Pentax K3: recensione – Parte 4

Qualità dell’immagine

Veniamo ora a quello che probabilmente è l’aspetto che maggiormente interessa i lettori tentati dall’acquisto di una fotocamera. Come si comporta la K3 dal punto di vista della qualità dell’immagine?

Abbiamo effettuato una prova comparativa fotografando la stessa scena con una K3 e con una K5, utilizzando il medesimo obiettivo, un Pentax-f 50mm f/1,7.

Considerando che la K5 è una fotocamera che ha sempre ricevuto lusinghieri riconoscimenti per quanto riguarda la qualità dei file prodotti, riteniamo che questo confronto possa darvi un’idea più che soddisfacente sulla qualità delle fotografie prodotte dalla K3.

NOTA BENE: Le fotografie sono state scattate in RAW e sono state sviluppate con il programma in dotazione nella confezione, il Digital Camera Utility 5, senza applicare correzioni e salvando in formato Jpeg, qualità 4 stelle. Il programma applica in automatico un certo valore di correzione del disturbo casuale e della riduzione del colore spurio a seconda della sensibilità dello scatto. Non abbiamo modificato tale valore.

Su ognuna delle fotografie che seguono, compresi i crop, basta “cliccare” per scaricare il file originale.

Test Pentax k3 Iso 100

K3 ISO 100.

 

K5 ISO 100

K5 ISO 100.

 

Anche se l’impostazione cromatica appare sostanzialmente simile (i colori Pentax), nella fotografia scattata con la K3 i colori appaiono leggermente meno brillanti rispetto a quella scattata con la K5. La K3 mostra anche una tendenza a sottoesporre un po’ di più. Naturalmente basterà settare la brillantezza su un valore più alto per ottenere risultati paragonabili. Tutto sommato la scelta di aver sacrificato un po’ la vivacità dei colori in favore di una maggior naturalezza, ci trova d’accordo.

Analizziamo adesso  crop alle diverse sensibilità (se volete scaricare il file originale, cliccateci sopra).

 

Pentax K3

Pentax K5

ISO 100

ISO 100

ISO 100

ISO 100

COMMENTO: La Pentax K3 a 100 ISO mostra lo strapotere del sensore da 24 megapixel privo di filtro Anti-Aliasing rispetto al pur apprezzatissimo sensore da 16 megapixel della K5. La maggior risoluzione permette di visualizzare davvero tanti dettagli in più.

ISO 400

ISO 400

ISO 400

ISO 400

ISO 800

ISO 800

K5 ISO 800

ISO 800

PENTAX K3 TEST RECENSIONE

ISO 1600

ISO 1600

ISO 1600

ISO 3200

ISO 3200

ISO 3200

ISO 3200

ISO 6400

ISO 6400

ISO 6400

ISO 6400

K3 TEST COMPORTAMENTO ALTI ISO

ISO 12800

ISO 12800

ISO 12800

ISO 25600

ISO 25600

ISO 25600

ISO 25600

TEST PENTAX K3,ISO 51200,ALTE SENSIBILITà

ISO 51200

ISO 51200

ISO 51200

COMMENTO: Man mano che si alza la sensibilità, appare evidente la scelta diversa operata dai progettisti rispetto a quella effettuata con la K5: le fotografie scattate con la K3 appaiono più rumorose, ma anche più ricche di dettaglio rispetto a quelle scattate con la K5. Anche in questo caso la scelta ci convince: bisognerebbe sempre salvaguardare il più possibile il dettaglio, lasciando comunque al fotografo che ha la necessità di file più “puliti” di settare opportunamente il Jpeg in uscita (vedi sotto).

 

Riduzione del disturbo agli alti ISO nel file Jpeg

Chi lavora in RAW evidentemente accetta la possibilità di dover lavorare il file in fase di post-produzione, intervenendo, nel caso, anche sulla riduzione del rumore. Che dire di chi invece vuole avere da subito un JPEG pulito, anche agli alti ISO? Per lui c’è la possibilità di scattare direttamente in Jpeg, oppure in RAW+Jpeg. Per chi opera in Jpeg la K3 permette di settare la riduzione del disturbo sugli alti ISO sul valore AUTO, oppure sui valori 1 (Leggera), 2 (Media), 3 (Forte), oltre che naturalmente su OFF. Vediamo come si comporta a 6400 ISO, una sensibilità già piuttosto alta, anche se non estrema (anche in questo caso, cliccate sul crop per scaricare il file originale).

Jpeg ottenuto dal RAW sviluppato col software Digital Camera 5 senza interventi di riduzione rumore.

ISO 6400 – Jpeg ottenuto dal RAW sviluppato col software Digital Camera 5 senza interventi di riduzione rumore.

Jpeg ottenuto in macchina con NR OFF.

ISO 6400 – Jpeg ottenuto in macchina con NR OFF.

Jpeg ottenuto in macchina con NR AUTO.

ISO 6400 – Jpeg ottenuto in macchina con NR AUTO.

Jpeg ottenuto in macchina con NR su posizione 1.

ISO 6400 – Jpeg ottenuto in macchina con NR su posizione 1.

Jpeg ottenuto in macchina con NR su posizione 2.

ISO 6400 – Jpeg ottenuto in macchina con NR su posizione 2.

