Pentax K3: recensione – Parte 1

Introduzione

La Pentax K3 è l’ammiraglia della Pentax, marchio storico della fotografia, acquistato di recente, per quanto riguarda la divisione foto, dalla Ricoh. I cultori del marchio e gli esperti di fotografia hanno sempre riconosciuto a Pentax la capacità di realizzare obiettivi dalla straordinaria qualità ottica e dalla piacevole resa cromatica, e anche corpi macchina di notevole fattura, solidi robusti e resistenti.

La K3 succede alla K5 II, che era proposta in doppia versione, la K5 II, per l’appunto, e la K5 IIs, la versione priva del filtro anti-aliasing, un filtro di norma applicato sui sensori delle reflex per ridurre l’effetto moirè, una distorsione visiva che può manifestarsi fotografando due trame sovrapposte, dando origine ad una terza trama completamente differente (ad esempio una camicia a quadri potrebbe essere riprodotta con un tipico effetto ondulato). Il filtro Anti-Aliasing posto sui sensori elimina questo rischio, ma “ammorbidisce” l’immagine, rendendo la fotografia un pelino meno nitida.

 

 

Pentax k3,Prestige edition.

La Pentax K3. L’esemplare oggetto della recensione è la versione Prestige Edition che celebra la vittoria del premio TIPA 2014 quale miglior reflex digitale per esperti. A parte le finiture, è identico alla K3 “di serie”.

 

La Pentax offriva quindi, con la K5 II, la stessa opzione proposta dagli altri produttori di fotocamere per i propi modelli top: scegliere tra l’acquisto della versione normale, dotata del tradizionale filtro, e la versione “s”, priva del filtro AA, per ottenere la massima nitidezza possibile dal proprio sensore, ma con il rischio, talvolta, di ritrovarsi una foto rovinata dall’effetto moirè.

Con la K3 Pentax ha deciso invece di cambiare strada, di “tagliare la testa al toro”: il filtro AA viene eliminato definitivamente, per puntare alla massima nitidezza, mentre il contenimento dell’effetto moirè può essere ottenuto, all’occorrenza, mediante una simulazione del filtro, che si realizza sfruttando il meccanismo di stabilizzatore del sensore, il quale applica microscopiche vibrazioni al sensore, di livello inferiore al pixel, nel corso dell’esposizione. Questa soluzione, che per altro è stata riproposta sulla entry-level di recente uscita, la K-s1, consente di sfruttare in pieno i 24 megapixel del sensore.

L’altra grande novità, molto attesa dagli utenti del marchio, è quella relativa al sistema autofocus. La K3 monta nuovo modulo AF, denominato  SAFOX 11, che dispone di 27 sensori AF (25 di tipo a croce disposti al centro), con una sensibilità che va da –3EV a +18EV, e con la particolarità che, per citare il sito web del produttore, “il sensore centrale e i due sensori immediatamente sopra e sotto ad esso sono progettati per rilevare il flusso luminoso di un obiettivo F2,8, facilitando così la messa a fuoco di altissima precisione quando si usa un obiettivo di grande apertura”.

N. B. Pur essendo un utilizzatore Pentax da tantissimo tempo, mi ero fermato alla K5, “saltando un giro” con la K5 II, ma non ho resistito, alla fine, all’acquisto della K3. E ora, avendola a disposizione, spero di fare cosa gradita a quella piccola parte dei lettori di Phototuorial che usa Pentax (e magari non solo a loro), scrivendone, insieme con lo staff di Phototutorial, una recensione, per quanto possibile, accurata. Il confronto dovrà giocoforza essere fatto con la K5, dato che non abbiamo a disposizione una K5 II ma, considerando che quest’ultima montava lo stesso sensore, e utilizzava praticamente lo stesso corpo macchina, anche se aveva un autofocus più sofisticato della precedente, il SAFOX 10, che già ne aveva migliorato le prestazioni, pensiamo che il raffronto possa essere comunque molto interessante. Siccome la fotocamera è stata valutata da più persone, per cercare di avere una pluralità di pareri dal quale far emergere un giudizio oggettivo, la recensione è a tutti gli effetti un articolo di Phototutorial, per cui da questo momento sarà abbandonata la prima persona singolare (Luigi Calabrese).

 

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