettuare dei time-lapse direttamente in camera: la fotocamera cattura i fotogrammi alla cadenza stabilita dal fotografo e li unisce in un filmato. Davvero interessante come funzione, per chi vuole sperimentare questa tecnica ma non desidera passare lunghe ore alle prese con i software che uniscono i fotogrammi per creare il video.

Naturalmente anche la funzione video, molto interessante per una fetta dell’utenza, meriterebbe una recensione specifica, che speriamo di poter fare a breve.

 

Doppia scheda di memoria e WiFi

Sempre sulla parte posteriore del corpo, in basso, vi è un nuovo pulsante:

selettore schede

 

Ad esso è assegnata la funzione, durante le riprese, di scegliere se i tasti di controllo devono essere utilizzati come tasti freccia per selezionare il punto AF o invece come tasti funzione per per regolare modalità di scatto, bilanciamento del bianco, personalizzazioni dell’immagine e modalità flash.

ff

 

 

In fase di visualizzazione delle fotografie scattate, invece, questo tasto avrà la funzione di selezionare la scheda 1 o la scheda 2.

Sì perché la K3, finalmente, adotta il doppo slot per schede di memoria.

Il doppio slot per schde di memoria SD.

Il doppio slot per schede di memoria SD.

 

In questo modo non solo aumenta lo spazio per acquisire immagini, ma è anche possibile gestire in maniera molto più razionale i propri file. Ad esempio è possibile salvare la stessa foto in RAW su una scheda e in JPEG sull’altra. Le opzione di personalizzazione sono davvero tante. E non va dimenticato che lo slot 2 è compatibile con le schede wifi, come la Pentax FLU CARD. Con questa scheda si può controllare la fotocamera a distanza, come spiegato dettagliatamente qui, oppure semplicemente scaricare immediatamente le immagini su uno smartphone o un tablet, funzione molto utile per condividere immediatamente il proprio lavoro, o per controllare le immagini su un monitor grande, come capita di dover fare ai professionisti.

Pentax k3,Pentax flucard.

Con la Pentax Flucard, mentre il fotografo scatta, un assistente può controllare in tempo reale le fotografie e iniziare la post produzione su un tablet o su un portatile, oppure inviarle in agenzia. Ma è anche, più semplicemente, possibile fare delle foto agli amici ed invitarli a scaricarle subito sul proprio smartphone: insomma, il divertimento è assicurato.

 

Le novità non si esauriscono qui, ma spiegarvele tutte nel dettaglio esula dallo scopo di questa recensione. Quello che possiamo dire è che questa fotocamera appare davvero robusta, ben costruita, e ricca di funzioni a misura di fotografo. La Pentax K3 “cade bene” in mano, i comandi sono disposti con razionalità e non obbligano le dita a movimenti o posizioni innaturali. Il monitor posteriore è di 3,2 pollici, quindi più grande di quello della K5. Appare anche più brillante e sembra assorbire meglio i riflessi: in piena luce si vede meglio. Fosse stato anche basculante, come avviene sulla professionale di casa Pentax medio-formato, la 645Z, caratteristica molto utile per alcune applicazioni, dalla macro al video, il monitor sarebbe stato perfetto, ma purtroppo per ora non è così.

VAI ALLA PARTE 1: Introduzione

VAI ALLA PARTE 2: Dati tecnici

VAI ALLA PARTE 4: Qualità dell’immagine

VAI ALLA PARTE 5: Conclusioni