Jpeg ottenuto in macchina con NR su posizione 3.

ISO 6400 – Jpeg ottenuto in macchina con NR su posizione 3.

COMMENTO: Confrontando il Jpeg ottenuto dal RAW e quello ottenuto direttamente in macchina (crop in alto), appare evidente che, anche quando si setta il NR su OFF, il file viene “pulito” dal software della fotocamera (che applica quindi un certo grado di riduzione del rumore), con una certa perdita di dettaglio. Il Jpeg con NR impostato su AUTO praticamente non si distingue da quello ottenuto con NR OFF, mentre impostando i valori 1, 2, 3 otteniamo via via file più puliti, anche se con una perdita di dettaglio che aumenta in proporzione, pur rimanendo in limiti più che accettabili. Anzi, il pregio di questa fotocamera è proprio nella quantità di dettaglio che restituisce, in tutte le condizioni, anche con la riduzione dle rumore al massimo (vedi sotto). E’ comunque evidente come, per ottenere il massimo dettaglio, sia consigliabile scattare in RAW. Chi ha necessità del Jpeg può decidere di scattare in RAW+Jpeg, magari utilizzando una scheda per il RAW e un’altra per il Jpeg. Chi utilizza il Jpeg e scatta ad alti ISO, e ha bisogno di file con poco rumore, dovrebbe fare prove, alle diverse sensibilità, per settare il Noise Reduction, fino ad ottenere un compromesso soddisfacente tra “dettaglio” e “pulizia” del file.

 

Visto che molti dicono di trovare i file Jpeg in uscita della K5 più puliti di quelli della K3 (cosa che per altro non dovrebbe sorprendere troppo, dato che il numero di pixel è aumentato di circa il 50%) abbiamo deciso di mettere a confronto il crop del Jpeg della K3, con NR settato su 3 (forte), con quello della K5 ottenuto sviluppando il RAW con il software Digital Camera Utility 5 (cliccate sul crop per scaricare il file originale).

Jpeg della K3 ottenuto in macchina con NR su posizione 3 (Forte).

Jpeg della K3 a ISO 6400 ottenuto in macchina con NR su posizione 3 (Forte).

ISO 6400

Jpeg della K5, a ISO 6400, ottenuto sviluppando il RAW con il software Digital Camera Utility 5.

COMMENTO: In questi crop vediamo il confronto tra il Jpeg della K3, ottenuto in macchina con Noise Reduction settato sul massimo valore (3, Forte), e quello della K5 sviluppato dal RAW. In pratica le peggiori condizioni possibili per la K3 sono messe a confronto con le migliori per la K5. Il file della K3 è leggermente più rumoroso, ma il livello di dettaglio è ancora nettamente maggiore rispetto a quello della K5. Ovviamente si potrebbe applicare un livello di riduzione del rumore più alto anche alla K5, ottenendo file più puliti, ma il dettaglio ne sarebbe ulteriormente pregiudicato.

Simulatore del filtro anti-aliasing

Come detto, la Pentax K3 elimina definitivamente il filtro anti-aliasing, permettendo di attivare, eventualmente, tramite menu, un effetto di simulazione del filtro ottenuto mediante un micro movimento del sensore. Ci chiedevamo se, scattando con il simulatore filtro AA disattivato, saremmo incorsi nel famigerato effetto moirè. Dobbiamo dire che, pur avendo fatto molti scatti a soggetti a rischio quali tessuti e griglie, nessuna foto scattata con la k3 ha evidenziato il problema.  Probabilmente, come sostengono alcuni articoli tecnici, più aumenta la risoluzione del sensore, meno si presenta il rischio di effetto moirè. Fatto sta che il suggerimento che possiamo darvi è quello di tenere sempre il simulatore disabilitato, anche perché, attivandolo, si perde un pochino di nitidezza, come dimostrano i seguenti crop (anche in questo caso, cliccate sul crop per scaricare il file originale).

Scatto a 100 ISO con simulatore filtro disattivato.

Scatto a 100 ISO con simulatore filtro disattivato.

COMMENTO: Come si nota da questi crop il simulatore attivato influisce un minimo sulla qualità dell’immagine comportando una certa, appena percepibile, perdita di nitidezza. La nostra sensazione, considerando che l’effetto moirè non si è mai presentato, è che convenga lasciarlo disattivato.

Scatto con simulatore filtro AA su posizione 1.

Scatto con simulatore filtro AA su posizione 1.

Scatto con simulatore di filtro AA su posizione 2.

Scatto con simulatore di filtro AA su posizione 2.

 

Se poi dovete fotografare tessuti, persone che indossano una camicia a quadri, oppure griglie, cioè soggetti a rischio effetto moirè, e non volete rischiare, potete impostare la simulazione del filtro AA: si può scegliere tra due livelli di efficacia oppure, volendo, optare per una soluzione che prevede tre scatti in sequenza (senza simulatore filtro AA, simulatore a livello 1, simulatore a livello 2) per ottenere una sorta di bracketing dell’effetto anti-aliasing.

VAI ALLA PARTE 1: Introduzione

VAI ALLA PARTE 2: Dati tecnici

VAI ALLA PARTE 3: Aspetto, costruzione, controlli e novità

VAI ALLA PARTE 5: Conclusioni